Conosciamo Istanbul, la città dei gatti

01 gennaio, 2019
Sebbene i felini fossero nativi di Istanbul, è certo che con l'arrivo delle navi dei mercanti, questi si sono moltiplicati. Lungi dall'essere considerati una piaga, i gatti sono venerati dagli abitanti della zona.

La Turchia possiede una storia molto ricca per quanto riguarda la civilizzazione occidentale. La sua capitale, Istanbul, è stata definita un crocevia di culture in varie occasioni, però è conosciuta anche per un altro fattore: è la città dei gatti.

Continuate a leggere se volete saperne di più su Istanbul.

Da Costantinopoli a Istanbul, secoli di storia

Istanbul, originariamente chiamata Costantinopoli per via del suo fondatore, l’imperatore Costantino I, nacque nel IV secolo d.C. E’ stata la capitale dell’Impero Romano d’Occidente e la sua principale città portuaria nel corso dei secoli per lo stretto di Bosforo, che separa l’Europa dall’Asia.

Per questo motivo, è nota come il crocevia del mondo.

Oggigiorno, è conosciuta come Istanbul: con l’arrivo dell’Impero Ottomano, il sultano Mehmed II modificò il nome per motivi politici.

Ma cosa c’entrano i gatti in tutto questo? Questi erano già nativi della zona, ma con l’arrivo dei mercanti ne arrivarono molti altri. A mano a mano che il tempo passava, sempre più felini si stabilivano nella città.

Tanto era l’affetto degli abitanti per questi animali che potevano perfino entrare a visitare anche le costruzioni più antiche. 

Si può dire che i gatti fanno parte della storia della città insieme ai suoi monumenti storici.

Non si sposterebbero nemmeno se passasse il Sultano stesso, afferma lo scrittore Mark Twain.

La città dei gatti al giorno d’oggi

Seduti in una piazza o a prendere il sole, possiamo trovare i gatti in ogni punto di Istanbul. Sono loro i veri re della città e non hanno paura di dimostrarlo tutti i giorni.

Gatto a Istanbul

Nell’Istanbul moderna, un’immagine ricorrente è quella di gruppi di gatti nelle vie e sui tetti. 

Di fatto, non c’è un posto in cui non se ne vedano! Sono un’icona della città, come la cattedrale Santa Sofia e la torre di Galata.

Perfino nelle zone più ristrette di Istanbul si possono trovare dei feliniGli abitanti li considerano animali da compagnia e portafortuna, quindi si possono osservare anche nelle sedi del governo.

Ai residenti non disturba la loro presenza, anzi sono i benvenuti anche perché sono degli avidi cacciatori di topi. Inoltre, per l’Islam, il profeta Maometto era un amante dei gatti.

Istanbul è conosciuta come la città dei felini perché i suoi abitanti cercano di preservarne la vita. 

Ci sono delle leggi che tutelano la vita di questi animali, e la morte di uno di loro viene considerato un segno di malafede.

Proverbio turco: “se uccidete un gatto, dovete costruire una moschea per farvi perdonare da Dio”.

Per qualsiasi visitatore di questa città, vedere una simile quantità di gatti in un solo luogo potrebbe infastidire, ma è come se fossero degli abitanti della zona, insieme ad un gran numero di cani.

Gatto bianco e nero a Istanbul

Kedi: il documentario

La parola kedi in turco significa gatto, ed è il titolo di un documentario che parla della vita dei felini di Istanbul.

Ceyda Torunil regista, si è occupato di scoprire la vita dei gatti nella sua città natale.

Il documentario racconta la vita di vari gatti con diverse personalità: si analizza il loro sviluppo e il rapporto con gli abitanti della zona. Al giorno d’oggi, circa 150.000 felini vivono a Istanbul.

Per concludere, la storia di questa città è legata ai gatti poiché la presenza di questi nella metropoli è antica così come la sua fondazione.

Se state pianificando di visitare Istanbul, ricordatevi di donargli il rispetto che si meritano.