Una donna salva 100 cani dall'essere mangiati in un festival cinese

15 settembre, 2015
 

La notizia ha fatto il giro del mondo negli ultimi giorni. Una donna di 65 anni è riuscita a evitare che 100 cani fossero abbattuti, per consumare poi la loro carne durante una serie di festeggiamenti a Yulin, città situata nel sud della Cina.

Yang Xiaoyun è una professoressa in pensione che ha viaggiato più di 2000 kilometri e ha pagato circa 1000 dollari per salvare i cani. Xiaoyun trasferirà gli animali nel suo rifugio a Tianjin, dove accoglie più di 1000 cani.

Altri dati sulla storia della donna che ha salvato 100 cani dall’essere mangiati 

cani che corrono

Il Festival della carne di cane viene organizzato a Yulin fin dagli anni 90 per celebrare il solstizio d’estate. Durante i festeggiamenti si portano al macello circa 10.000 cani, e si arriva a pagare 35 yuanes – circa 6 dollari statunitensi – per un kilo di carne.

Nonostante siano sempre più forti le opposizioni da parte delle organizzazioni che difendono i diritti degli animali, le quali affermano che la festività è stata inventata solo a scopi commerciali, gli organizzatori segnalano che una tradizione della zona vuole che si mangi carne di cane in questo periodo dell’anno.

 

Gruppi come la Società Umanistica Internazionale (HSI, dal nome inglese) e Animal Asia stanno lavorando per porre fine a questa pratica. L’hashtag #StopYulin2015 è circolato in questi giorni in tutte le reti sociali, in concomitanza con l’appello di varie celebrità.

Inoltre, sul sito web change.org, più di quattro milioni di persone hanno fatto appello perché venga interrotta la carneficina.

Di certo la cultura gastronomica cinese mostra delle particolarità che allo sguardo di un occidentale possono sembrare orribili. Insetti fritti, carne di cammello nel deserto della Mongolia Interna, vino di ossa di tigre nelle provincie del nord.

Tuttavia quello che più ci impressiona è l’uso di carne di cane e di gatto per il consumo umano. Se si analizza il fatto a mente fredda però, si tratta di una tendenza propria di alcune regioni soltanto, e non c’è ragione per accettarla come regola mondiale.

L’orrore che sentiamo di fronte a fatti come quelli di Yulin deriva dal fatto che siamo soliti sviluppare legami affettivi talmente forti con felini e cani, che siamo abituati a considerarli parte della famiglia. Tuttavia questo fenomeno può essere paragonato allo spavento che possono sperimentare gli induisti praticanti di fronte al nostro ampio consumo di carne vaccina.

Eppure, migliaia di mucche – animali considerati sacri da buona parte degli abitanti dell’India – vengono sacrificate ogni giorno nei mattatoi di moltissime parti del mondo, senza che nessuno alzi la voce per evitare questa carneficina e l’utilizzo della loro carne nell’industria alimentare.

 

Il consumo di carne di cane nella storia

cuccioli-shar-pei

I dati concreti indicano che i consumi di carne di cane in Cina risalgono al periodo della dinastia Zhou, instauratasi a nord-est del paese tra l’anno 1050 a.C. e il 256 a.C. Tutto sembrerebbe indicare dunque che se l’amicizia tra uomo e cane è ancestrale, altrettanto lo è l’uso della loro carne per l’alimentazione.

Ciò non vuole dire che i cinesi passino la vita a mangiare i propri animali domestici. Questa pratica è una tradizione del sud, specialmente nel Guangdong. E, sebbene in occasione delle Olimpiadi del 2008 a Pechino le autorità abbiano adottato delle misure per cercare di evitare questo fenomeno, e migliorare così l’immagine della Cina agli occhi dell’Occidente, non sono riusciti nell’intento.

La Cina non è però l’unico paese dove i cani entrano a far parte del menù dei loro abitanti. Vengono infatti mangiati anche in paesi come Corea, Vietnam, Filippine e nel Congo.

In Indonesia, per esempio, il consumo di questo tipo di carne è originaria della cultura Batak, che prevede la preparazione di uno stufato chiamato saksang, riservato per le occasioni speciali.

 

E, anche se può sembrare strano, fra le montagne della civilizzata Svizzera, alcuni abitanti utilizzano tutt’oggi la carne di questi animali per creare insaccati o salumi affumicati.

Senza doverci spostare troppo in là, fino agli inizi del ventesimo secolo erano presenti in Francia macellerie specifiche per la vendita di carne di cane.

In onore alla verità, finché saremo onnivori continueremo ad alimentarci con la carne di animali diversi a seconda dei dettami delle varie culture e delle abitudini di ogni regione. E così continueremo ad indignarci di fronte alla vista di popoli con usanze diverse dalle nostre.

Immagine gentilmente offerta da Juanedc.