Il lemure gigante del Madagascar

· 7 Marzo 2019
La specie di lemure più grande che sia esistita è il lemure gigante del Madagascar, che poteva raggiungere le dimensioni di un gorilla.

I lemuri sono uno dei gruppi di primati più conosciuti. Anche se oggi sono tra i più piccoli (un lemure moderno può arrivare a pesare anche solo 30 grammi), anni fa esisteva il lemure gigante, in grado di arrivare a pesare fino a 200 chili.

I lemuri sono primati dal naso bagnato, il cui muso allungato impedisce loro di avere volti riconoscibili, come accade invece con le scimmie. Questo perché i loro principali mezzi comunicativi sono l’olfatto e l’udito.

Oggi parleremo del lemure gigante.

Come erano fatti i lemuri giganti?

Esistevano molte specie di lemure gigante; alcune di esse, anche se comunque più grandi dei lemuri attuali, non erano particolarmente impressionanti.

Il genere Pachylemur, per esempio, contava esemplari che arrivavano a pesare 13 chili, poco più della specie di lemure più grande tra quelle ancora in vita.

Eppure, vi sono prove dell’esistenza in passato di lemuri di dimensioni davvero impressionanti. Si tratta dei lemuri giganti, di cui conosciamo l’esistenza grazie al registro subfossile (visto che le loro ossa non si sono mai fossilizzate completamente a causa della scomparsa piuttosto recente).

Alcuni di questi resti sono stati ritrovati molto recentemente. Basti pensare che solo nel 2015, un gruppo di scienziati si è imbattuto in un vero e proprio cimitero sottomarino in cui giacevano centinaia di resti appartenenti a questa specie.

Il lemure gigante

Gli esploratori del Madagascar ancora oggi raccontano la storia del tretretretre, animale mitologico mezzo uomo e mezzo lemure e grande quanto un piccolo vitello, con le sembianze simili ai primati.

Specie di lemure gigante

La specie più grande tra i lemuri giganti è l’Archaeoindris fontoynontii, delle dimensioni di un gorilla.

Si pensa che questo animale fosse in grado di arrampicarsi sugli alberi, anche se passava la maggior parte del suo tempo a terra.

Parliamo di un’animale dalla mandibola caratteristica, di cui se ne conosce l’esistenza a partire dal XX secolo. Secondo la prova del carbonio 14, questo primate esisteva già nel 350 a.C.

Il Palaeopropithecus è un altro lemure gigante, simile al precedente, che pesava intorno ai 50 chili. Per questo si pensa fosse un animale più adatto alla vita sugli alberi, dotato di grosse dita per aggrapparsi ai rami.

Esistevano tre specie di questo lemure, i cui resti più recenti sono stati ritrovati nei secoli XIV e XVII.

Di lemuri giganti ne sono esistiti diversi tipi; il genere Babakotia comprendeva animali dal peso di 20 chili, mentre i lemuri scimmia erano molto simili agli odierni babbuini, vivevano a terra e avevano zampe corte.

I lemuri koala, invece, viste le loro similitudini con il mammifero australiano da cui prendono il nome, erano animali tutt’altro che pigri, anche se pesavano 50 chili.

Si pensa che il loro aspetto fosse molto caratteristico, dotati com’erano di un corno come quello del rinoceronte e di due occhi posti a lato del cranio.

Come si estinse il lemure gigante?

Si crede che questi lemuri si estinsero a causa dell’arrivo dell’uomo in Madagascar, fatto che avvenne circa 3000 anni fa. Essendo animali molto lenti, erano infatti troppo esposti alla caccia.

Inoltre, si crede che lo stile agricolo del luogo, basato sul disboscamento, abbia inevitabilmente contribuito alla loro estinzione.

Gruppo di lemuri

Tra le altre cose, vi sono varie specie di lemure gigante i cui resti ritrovati riportano mutilazioni sulle ossa; segno che vennero scarnati e, per l’appunto, cacciati.

A conferma di quest’ultimo aspetto, alcune pitture rupestri rinvenute in Madagascar farebbero proprio riferimento alla caccia di questi animali.

Leggende e storie di avvistamenti di lemuri giganti vengono ancora raccontati dagli anziani abitanti del Madagascar.

Alcuni assicurano che l’estinzione di questa specie sia da datare molto più recentemente rispetto a quanto affermato dagli studiosi, o che addirittura ve ne sia ancora qualche esemplare in vita.

Leggende, forse, raccontate dagli abitanti del luogo su questi incredibili animali.

  • Elwyn, L., Godfrey, L. R., Jungers, W. L., Chatrath, P. S., & Rakotosamimanana, B. (1992). A new giant subfossil lemur, Babakotia, and the evolution of the sloth lemurs. Folia Primatologica58(4), 197-203.
  • MacPhee, R. D. E. (1987). Basicranial morphology and ontogeny of the extinct giant lemur Megaladapis. American Journal of Physical Anthropology74(3), 333-355.