Gazza iberica: caratteristiche, comportamento e habitat

· 26 settembre 2018
Questo uccello ha un comportamento simile a quello degli altri corvidi. E' piuttosto sedentario e si muove in gruppi molto ampi e rumorosi.

La gazza iberica è un uccello appartenente alla famiglia dei Corvidi ed è particolarmente diffusa a ovest del Vecchio Continente, in special modo in Spagna e Portogallo. Con i suoi caratteristici colori, ricorda un altro piccolo volatile, la ghiandaia. In questo articolo vi aiuteremo a conoscere meglio l’interessante gazza iberica.

Caratteristiche della gazza iberica

Questo uccello (Cyanopica cooki) è inconfondibile. Possiede l’anatomia simile ad una normale gazza. Ma si distingue per la sua maschera nera sul piumaggio bianco, accanto al corpo color crema e ali blu metallizzate. Questo uccello, alto appena 35 centimetri, vive in stormi e mangia vari alimenti di origine vegetale e animale, poiché è un uccello capace di adattarsi a qualsiasi habitat.

Ciò gli consente di sopravvivere e di sfruttare persino la spazzatura. Non è strano vederla volare sulle discariche, e anche nei pressi di carcasse di animali morti. Questo uccello, è un chiaro esempio di animale onnivoro. Accanto a frutti, pinoli, ghiande e olive, si nutre anche di insetti, invertebrati ma anche di uova, piccoli topi e lucertole.

La riproduzione della gazza iberica inizia ad aprile, quando vengono formate le coppie e si costruisce il nido. Questi rifugi, che accoglieranno i futuri pulcini, vengono costruiti con estrema cura. Hanno rivestimenti di muschio e vengono rinforzati usando del fango. La particolarità di questa specie è che le famiglie nidificano in zone comuni, per poter difendersi assieme dinanzi a possibili minacce.

Gazza iberica appollaiata su un rametto tagliato

Gazza iberica: comportamento

Questo uccello ha un comportamento simile a quello degli altri corvidi. E’ piuttosto sedentario e si muove in gruppi molto ampi e rumorosi, dato che sono uccelli molto comunicativi. Di notte, in una stessa zona di nidificazione possono riunirsi oltre 100 esemplari.

Come i corvi e altri uccelli di questa famiglia, la gazza iberica è un uccello molto aggressivo con i predatori. Soprattutto nella stagione riproduttiva vigilano con attenzione le zone vicine al nido e sfruttano una gran varietà di suoni per avvisare dell’imminente pericolo.

Questo è un vantaggio per gli altri animali della foresta. Gazze e altri corvidi funzionano come veri allarmi naturali. Una volta avvistato un possibile predatore, iniziano a cantare, svelando al resto delle possibili prede la posizione del nemico.

La gazza iberica è estremamente intelligente, un aspetto che si rivela spesso in un evidente altruismo. Questi uccelli accettano di distribuire il cibo tra tutti gli altri membri della loro specie, anche se ciò non gli viene richiesto.

Due esemplari di gazza iberica su un prato

L’habitat della gazza iberica

La gazza iberica vive a ovest del Mediterraneo, in particolare a sud-ovest della penisola iberica, dove possono essere avvistati diversi stormi in prossimità di zone rurali e foreste.

Una delle principali curiosità della gazza iberica, riguarda il fatto che ci sono solo due popolazioni di questo uccello in tutto il mondo. Quella asiatica dista migliaia di chilometri da quella iberica di cui vi abbiamo parlato in questo articolo.

Al di fuori del territorio iberico non vi è traccia del Cyanopica cooki in altre regioni dell’Europa, una situazione sospetta che, da qualche anno, ha fatto sorger l’ipotesi che possa trattarsi di una specie invasiva, introdotta dall’uomo tra Spagna e Portogallo.

Una delle teorie più diffuse è che questi corvidi possano essere giunti dall’Asia nel XVI secolo, attraverso gli scambi realizzati da alcuni marinai portoghesi con l’Oriente. Sarebbero, quindi, stati venduti e usati come uccelli ornamentali e animali domestici per secoli, dal momento che sono facili da addestrare e non mostrano timore nei confronti dell’uomo.

Tuttavia, questo fatto è stato escluso alcuni anni fa. Alcuni resti di gazza iberica sono stati trovati a Gibilterra. Questi fossili, datati più di 40.000 anni, mostrano che le specie iberiche si sono separate dalle specie asiatiche dopo l’ultima era glaciale, che interessò il territorio eurasiatico.