Conosciamo insieme la rana dorata

29 Gennaio 2019
Il veleno della rana dorata è così potente che con un solo milligrammo, può uccidere 10000 topi o un paio di elefanti africani.

La rana dorata, conosciuta anche come rana freccia, è originaria della Colombia. Quando pensiamo a degli animali velenosi, ci vengono in mente un serpente o un ragno, ma esistono anche delle rane con questa “capacità”.

La rana dorata è tra questi.Volete saperne di più? Continuate a leggere!

Caratteristiche e habitat della rana dorata

Si tratta di un anfibio appartenente al gruppo degli anuri, ed è considerato il vertebrato più tossico del mondo.

Vive nelle foreste umide della Colombia e nella regione selvatica di Panama, poiché preferisce le zone piovose fino a 200 metri sul livello del mare con temperature di almeno 26° C e con un’umidità superiore all’80%.

Per quanto riguarda le sue caratteristiche fisiche, la rana dorata può raggiungere i 55 millimetri di lunghezza da adulta. 

Presenta dei “dischi adesivi” sulle zampe per poter arrampicarsi sulle piante, e ha un qualcosa di simile a dei denti sulla mandibola inferiore, che la differenzia da altre rane che fanno parte dello stesso habitat.

Il suo corpo è brillante e molto appariscente, quasi completamente giallo, come lo è nelle altre specie velenose della sua famiglia. 

Può presentare alcune macchie nere e i suoi occhi sono all’infuori e scuri.

Alimentazione e riproduzione della rana dorata

La dieta di questo animale è composta da formiche – di due specie diverse – e può alimentarsi di altri insetti che vivono nei terreni umidi della foresta, tra i quali grilli, scarabei, mosche o termiti.

2 rane dorate su massi

Per quanto riguarda la riproduzione, a differenza di altri animali, la rana dorata matura sessualmente quando raggiunge una certa dimensione (non relazionata all’età). 

Durante il corteggiamento, il maschio emette dei vocalizzi per attirare la femmina, la quale deposita circa 15 uova sotto una foglia e aspetta che si fecondino, e il maschio controlla che rimangano umide.

Passati 12 giorni, le uova si schiudono e i girini si collocano sulla schiena del padre per completare la metamorfosi.

Il veleno della rana dorata

Anche se le sue piccole dimensioni e il suo colore brillante ci fanno pensare che si tratti di un animale indifeso, il veleno che accumula la rana dorata può uccidere 10 persone.

La pelle di questa rana è impregnata da un alcaloide chiamato batracotrossina. Se entra a contatto con le prede, provoca loro contrazioni muscolari e morte per arresto respiratorio.

Da dove ottiene i componenti necessari per preparare questo veleno? Dalle formiche che mangia!

Anche la sostanza presente sul corpo di questo anuro è tossica.

Per questo motivo, alcune tribù della zona imbevono la punta delle loro frecce in questa essenza, che mantiene le sue proprietà per anni.

Rana dorata sul ramo

Lo stesso veleno presente nella rana dorata lo possiedono tre specie di uccelli della Papua Nuova Guinea e alcune rane del genere Dendrobates, però sempre in minori quantità e con una tossicità più bassa.

Una rana velenosa come animale domestico?

Per via delle sue piccole dimensioni e per il suo colore vistoso, molte persone scelgono la rana dorata come animale domestico. Senza dubbio è strano visto che si tratta di una specie tossica.

Tuttavia, in cattività questa rana non è velenosa, di base perché cambia la sua alimentazione.

Nutrendosi di mosche della frutta e di grilli, non ingerisce la tossina necessaria che fa diventare la sua pelle mortale.

Se volete adottare un animale di questo tipo, dovete rispettare alcuni requisiti oltre al tipo di dieta

Per esempio, la vasca deve avere una temperatura di circa 20° C tutto l’anno, e deve rimanere umida grazie alla presenza di irrigatori a pioggia o di apparecchi speciali.

Inoltre, dovrete inserirci delle pietre, dei rami e dei tronchi affinché possa arrampicarsi, e non possono mancargli le foglie e le piante dove nascondersi.

L’idea è quella di emulare la foresta tropicale dove vive naturalmente.

Zippel, K. C., Ibáñez, R., Lindquist, E. D., Richards, C. L., Jaramillo, C. A., & Griffith, E. J. (2006). Implicaciones en la conservación de las ranas doradas de Panamá, asociadas a su revisión taxonómica. Herpetotropicos. http://doi.org/10.3758/s13428-010-0044-x