Il nandù, l’uccello corridore del Sud America

12 Gennaio 2020
Sebbene le sue ali non gli servano per volare, gli permettono di mantenere l'equilibrio durante le sue corse a grande velocità.

L’uccello più grande del Sud America non vola, ma corre, presenta un comportamento gregario e attira l’attenzione perché sono gli esemplari maschi a costruire il nido, covare le uova e farsi carico delle cure dei pulcini delle varie femmine che corteggiano contemporaneamente. In questo articolo vi presentiamo il nandù, un animale che viene cacciato e allevato per molteplici motivi.

Un uccello corridore e dell’America del Sud

Rhea americana è il nome scientifico del nandù comune, anche conosciuto come ñandú in spagnolo o ema in portoghese. Veniva chiamato anche struzzo americano per via della somiglianza con questo uccello africano con cui condivide l’ordine (Struthioniformes), insieme ai Causarius e gli emù.

Vive principalmente nelle pianure e nelle steppe sudamericane. Si trova in Uruguay, Paraguay e nel sud del Brasile. In Argentina è possibile avvistarlo dalle Ande fino all’Oceano Atlantico e dal nord del paese fino al nord della Patagonia.

È un uccello corridore che può raggiungere una velocità pari a circa 60 km/h. È per questo che le sue zampe, prive di piume, sono forti e lunghe e possiedono tre dita rivolte in avanti. D’altro canto, le sue grandi ali, sebbene non gli permettano di volare, gli sono di grande utilità per dare equilibrio al corpo quando gira mentre corre.

Nandù in cerca di cibo

Il nandù, il più grande uccello dell’America del Sud, non vola, ma raggiunge i 60 km/h quando corre.

Caratteristiche fisiche dello “struzzo americano”

Nandù significa ragno nella lingua guaraní. Ciò si deve al fatto che le piume di questo animale, che presentano tonalità grige e marroni, ricordano i ragni pelosi della Conca Amazzonica. Nella base del collo, nel petto e nella parte superiore della testa, il piumaggio è di colore nero.

L’altezza di questo uccello è compresa tra gli 1,50 e gli 1,80 metri, e il peso tra i 25 e i 35 chilogrammi. I maschi sono di poco più scuri e più grandi rispetto alle femmine.

Altre caratteristiche fisiche del nandù sono:

  • Testa piccola.
  • Becco forte e largo alla base.
  • Collo largo.
  • Carenza di carena, una estensione dello sterno presente negli uccelli che volano.

Abitudini alimentari e riproduttive del nandù

Con una dieta onnivora, il nandù si nutre soprattutto di:

  • Erba.
  • Semi.
  • Frutta.
  • Insetti.
  • Rettili.
  • Piccoli mammiferi.
Riproduzione del nandù

Si riunisce in gruppi tra i 20 e i 30 esemplari che si separano quando inizia la stagione riproduttiva. Si formano, quindi, gruppi più piccoli; alcuni formati da un maschio con diverse femmine e altri di esemplari più giovani e di maschi che non sono riusciti a trovare una femmina con cui accoppiarsi.

Il maschio ha il compito di costruire il nido a terra e covare, per circa 38 giorni, le uova deposte dalle due alle dodici femmine. E sebbene si tratti in genere di un animale pacifico, può diventare pericoloso in queste circostanze. Gli esemplari maschi si occupano anche di allevare i pulcini.

Il nandù: un animale cacciato e allevato per diversi motivi

Con un’aspettativa di vita media di 15 anni, il nandù è oggi una specie “quasi minacciata” e la popolazione tende a diminuire, secondo la classificazione della Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN).

L’uomo lo caccia da sempre e oggi lo alleva a scopi alimentari. Usa anche le sue uova, che possono pesare intorno ai 600 grammi. Inoltre, le piume del nandù vengono impiegate per realizzare i piumini per spolverare.

D’altro canto, la pelle della nuca e delle zampe viene usata per ottenere articoli di pelletteria. Infine, l’olio che si ricava dal grasso addominale di questo animale è molto apprezzato in cosmetica e farmacologia.