I prodotti farmacologici nelle aziende agricole

· 31 Marzo 2019
Nelle aziende agricole, i prodotti farmacologici vengono usati come misura preventiva contro le malattie

Ogni fattoria richiede una serie di cure di base per garantire la salute degli animali che ospita. Questi tipi di trattamenti includono i prodotti farmacologici, che sono essenziali nella prevenzione e nella cura di possibili malattie degli animali.

I prodotti farmacologici fanno parte degli strumenti di base di una fattoria. Per una corretta selezione e amministrazione, il proprietario della fattoria deve fare affidamento su un gruppo di specialisti veterinari. I trattamenti sono spesso stabiliti legalmente in base alle leggi del paese e alle specie ospiti.

La medicina veterinaria nelle aziende agricole ha lo scopo di prevenire e curare eventuali malattie che gli animali da allevamento possono contrarre, specialmente se sono destinati al consumo umano.

Classificazione dei prodotti farmacologici veterinari

A seconda delle loro proprietà, i prodotti farmacologici possono essere classificati in:

  • Antibiotici per combattere le malattie causate da batteri, funghi e virus;
  • Antiparassitari per prevenire ed eliminare la presenza di parassiti;
  • Vaccini preparati con i microrganismi, morti o in misura attenuata, che causano la malattia in modo che l’animale generi gli anticorpi necessari per affrontare un futuro contagio.

Per quanto riguarda il formato e le modalità di somministrazione, questi farmaci possono essere indotti per via orale, come nel caso della maggior parte degli antibiotici, iniettati come accade con i vaccini e, in misura minore, somministrati a livello cutaneo, tramite fumigazioni, ecc.

Mucca e veterinario

La scelta di antibiotici e vaccini dipenderà da quanto stabilito dal veterinario e a seconda dell’animale in questione. Tuttavia, in generale, i prodotti farmacologici antiparassitari usati principalmente in una fattoria sono:

  • Aftir. Destinato a combattere i parassiti delle mosche e dei pidocchi. Di solito viene usato nelle fattorie equine e bovine. Il suo principio attivo è la cipermetrina e, a seconda della specie e del peso dell’animale, viene somministrato più o meno diluito.
  • Zooveca. Viene utilizzato negli allevamenti di bestiame contro mosche, pidocchi, zecche, acari e le loro rispettive larve. Si applica a livello cutaneo, attraverso bagni o spray sul corpo dell’animale, in misura maggiore o minore a seconda della specie.

A livello nazionale, il Ministero della salute offre una serie di opuscoli sull’uso di prodotti farmacologici nelle aziende agricole, sia per il personale veterinario che per gli allevatori.

Questi documenti sottolineano l’uso responsabile di questi prodotti, poiché nessun farmaco, e ancor più per quanto riguarda gli antibiotici, è sicuro. Questi, se usati nel modo sbagliato, possono causare alterazioni nell’animale e nell’essere umano come consumatore finale.

Altre misure da prendere in considerazione

Tuttavia, è necessario andare oltre i prodotti farmacologici che il professionista veterinario stabilisce in base alle specie e alle caratteristiche specifiche di ogni operazione di allevamento.

Allevamento mucche

Pertanto, il proprietario di ogni azienda dovrebbe porre particolare enfasi su una serie di protocolli che riguardano il livello di biosicurezza delle strutture, soprattutto in base a:

  • La qualità delle acque: le aziende agricole devono disporre di adeguati sistemi di trattamento delle acque ed effettuare regolarmente controlli fisico-chimici e microbiologici, soprattutto a causa della contaminazione con i batteri coliformi, che sono frequenti nelle feci dei maiali.
  • La pulizia dei recinti: è fondamentale prevenire la contaminazione incrociata tra diversi “lotti” di animali. Bisogna sempre tenere sotto controllo i prodotti chimici e i mezzi utilizzati (soprattutto disinfettare gli utensili per la pulizia), così come la temperatura e i tempi operativi.
  • L’igiene del personale zootecnico: dovrebbe essere il più rigorosa possibile, come misura preventiva contro qualsiasi focolaio di malattia dentro e fuori l’azienda agricola.