Il crace dall’elmo è a rischio di estinzione

· 22 Marzo 2019
Il crace dall'elmo è un curioso uccello che porta nel suo cranio un eccezionale elmo osseo. Vive nella parte più meridionale del Sud America, in Venezuela e in Colombia

Il crace dall’elmo o hocco dall’elmo è una specie di uccello dell’ordine dei Galliformi della famiglia Cracidae.

Il suo nome scientifico è Pauxi pauxi e vive esclusivamente in Colombia e Venezuela. In questo articolo, parleremo del crace dall’elmo, un volatile unico a rischio di estinzione.

Caratteristiche del crace dall’elmo

Il crace dall’elmo è un grosso uccello che misura tra gli 85 e i 96 centimetri di lunghezza. È caratterizzato da uno casco osseo sopra la testa, un elmo grigio-blu a forma di cilindro. Questo casco misura circa sette centimetri di lunghezza.

La testa e il collo presentano delle morbide piume nere, mentre il resto del piumaggio dorsale e laterale varia dal nero scuro al nero brillante con riflessi verdognoli o blu.

La sua pancia è bianca, come l’estremità della coda. Presenta le iridi marroni, il becco rosso scuro e le gambe rosso cremisi.

Distribuzione e habitat del crace dell’elmo

L’habitat del crace dall’elmo è limitato a Colombia e Venezuela. In Colombia abita nel sud-ovest di Santander e nella parte settentrionale di Boyacá e una sottospecie nella Sierra de Perijá.

Alimentazione crace dall'elmo

In Venezuela vive a sud della Sierra de Perijá, nel fiume Tucuco, nello stato di Zulia.

Si trova anche nel sud del Tachira nord attraverso le Ande e Mérida, Lara, Yaracuy e ad est di Falcon, Cordillera de la Costa in Aragua, Carabobo, Capital District, Vargas e Miranda.

Vive nella fitta foresta pluviale e in terreni montuosi, in zone ad un’altitudine che va dai 500 ai 2.000 metri sul livello del mare.

Tuttavia, il crace dall’elmo viene osservato più frequentemente nelle foreste pluviali, tra 1.000 e 1.500 metri.

Comportamento e riproduzione del crace dall’elmo

Il crace dall’elmo ha abitudini terrestri, diurne e arboricole. Inoltre, vola poco e lo fa solo quando si sente minacciato da un predatore.

Sono uccelli territoriali, vivono in gruppi familiari composti per lo più da esemplari maschi, femmine e pulcini. Le loro ore di attività alimentare sono principalmente al mattino presto e nel tardo pomeriggio.

Durante la stagione riproduttiva, il maschio emette un verso ventriloquo come il cigolio di un vecchio albero. Il richiamo di allarme è un “tzsuk” soffice e ripetuto. Emette anche degli schiamazzi.

Importanza crace dall'elmo

La stagione riproduttiva include i mesi da gennaio a luglio e si riproduce una volta all’anno. Il luogo dove costruire il nido è scelto dalla femmina e di solito si trova sui grandi alberi con i rami intrecciati, che sono molto coperti.

Normalmente i nidi vengono realizzati ad un’altezza di 4-6 metri. La femmina impiega dai quattro ai sei giorni per costruire un nido con rami e bastoncini secchi.

L’incubazione delle uova – massimo due – è fatta esclusivamente dalla femmina, per un periodo che va da 34 a 36 giorni.

Le uova sono lunghe 12 centimetri e larghe 6 centimetri, con un guscio molto duro e ruvido. Il maschio non si avvicina al nido fino alla nascita dei pulcini. Entrambi gli esemplari si prendono cura dei pulcini.

Sopravvivenza del crace dall’elmo

La caccia indiscriminata e la perdita dell’habitat naturale sono le principali minacce per il crace dall’elmo.

L’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) ha incluso questa specie come in via di estinzione, inserendola nel suo Libro Rosso delle specie minacciate, poiché si trova ad affrontare un alto rischio di estinzione nell’immediato futuro.

È inclusa nell’appendice III della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES), ma solo in Colombia.

Sia in Venezuela che in Colombia, il crace dall’elmo è considerato in via di estinzione e incluso nel Libro Rosso di entrambi i paesi.

La situazione della sua popolazione in tutta l’area di distribuzione – Colombia e Venezuela – è scarsa, con densità di popolazione inferiori a una coppia per ogni 20-40 ettari, che equivale a 5 a 10 esemplari per chilometro quadrato. La sua popolazione globale è stimata in meno di 2.500 esemplari maturi.

Rojas-Suárez, F., Sharpe, C. J., Lentino, M. y Ascanio, D. (2015). “Paují copete de piedra, Pauxi pauxi”. J.P. Rodríguez, A. García-Rawlins y F. Rojas-Suárez (eds.) Libro Rojo de la Fauna Venezolana. Cuarta edición. Provita y Fundación Empresas Polar, Caracas, Venezuela.