Cani adottati all’estero

La media dei cani abbandonati in Italia raggiunge ogni anno i 50.000 esemplari, una cifra smisurata che nonostante tutti gli sforzi fatti non accenna a diminuire. Purtroppo sono ancora molti gli animali, in special modo i cani, che si ritrovano senza casa e costretti a vivere nei centri di accoglienza e nei rifugi per animali. Per fortuna non mancano però le iniziative per migliorare la vita dei cani adottati all’estero.

Cosa succede a quegli animali? Purtroppo, passato un certo periodo devono essere abbattuti. Per fortuna, l’Europa ha fatto qualche passo avanti al riguardo. Volete sapere come?

Cani adottati all’estero

I centri per la protezione animali italiani ormai accolgono molti più cani di quanti potrebbero, molti dei quali afflitti da qualche disabilità oppure molto anziani. Il più grande desiderio dei centri di accoglienza sarebbe quello di trovare una famiglia per ciascuno di questi animali, affinché possano vivere i loro ultimi giorni con dignità ed amore.

Ma a quanto pare non è per nulla facile. L’idea di adottare un animale nell’ultima fase della sua vita oppure scegliere un esemplare malato non fa ancora parte della cultura del nostro paese. Per questo i centri per la protezione animali hanno ideato un’iniziativa per aiutare i loro piccoli amici.

È stato reso possibile a ciascun abitante dell’Unione Europea di farsi carico di un cane bisognoso, in special modo ai membri di quei paesi non particolarmente afflitti dal fenomeno dell’abbandono e dunque con minori possibilità di adottare.

Germania, pionieri nell’adozione di cani all’estero

È la Germania, paese in cui la cultura di prendersi cura degli animali più sfortunati è più che diffusa, a registrare il maggior numero di cani malati o anziani adottati.

Del resto la Germania è l’unico paese che ha incluso gli animali nella costituzione nazionale, difendendo così i loro diritti.

Le leggi tedesche consentono infatti l’accesso dei cani in quasi tutti gli stabilimenti pubblici, e le restrizioni relative al possesso degli animali sono quasi nulle; inoltre, sono in vigore svariate leggi che tutelano i loro diritti.

Tutto ciò contribuisce a far sì che la Germania resti uno dei paesi con il minor tasso di animali abbandonati, rendendola la nazione pioniera per quanto riguarda il fenomeno delle adozioni dall’estero.

Tramiti per cani adottati all’estero

Adottare un cane all’estero comporta alcuni accorgimenti particolari in più rispetto a quando si adotta nel proprio paese di residenza.

Le organizzazioni che si fanno carico degli animali abbandonati nel proprio paese fanno parte di una rete di contatti di fiducia sparsi in tutte le nazioni che aderiscono a questa iniziativa.

I vari contatti si fanno carico di ricercare potenziali padroni dal profilo affidato, disposti a prendersi cura di un cane con necessità speciali. Si analizzerà sia la persona che l’animale, valutando se nella famiglia convivono anziani o bambini, il tutto per determinare se si tratta del luogo adeguato per il futuro membro della famiglia.

I futuri proprietari dovranno firmare un contratto nel quale dichiarano di assumersi la responsabilità di prendersi cura dell’animale qualunque cosa accada e di comunicare ogni variazione delle condizioni, che sia del loro domicilio o per quanto riguarda la salute dell’animale.

Una volta analizzati tutti questi dati e trovato il candidato perfetto, l’animale viene spedito via terra o in aereo fino alla sua nuova casa. Il contatto di fiducia si assicurerà che l’animale sia trattato bene per tutto il resto della sua vita.

Inoltre, i nuovi “genitori” dovranno firmare un documento con il quale assicurano la restituzione dell’animale qualora non potessero più prendersi cura di lui in futuro.

Nonostante le illazioni secondo cui alcune di queste associazioni agiscano con l’unico scopo di lucrare attraverso il commercio di cani adottati, fino ad adesso l’iniziativa sembra funzionare alla grande.

Come sempre nella vita ci sono quelli che desiderano fare del bene in maniera disinteressata, e quelli che cercano di trarne un profitto. Tuttavia non possiamo puntare il dito contro nessuno, ancor meno verso tutte le associazioni che stanno facendo un lavoro incredibile non a scopo di lucro, spinte soltanto dall’amore verso i cani. Complimenti! E grazie…

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