Gatto selvatico: caratteristiche, comportamento e habitat

11 Giugno 2018

Il gatto selvatico (Felis silvestris) è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei felini. Possiede tre varietà principali: una asiatica, un’altra africana e, infine, quella europea. Proprio di questa vi parleremo nel seguente articolo.

Caratteristiche e aspetto del gatto selvatico

Sebbene sembri molto simile al gatto domestico, è decisamente più grande. Risalta per la sua robustezza e forza: tenete presente che può pesare oltre 7 chili. Inoltre, la testa è più pronunciata in relazione al corpo, ma con orecchie leggermente più piccole.

Il gatto selvatico mostra un colore marrone giallastro sulla parte posteriore delle orecchie e sul muso. Mentre i peli sugli occhi e le vibrisse sono più grandi e più larghi di quelli domestici, bianchi e leggermente cadenti. Gli occhi non sono colorati come il gatto domestico e spesso hanno un tono verde chiaro e ambra. Come curiosità, il suo naso è di colore rosa.

Il mantello è spesso, diverso per ogni esemplare, impreziosito dalla presenza di diverse strisce. Se ne apprezzano due sulle guance e nascono negli occhi, altre partono dal collo, finendo sulle zampe e sul tronco, di colore più scuro. La coda presenta anch’essa delle strisce ad anelli con la punta di colore nero. Normalmente, hanno anche una linea dorsale che corre lungo la schiena, e talvolta una macchia bianca sul petto.

un gatto selvatico cammina su un tronco

Il gatto selvatico può essere incrociato con il gatto domestico, ma ciò potrebbe creare confusione e mettere in pericolo la purezza della specie. Ecco perché i gatti domestici non sterilizzati rappresentano un problema per la conservazione di questo tipo di piccolo felino.

Comportamento del gatto selvatico

Si tratta di un eccellente predatore notturno che può essere visto nelle aree di pascolo, al crepuscolo e all’alba. Sono animali solitari, che nel caso dei maschi coprono diversi chilometri viaggiando giorno dopo giorno. Al contrario, le femmine sono territoriali e rimangono nello stesso posto, qualcosa che richiama il comportamento di alcuni grandi felini.

La loro dieta si basa principalmente su piccoli roditori e uccelli, anche se sono in grado di cacciare conigli e talvolta possono nutrirsi di anfibi o di invertebrati. Ci sono persino testimonianze di come il gatto selvatico possa cacciare giovani cervi, qualcosa che lo distingue dal suo parente domestico.

Nonostante questa grande differenza, il gatto selvatico caccia in maniera molto simile al “cugino” domestico. Non a caso è difficile distinguere i resti delle loro prede, in quanto lasciano le ossa, al contrario di altri carnivori, come la volpe rossa.

un gatto selvatico si nasconde nella vegetazione

Per quanto riguarda la riproduzione, il gatto selvatico si accoppia all’inizio della primavera e i giovani nascono alla fine di questa stagione o anche all’inizio dell’estate. Sarà la femmina a prendersi cura della cucciolata, di solito formata da quattro piccoli, che vivranno con la madre per circa 5 mesi.

Habitat e conservazione del gatto selvatico

Il gatto selvatico europeo vive nelle foreste di gran parte dell’Europa. Per quanto riguarda la sua distribuzione, spiccano le foreste di buona parte dell’Italia, ma anche di Francia, Germania, Scozia, Turchia o Spagna. Tuttavia, il gatto selvatico non è presente nel Regno Unito, né in Irlanda, Islanda e nemmeno nella penisola scandinava.

Prima erano animali assai più abbondanti, ma sembra che l’uso di veleni e pesticidi, oltre al controllo umano delle arvicole e di altri roditori, abbia reso il gatto selvatico un animale in pericolo di estinzione. Come abbiamo già detto, anche l’incrocio con gatti domestici sta compromettendo la genetica della specie. Un rischio per la natura, dato che questo felino contribuisce all’equilibrio dell’ecosistema, per esempio, limitando la presenza della civetta.

Il gatto selvatico rischia di scomparire da molte zone dell’Europa. Insieme alle differenti specie di lince chi abitano in  questo continente, è l’ultimo rappresentante dei felini ancestrali che un tempo dominavano queste regioni.