Formicaleone: caratteristiche e habitat

Il formicaleone riesce a fingere di essere morto; in questo modo riesce a sfuggire al pericolo e garantire la propria sopravvivenza.
Formicaleone: caratteristiche e habitat

Ultimo aggiornamento: 02 marzo, 2022

Il formicaleone è uno degli insetti più curiosi che esistano. Si distingue per essere incredibilmente efficiente nella caccia, tanto che per procurarsi il cibo non deve fare altro che fermarsi ad aspettare. Inoltre, ha un nome fuorviante, poiché non appartiene alla famiglia dei formicidi né al gruppo delle formiche.

Il nome “formicaleone” si riferisce a diverse specie all’interno della famiglia Myrmeleontidae. Tra i suoi parenti più stretti ci sono le mosche serpente e i megalotteri. Continuate a leggere questo articolo se volete saperne di più su questo curioso gruppo di insetti.

Dove vivono questi insetti?

Può sembrare strano, ma i formicaleoni sono presenti praticamente ovunque nel mondo. Naturalmente, la maggior parte in genere rimane nascosta sotto il terreno, nell’acqua o sotto il fogliame dei boschi. Per questo motivo non è così comune vederli al loro stadio larvale. Inoltre, gli esemplari adulti somigliano molto ad altri insetti, perciò è normale confonderli.

Caratteristiche del gruppo

Questi insetti sono considerati olometaboli, il che significa che attraversano 4 diverse fasi del ciclo di vita: uovo, larva, pupa e adulto. Il loro corpo è diviso in tre sezioni distinte chiamate testa, torace e addome. Sono dotati di 3 paia di zampe e nella loro ultima fase di vita presentano una struttura dotata di ali simile a quella delle libellule.

La forma larvale è quella che permane per gran parte della sua esistenza, ed è quella che si conosce meglio per la sua attività predatoria. Presenta un grande addome di forma ovale e mascelle allungate dotate di spine che utilizzano per catturare le prede. Ha l’abitudine di scavare gallerie nel terreno per potersi nascondere e anche per cacciare. Quando raggiunge la giusta dimensione, inizia a formare la pupa attraverso la quale avviene la metamorfosi.

Gli adulti hanno un aspetto diverso rispetto alle larve, poiché hanno una forma allungata simile a quella delle libellule. Presentano delle bellissime ali trasparenti sulle quali è visibile un gran numero di “vene”. Nonostante abbia un aspetto peculiare, l’adulto vive solo tra i 25 e i 45 giorni. Pertanto, utilizzerà il tempo che gli rimane per trovare un partner, accoppiarsi e lasciare discendenza.

Usano le vibrazioni del suolo per comunicare

Sia le larve che gli adulti hanno una grande capacità di rilevare le vibrazioni. Sono dotati di sottili “peli” lungo tutto il corpo che fungono da recettori per il movimento. Questo dà loro un vantaggio competitivo quando si trovano sotto il suolo, poiché è così che percepiscono i loro competitori.

Grazie alle vibrazioni sono in grado di rilevare le dimensioni delle loro prede. Secondo un articolo pubblicato sulla rivista Animal Cognition, utilizzano questo metodo per risparmiare risorse, poiché così possono selezionarle e catturare per lo più grandi artropodi. In questo modo, adattano la loro strategia predatoria in modo da incrementare l’efficacia e sopravvivere.

Una formicaleone

Perché si chiamano formicaleoni?

I formicaleoni non appartengono al gruppo tassonomico dei formicidi, quindi non possono essere considerati “formiche vere e proprie”. Tuttavia, la mandibola della larva presenta alcune somiglianze con quella di questo gruppo; inoltre, è l’unica parte del corpo che è possibile vedere quando intrappola la preda. Per questo motivo vengono considerati “formiche”, anche se per il resto la loro morfologia è completamente diversa.

Le trappole del formicaleone

Una caratteristica peculiare di questo gruppo è che la maggior parte delle specie che lo compongono costruiscono trappole per cacciare. Queste consistono nello scavare piccole buche nei substrati sabbiosi e nascondervisi dentro. Grazie a questa tecnica, tutto ciò che devono fare è aspettare che un artropode ignaro ci finisca dentro per catturarlo con le mascelle.

Le trappole hanno una profondità media di 5 centimetri e un diametro di 7,5 centimetri. Ognuna di queste strutture sembra una specie di imbuto nella sabbia, quindi le estremità sono molto scivolose. Questo facilita la cattura della preda, e basta che la larva ci finisca dentro perché possano nutrirsene.

Nel momento in cui catturano una preda, i formicaleoni le iniettano enzimi e tossine, paralizzandola in modo da poterla mangiare senza problemi. Inoltre, queste stesse sostanze sciolgono i tessuti delle loro vittime, consentendo loro di risucchiarle come se fossero un frullato.

Formicaleone

Non sempre la caccia va a buon fine

Sebbene i formicaleoni siano predatori eccellenti ed efficienti, le loro strategie non sempre hanno successo. Un esempio è quando vengono parassitati dalle vespe della famiglia Chalcidoidea, che spingono la larva a uscire dalla sua trappola per poter deporre le uova nel suo corpo. In questo modo, il piccolo esemplare diventa un’incubatrice e diventerà cibo per la futura prole della vespa.

I formicaleoni costituiscono un grande gruppo diversificato che possiede caratteristiche peculiari. Nonostante siano insetti che non arrivano a misurare più di 15 centimetri, applicano delle strategie impressionanti per far fronte al loro ambiente.

This might interest you...
I 10 animali del deserto più pericolosi
I Miei Animali
Leggi in I Miei Animali
I 10 animali del deserto più pericolosi

Il deserto è un ambiente esigente in cui vivono alcuni degli animali più pericolosi. In questo articolo vi sveliamo una top 10.



  • Monserrat, V. J., & Acevedo, F. (2011). Nuevos datos sobre las hormigas león de la Península Ibérica (Insecta: Neuroptera: Myrmeleontidae). Heteropterus Revista de Entomología, 11(1), 123-136.
  • Monserrat, V. J., & Acevedo, F. (2013). Los mirmeleónidos (hormigas-león) de la península ibérica e Islas Baleares (Insecta, Neuropterida, Neuroptera, Myrmeleontidae). Graellsia, 69(2), 283-321.
  • Ribera, I., Melic, A. (2015). Orden Neuroptera s.s.. Revista IDE@-SEA, 58, 1-12. Recuperado el 30 de enero de 2022, disponible en: http://sea-entomologia.org/IDE@/revista_58.pdf
  • Lambert, E. P., Motta, P. J., & Lowry, D. (2011). Modulation in the feeding prey capture of the ant‐lion, Myrmeleon crudelis. Journal of Experimental Zoology Part A: Ecological Genetics and Physiology, 315(10), 602-609.
  • Kuszewska K, Miler K, Filipiak M, Woyciechowski M. (2016). Sedentary antlion larvae (Neuroptera: Myrmeleontidae) use vibrational cues to modify their foraging strategies. Anim Cogn. 19(5):1037-41. doi: 10.1007/s10071-016-1000-7. Epub 2016 May 24. PMID: 27222150; PMCID: PMC4967082.
  • Fertin, A., & Casas, J. (2006). Efficiency of antlion trap construction. Journal of Experimental Biology, 209(18), 3510-3515.
  • Narendran, T. C. (1985). An analysis of the superparasitic behaviour and host discrimination of chaicid wasps (Hymenoptera: Chalcidoidea). Proceedings: Animal Sciences, 94(3), 325-331.