Ecco come un cane paralizzato ha ricominciato a camminare

· 5 maggio 2017

Questa è la storia di Tipo, un cagnolone che, una mattina, si svegliò senza poter più muovere il suo corpo. Una situazione che ricorda la sindrome locked-in, un vero incubo, ma finalmente finito. La famiglia del nostro protagonista, grazie all’amore e alla tenacia, riuscì a trovare il trattamento giusto, restituendo Tibo alla vita. Ecco come sono andate le cose.

Un giorno speciale per Tibo, il cane paralizzato

Come ogni giorno, Leonardo si svegliò e aprì la finestra. Si aspettava che arrivasse, correndo, il suo grande cane nero, per dargli il consueto abbraccio del mattino. Purtroppo però, le cose andarono diversamente.

Pensando che avesse combinato una delle sue, il padrone iniziò a chiamare il cane a gran voce. Con il passare dei minuti, però, Leonardo iniziò a preoccuparsi. Uscito in giardino, una volta arrivato alla cuccia di Tibo, l’uomo vide l’animale disteso, con gli occhi sgranati, ma completamente immobile.

Le sue parole sono davvero toccanti: “Non sapevo che fare, guardai se fosse ferito, ma niente. Muoveva solamente la coda e gli occhi. Per il resto sembrava completamente paralizzato. Provai a sollevargli una zampa, poi l’altra, ma senza successo“.

Nonostante i suoi 50 kg di peso, Leonardo sollevò il suo amico a quattro zampe e, dopo averlo caricato in auto, lo portò dal veterinario. Era l’unico modo per capire cosa fosse successo al povero Tibo.

La diagnosi

Fu impossibile realizzare una diagnosi precisa della patologia che, apparentemente, impediva a Tibo di muoversi. Le ragioni potevano essere molteplici… Un colpo, una caduta sulla schiena, una puntura d’insetto, un movimento strano o persino un’intossicazione. Nonostante la sua grossa muscolatura, il cane non aveva nemmeno un briciolo di forza. I veterinari si dichiararono completamente impotenti dinanzi alla paralisi di Tibo.

I famigliari vissero momenti di drammatica preoccupazione. Leonardo e sua moglie dovettero spiegare l’accaduto ai loro figli piccoli, evidentemente tristi e sconfortati. Il padre afferma: “Se chiedo ai mie bambini di fare un disegno della famiglia, la prima cosa che disegnano è il cane. Fa parte della nostra vita, è uno di noi“.

Come mai Tibo non riusciva più a muoversi?

L’amore dei suo proprietari spinse i medici a realizzare ulteriori analisi. Passarono dunque ad una clinica situata in una città vicina, dove il caso di Tibo sarebbe potuto essere trattato con maggiore profondità. Anche stavolta, ad ogni modo, le cause del suo stato di paralisi non riuscirono ad essere identificate in via definitiva.

La reazione agli stimoli continuava ad essere pressoché nulla. L’animale non si lamentava, non piangeva, né reagiva alle punture. La sensibilità nervosa appariva completamente anestetizzata. Si passò allora a iniezioni con corticosteroidi e vitamina, ma non si ottennero cambiamenti significativi.

Alla fine, Leonardo ebbe l’idea di rivolgersi ad un fisioterapista canino. “L’idea era utilizzare massaggi e trattamenti con elettrodi per riattivare e rinforzare la muscolatura di Tibo, ad ogni costo“.

La fisioterapia funziona

Con molta pazienza e costanza, il trattamento di fisioterapia veterinaria iniziò a dare i primi frutti. Da una parte l’amore della famiglia, dall’altra la tenacia e la voglia di Tibo di recuperare il movimento.

Un’ottima idea fu quella di introdurre, nella casa, un nuovo cagnolino. Piccolo, dinamico e molto giocherellone, funzionava come spinta motivazionale per il cagnolone nero.

Poco dopo, non a caso, una sera Tibo riuscì a mantenersi in piedi, da solo, per una manciata di secondi. Un premio tangibile agli sforzi fatti da Leonardo e tutta la famiglia. Poi arrivò l’estate e la fisioterapia continuò, questa volta anche con l’aiuto della piscina.

Proprio durante questo periodo, si cominciò a intravvedere l’uscita del tunnel. Dopo sei mesi di totale paralisi, Tibo fu capace di camminare, poco e piano, ma finalmente non era più un cane paralizzato.

Un esempio di tenacia

Una storia complicata, lunga ma che è terminata nel migliore dei modi. E servirà a tutti coloro che stanno vivendo situazioni simili. Il parere di Leonardo: “Non è stato facile salvare Tibo. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare persone disponibili e preparate, come i veterinari e i fisioterapisti. Il segreto è stata una determinata forza di volontà, ed è per questo che abbiamo reso pubblica la nostra esperienza. Ci sono persone che si lasciano sconfiggere dagli sgambetti della vita. Ebbene, è possibile risolvere anche tragedie apparentemente destinate a finire male. Speriamo che ciò che è accaduto a Tibo sia di esempio per tutti“.

Sono stati moltissimi i messaggi, i commenti e gli attestati di stima arrivati, grazie ad Internet. Un modo per dire ‘grazie’ dinanzi a una disavventura davvero molto istruttiva.

L’amore per i cani

Speriamo che il racconto di questa notizia vi abbia colpito come a noi. Ciò riporta l’attenzione su cosa significhi, davvero, amare un cane. Certamente giocare, stare assieme, ma soprattutto rimanere accanto a questo quando ne ha veramente bisogno. Dobbiamo sempre ricordare che è nostra responsabilità vegliare per la salute e il benessere dei nostri amici a quattro zampe. Sempre.

Fonte dell’immagine: www.lanacion.com.ar