Inseminazione artificiale della fattrice

· 18 luglio 2018

L’inseminazione artificiale della fattrice rappresenta un elemento importante per tutti gli allevatori. Per il fatto di consentire un miglioramento della progenie, sia dal punto di vista medico che delle caratteristiche delle razze, è destinata a diventare sempre più importante e diffusa.

Il fatto di poter introdurre il liquido seminale maschile nel sistema riproduttivo della femmina, senza la presenza dello stallone, è già di per sé un eccellente vantaggio. In questo articolo vi parleremo, in modo esaustivo, dell’inseminazione artificiale della fattrice.

Perché l’inseminazione artificiale della fattrice non piace?

C’è stato un iniziale rifiuto nei confronti di questa tecnica. Molti erano convinti che fosse meno efficace del processo “naturale”. Al contrario, garantisce percentuali di successo ben più alte. Infatti, grazie al controllo veterinario è possibile gestire e scegliere dosi fertili e adeguate di seme maschile, proteggendo in ogni momento il benessere della cavalla.

L’inseminazione artificiale della fattrice è comunque molto più limitata, rispetto a quanto accade con le mucche da latte. Tuttavia, va ricordato che i campioni di sperma congelati mantengono un maggior grado di fertilità nella specie bovina. Ciò si deve al fatto che gli spermatozoi equini non sono altrettanto tolleranti alle basse temperature.

Tenete presente che solo il 30% dei cavalli ha una capacità fertilizzante accettabile una volta completato il processo di crioconservazione.

il processo di Inseminazione artificiale della fattrice vista al microscopio

Tutto questo senza dimenticare il fatto che le fattrici hanno bisogno di più dosi di seme, rendendo questa tecnica assai meno redditizia che nei bovini. Ad ogni modo, l’inseminazione artificiale della fattrice è molto più efficace della normale copulazione.

Vantaggi dell’inseminazione artificiale della fattrice

Sebbene l’inseminazione nei bovini sia più avanzata e richieda meno cure, il potenziale dell’inseminazione artificiale della fattrice è innegabile. Per esempio, se parliamo di tecniche di fecondazione profonda, è possibile sopperire alla bassa fecondità dello sperma equino congelato. Oltre che, evidentemente, usarne e “sprecarne” meno.

Oltre al maggior successo riproduttivo dell’inseminazione artificiale, si risparmia alla cavalla il pericoloso stress derivante dalla copula. L’intero processo viene portato a termine in un ambiente privo di elementi controproducenti.

Inoltre aumentano le chance di gravidanza per le cavalle con un basso indice di fertilità. Si tratta di condizioni che possono essere determinate da varie cause. Per esempio, parliamo di carenze uterine, alcune malattie tipiche del cavallo o la semplice età avanzata.

L’inseminazione artificiale della fattrice, tra le altre cose, riduce l’intensità della risposta infiammatoria nell’utero dopo la fecondazione, aumentando le probabilità che la cavalla rimanga incinta.

Veterinario esamina i denti di un cavallo bianco

Un altro dei grandi vantaggi è il miglioramento genetico che può essere raggiunto. Senza richiedere la presenza dello stallone, gli allevatori sono in grado di accedere a bagagli genetici specifici per il tipo di risultato che si vuole ottenere.

Cose da sapere sull’inseminazione artificiale della fattrice

Tuttavia, ancora molti preferiscono mantenersi fedeli alla tradizione. La scelta dell’inseminazione artificiale nelle fattrici o della monta dipende da molti fattori. Per esempio, il tipo di razza di cavallo, la gestione riproduttiva, le strutture, il comportamento degli animali e il personale disponibile.

L’unico vero svantaggio della fecondazione artificiale sta nella necessità di disporre di personale qualificato. Questo può rappresentare un investimento non indifferente, specialmente se la tecnica viene ripetuta in poco tempo. Ma lo ricordiamo, la percentuale di successo dovrebbe bastare a incoraggiare questa pratica.

Nel caso di fattrici che stanno per essere inseminate, l’esplorazione rettale mediante ultrasuoni è necessaria per valutare il momento appropriato per l’inseminazione. Occorre osservare l’aspetto del follicolo preovulatorio, la sua dimensione e forma. Oltre che lo spessore delle pareti. Questo è particolarmente importante quando si usa liquido seminale crioconservato. Il consiglio è che, in questi casi, gli intervalli tra le ecografie siano accorciati a sei ore.