Com’è la vita nel mare?

· 24 luglio 2018

Come molti di voi sapranno, il 71% della superficie del pianeta Terra è coperta da mari ed oceani. Sono l’habitat perfetto per un’enorme biodiversità di animali, piante e minerali. Dai microorganismi unicellulari alle maestose balene: la vita nel mare è tanto diversa quanto affascinante.

L’uomo, ancora oggi, conosce molto poco sulla flora e fauna marina. Certo, secoli di esplorazioni e ricerche hanno permesso di ampliare le nostre conoscenze. Ma solamente grazie alle nuove tecnologie, è possibile spingersi oltre e indagare più a fondo. In questo articolo, vi parleremo di alcuni degli aspetti più interessanti e significativi legati alla vita nel mare.

5 fatti e curiosità sulla vita nel mare

Per aiutarvi a capire meglio come si sviluppa la vita in mare, vedremo una lista di dati utili e curiosità relative proprio all’ecosistema marino.

Specie marine in pericolo di estinzione: un’emergenza che cresce

L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) periodicamente compila e aggiorna la sua Lista Rossa, nella quale valuta lo stato di conservazione di diverse specie. Attualmente, questo elenco include oltre 40.000 specie, tra le quali troviamo oltre 1.400 esemplari marini.

Questi studi dedicati alla vita nel mare hanno rivelato che, purtroppo, ben 16 specie marine si sono già estinte. Inoltre, si stima che altre 400 siano a rischio di estinzione, dal momento che rientrano nelle 3 categorie più alte nella lista (animali vulnerabili, in pericolo e in pericolo critico).

Una curiosità interessante riguarda il fatto che la maggior parte delle specie analizzate sono pesci cartilaginei, come razze e squali. Ci sono già più di 500 specie catalogate in questo stesso gruppo. Sfortunatamente, un quinto degli squali è attualmente in pericolo di estinzione.

Questi dati hanno confermato i sospetti di molti ricercatori: le specie a “crescita lenta” sono particolarmente vulnerabili alla sovrappopolazione. Pertanto, il numero degli squali diminuisce molto più rapidamente di quella di pesci di dimensioni più ridotte o di altre specie a crescita “rapida”.

una verdesca nuota nell'oceano

C’è vita nelle profondità dell’oceano

La maggior parte della vita marina si sviluppa sugli strati superficiali e intermedi degli oceani e dei mari. Tuttavia, alcune indagini sono riuscite a osservare che c’è moltissima vita anche nelle profondità blu. E la scoperta delle fosse oceaniche ci ha permesso di avanzare nello studio della biodiversità subacquea.

Nel 2014, un gruppo di scienziati ha condotto uno studio dettagliato sulla vita nelle profondità marine. Nella fossa delle Nuove Ebridi (Oceano Pacifico), hanno osservato specie di crostacei e piante che vivono a più di 7.000 metri sott’acqua.

Sono stati anche riconosciuti alcuni pesci della famiglia Zoarcidae, come il blennide viviparo, che nella forma ricorda i ghiozzi o le bavose, abitanti comuni nelle altre fosse oceaniche conosciute.

I dati ottenuti ci hanno permesso di capire che la vita sottomarina può essere molto diversa da fossa a fossa. È un’ecologia molto specifica e diversa. Si apprezzano particolarità uniche in base alla posizione e alle sostanze nutritive disponibili in una determinata regione.

Il curioso ciclo riproduttivo dei cavallucci marini

Tra le specie marine, esistono animali dal comportamento davvero unico. Come nel caso dell’ippocampo, unico maschio capace di portare a termine una gravidanza. Il cavalluccio marino include più di 30 specie e questa sua peculiarità rappresenta una vera sfida per gli scienziati che studiano l’evoluzione animale.

due cavallucci marini

In questi curiosi pesci, i maschi sono responsabili del trasporto della uova che devono schiudersi. In ogni gravidanza possono dare alla luce 1.500 avanotti. Per ora, i ricercatori presumono che questa particolare caratteristica sia dovuta a una duplicazione di geni avvenuta durante l’evoluzione di queste specie.

La letale scossa delle anguille elettriche

Se le spine di casa possono essere un pericolo, tenete presente che le anguille possono emettere scosse elettriche fino a 600W. Si tratta, comunque, di varietà abbastanza rare e che abbondano solamente negli ecosistemi acquatici dell’Amazzonia.

Sebbene siano spesso scambiati per serpenti marini, le anguille elettriche sono pesci appartenenti alla famiglia Gymnotidae. E sono le uniche specie del loro genere in grado di difendersi usando potenti scosse elettriche, generate semplicemente dal loro organismo.

Questa caratteristica nasce come prima arma di difesa. Inoltre, li aiuta a catturare eventuali prede e a comunicare con i propri simili.

Conosciamo solo il 5% delle specie marine

Leggendo queste poche righe, si ha l’impressione che l’uomo sappia quasi tutto sugli ecosistemi acquatici. Al contrario, la realtà è assai diversa. Per il solo fatto che il nostro pianeta sia prevalentemente coperto da mari e oceani, abbiamo ancora moltissimo da studiare.

Ciò è dimostrato dall’ultimo censimento sulla vita marina (CoML, Census of Marine Life) secondo cui l’essere umano è in grado di riconoscere solamente il 5% delle specie che vivono in mare. Davvero poco, non trovate?