La citologia vaginale nelle femmine di cane

02 maggio, 2018
 

La citologia vaginale nelle cagne consiste in un metodo semplice ed efficace che consente di valutare le cellule del tessuto epiteliale. La sua importanza è cresciuta nel tempo, in medicina veterinaria, come tecnica a basso costo e facile da eseguire, che consente risultati rapidi e completi.

A cosa serve la citologia vaginale nelle cagne?

La citologia vaginale o il tampone vaginale è la procedura più usata per verificare lo stato del sistema riproduttivo delle femmine. Nonostante sia una tecnica sperimentata ormai da anni, possiede un notevole raggio d’azione. Parliamo di un ottimo sistema di diagnosi, pratico, veloce ed economico.

Come studio preventivo, viene solitamente realizzato per escludere variazioni ormonali e garantire la buona salute delle cellule epiteliali. È anche efficace per analizzare il ciclo mestruale (o estro) delle femmine sessualmente attive.

una cagna sdraiata mentre allatta la cucciolata

Per mezzo della diagnosi, la citologia vaginale nelle femmine di cane consente di rilevare infiammazioni, infezioni e neoplasie del tratto riproduttivo. La sua efficacia può essere paragonata a quella di un’analisi del progesterone nel sangue.

 

Come viene eseguita la citologia vaginale?

La citologia vaginale nelle cagne è facile da eseguire e può essere impiegata da qualsiasi veterinario specializzato. E questo è solo uno dei suoi vantaggi più notevoli, rispetto a tecniche più sofisticate o complesse.

Lo studio consiste nell’introdurre un tampone pulito, preferibilmente sterilizzato, nella vagina della femmina. Bisogna fare attenzione a guidare correttamente il tampone verso la regione dorsale, evitando di toccare la zona centrale.

Molti professionisti preferiscono pre-inumidire il tampone in soluzione salina. Ciò favorisce l’adesione cellulare e diminuisse il disagio dell’animale.

Quando si raggiunge il punto appropriato, il veterinario adagia il tampone nell’area adeguata. Una volta estratto,  il campione raccolto verrà arrotolato su un foglio speciale, preparato in precedenza.

veterinario sottopone cagnolina a citologia vaginale

Successivamente, le cellule epiteliali vengono analizzate al microscopio, con l’obiettivo di verificare lo stato del sistema riproduttivo della cagnolina.

Le cellule dell’epitelio vaginale

Se eseguita correttamente, la citologia vaginale nelle femmine consente di osservare e valutare le seguenti cellule dell’epitelio vaginale:

 
  • Cellule parabasali: la loro forma è arrotondata e hanno dimensione uniforme. Si distinguono per avere un grande nucleo. Sono osservate in gran numero nelle femmine che non hanno raggiunto la pubertà, ma sono anche presenti durante il destrorso e l’anestro.

Il professionista deve essere in grado di differenziarle dalle cellule neoplastiche, per evitare una falsa diagnosi.

  • Cellule intermedie: sono delle parabasali più grandi, di dimensione quasi doppia. Sono caratterizzate da un aumento nel citoplasma, ma non nel nucleo. Dunque, il “grande nucleo” tipico delle parabasali scompare. Quando la femmina raggiunge il periodo di estro, il citoplasma delle cellule intermedie di solito mostra toni pallidi di blu e grigiastro.
  • Cellule superficiali: sono cellule grandi, con un piccolo nucleo e un abbondante citoplasma, dove si notano pieghe ed irregolarità. Quando la femmina raggiunge l’età avanzata, sono caratterizzate dall’assenza di un nucleo.
  • Cellule basali: sono molto piccole e uniformi, con un formato quasi rotondo e una quantità scarsa di citoplasma. Sono le precorritrici delle cellule parabasali, che segnano il periodo di estro nelle femmine. Raramente vengono rilevate durante la citologia vaginale.

Il ciclo riproduttivo delle femmine e le loro fasi citologiche

Durante la loro vita, le femmine sperimentano diverse fasi del loro ciclo riproduttivo: proestro, estro, destrimano ed antero. I campioni ottenuti dalla citologia vaginale permettono, al veterinario, di analizzare queste diverse fasi e rilevare eventuali anomalie.

 
una femmina di husky allatta i suoi piccoli

  • Proestro: è caratterizzato da maturazione follicolare e aumento dei livelli di estradiolo nel sangue. Ciò genera un’immagine citologica ricca di cellule parabasali e intermedie, ma povera di cellule superficiali. Possono anche essere presenti alcuni eritrociti o neutrofili. Normalmente, lo sfondo di questa immagine mostra una tonalità blu molto debole.
  • Estro: se la femmina ha raggiunto il periodo dell’estro, l’immagine citologica dovrebbe essere composta dal 90% al 100% da cellule superficiali. La presenza di neutrofili indica, di solito, un’infiammazione dell’epitelio.
  • Diestro: durante questo periodo si osserva la diminuzione delle cellule superficiali. L’immagine citologica “ideale” è composta per il 50-60% da cellule superficiali e un altro 40-50% da cellule parabasali e intermedie. I neutrofili e gli eritrociti possono riapparire.
 
  • Anestro: la sua immagine citologica è caratterizzata dall’abbondanza di cellule parabasali e intermedie. Molto spesso vengono rilevati batteri e alcuni neutrofili. Con l’arrivo della “terza età”, la citologia vaginale nelle femmine rivela cellule scarse superficiali, senza nucleo.