Il volo silenzioso del gufo

· 18 Febbraio 2019
La fisionomia delle ali di questi uccelli attutisce il rumore provocato dalle ali che sbattono

Il gufo è sempre stato un animale misterioso che affascina e incuriosisce molti di noi. Qualcosa che potreste non sapere è che, a differenza di altri uccelli, il volo silenzioso dei gufi è quasi impercettibile nell’ambiente circostante.

Volete sapere perché? Leggete questo articolo sul volo silenzioso del gufo.

Com’è il volo del gufo?

Se vi piacciono gli uccelli, di sicuro qualche volta vi siete fermati ad osservarne alcuni. Avrete notato che il loro volo emette dei suoni: ciò che si trova sotto le loro ali si muove come se un forte vento passasse attraverso di loro.

Tuttavia, il volo dei gufi è molto diverso. E’ stato studiato per la prima volta alcuni decenni fa, quando è stato scoperto che questo uccello è uno dei più misteriosi in natura, se non il più misterioso in assoluto.

Per notare la differenza tra gli altri uccelli e il gufo, guardate questo video della BBC che mostra lo speciale volo silenzioso dei gufi. Senza dubbio, è stato dimostrato che se un gufo dovesse volare a pochi centimetri dalla nostra testa, non lo noteremo nemmeno.

Perché il volo del gufo è silenzioso?

Molti potrebbero pensare che il gufo abbia una tecnica o una strategia di volo speciale. Invece non è così: il segreto è nel suo piumaggio. Mentre le piume degli altri uccelli creano un suono dal bordo posteriore, lo studio condotto da Nigel Peake Jaworski getta luce su questo argomento.

Questo studio, condotto presso l’Università di Cambridge, nel Regno Unito, ha dimostrato che le piume del gufo sono porose, il che sembra assorbire il suono e ridurlo. Afferma Jaworski:

“Il nostro lavoro si è concentrato sullo studio del suono che passa attraverso il piumaggio soffice delle ali del gufo. Le piume sono organizzate come un insieme di singole fibre flessibili e il livello di rumore aerodinamico varia a seconda della composizione della fibra”.

Naturalmente, questo potrebbe spiegare il motivo per cui non viene emesso nessun suono evidente, come avviene invece nel volo degli altri uccelli.

Eppure, non spiega come il vento generato dal movimento non muova nulla, né sotto, né intorno ad esso. Bene, questo è un secondo fattore che è stato scoperto nello studio e che ha a che fare con la zona anteriore delle ali.

Gufo reale

Il gufo ha delle penne molto rigide che riescono a “pettinare” l’aria, per così dire. Ma c’è di più.

Oltre a ciò, le ali dei gufi hanno una specie di strato protettivo, fatto di una sostanza simile alla cera, che copre tutte le piume.

Questa cera assorbe il rumore, come potrebbe accadere con un tappeto sul pavimento. La sua ruvidità sembra assorbire e ridurre il rumore in modo impercettibile. Infatti, la particolarità del volo dei gufi è proprio questa: il silenzio.

Come potete vedere nel video, anche gli esperti sono rimasti stupiti, perché il volo del gufo non emette alcun suono, mentre quando il gufo appoggia le zampe sul terreno – emettendo un rumore impercettibile all’orecchio umano – il computer rileva che il rumore aumenta.

Indubbiamente, questo uccello, che è passato inosservato per anni, è tornato a sorprenderci con una curiosità in più che non conoscevamo.

Chissà se la scienza potrà utilizzare lo speciale volo del gufo per realizzare alcuni progressi tecnologici, come ad esempio la riduzione del rumore degli aerei.

Ciò che è chiaro è che, indipendentemente da quanto l’uomo possa creare o scoprire, la natura lo precede sempre e sarà sempre un passo avanti a noi. Lo straordinario volo silenzioso dei gufi ne è la prova.

Sarradj, E., Fritzsche, C., & Geyer, T. (2011). Silent Owl Flight: Bird Flyover Noise Measurements. AIAA Journal. https://doi.org/10.2514/1.J050703

Geyer, T., Sarradj, E., & Fritzsche, C. (2014). Measuring owl flight noise. 43rd International Congress on Noise Control Engineering.

Jaworski, J., & Peake, N. (2013). Parametric guidance for turbulent noise reduction from poroelastic trailing edges and owls. 19th AIAA/CEAS Aeroacoustics Conference. https://doi.org/10.2514/6.2013-2007