Differenze tra asino, somaro e mulo

Sebbene molte persone si confondino, parlando di asino, di somaro e di mulo come se fossero lo stesso animale, ci sono delle differenze tra di loro.

L’asino, il somaro e il mulo sono uguali?

Le parole asino e somaro indicano lo stesso animale, un mammifero della famiglia degli equini. Il mulo, tuttavia, si distacca da questa specie, poiché è il frutto di un incrocio tra un asino e una cavalla.

Visto che questi animali possono essere confusi per via del nome, è importante conoscere le differenze che ci sono tra di loro.

Utilità dell’asino

Sebbene esistano due tipi di asino, uno domestico e l’altro selvatico, il somaro conosciuto dalla maggior parte delle società è quello domestico.

L’asino è stato addomesticato circa 5000 anni fa per svolgere i lavori agricoli. Per il suo fisico resistente e la sua capacità di adattarsi alle condizioni climatiche dure, il somaro domestico è usato in vari paesi, soprattutto come animale da soma, mentre nelle nazioni industrializzate è praticamente sparito.

asino in mezzo al prato

Per quanto riguarda la popolarità del maschio per la sua capacità di trasportare carichi pesanti, al giorno d’oggi è l’asina ad essere più nota; il suo latte contiene retinolo, una sostanza in grado di evitare l’invecchiamento cellulare.

Si dice che Cleopatra già conoscesse le proprietà del latte di asina e che, per mantenersi giovane e bella, si faceva il bagno con questo liquido.

Oggigiorno, l’industria farmaceutica sta realizzando delle creme anti invecchiamento a base di latte di asina, che non solo è antiossidante, ma anche rigenerante. Allo stesso modo, viene usato quello di mucca, di soia e di mandorla.

Caratteristiche dell’asino

Anche se sembra impossibile, uno degli animali imparentati con l’asino è il rinoceronte. Fanno parte dello stesso gruppo degli ungulati, ovvero dei mammiferi con gli zoccoli. Il somaro è un erbivoro che mangia erba, arbusti, piante e cardi.

L’asino domestico si può riprodurre per tutto l’anno, a differenza di quello selvatico che lo fa solo nei periodi con clima umido. Dopo 12 mesi di gestazione e dopo aver compiuto almeno 2 anni, la femmina è in grado di partorire un solo cucciolo che pesa circa 40 kg, che allatterà per due mesi.

L’asino è uno degli animali in grado di generare degli ibridi; generalmente viene fatto incrociare con altri equini. Dall’incrocio tra un’asina e un cavallo, nasce un bardotto.

Caratteristiche e utilizzo del mulo

mulo

Il mulo possiede molta più forza fisica e resistenza dell’asino. Proprio per queste caratteristiche, è stata una figura essenziale per l’agricoltura e per l’industria del XIX secolo.

Una delle particolarità che rendono popolare il mulo è la sua sterilità. Per il fatto che l’asino e la giumenta hanno una dotazione cromosomica diversa, nel momento della gestazione si produce un errore cromosomico che impedisce alle mule di partorire.

La differenza cromosomica dei progenitori è quella che causa nella femmina di mulo un invecchiamento precoce; è un animale che può vivere quanto un cavallo, però presenta un aspetto più anziano.

I deficit causati da questa mescolanza cromosomica, si devono al fatto che sia il bardotto che il mulo sono stati creati dall’uomo, quindi sono specie artificiali. Il mulo però viene considerato il miglior risultato.

Grazie alla forza e alla resistenza che ha ereditato, anche il mulo viene usato come animale da soma. Ha le orecchie lunghe e la testa corta come i suoi progenitori.

Ma ciò che differenzia il mulo dall’asino è l’aspetto che ha ereditato dalla madre, ovvero la cavalla. Possiede la sua altezza, la sua dentatura e lo stesso mantello omogeneo.

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