Ivan Pavlov e l’addestramento positivo del cane

· 10 settembre 2018
Lo studio di Pavlov partiva dal presupposto che ci sono cose che un cane non ha bisogno di imparare, poiché rispondono a semplici riflessi istintivi.

L’addestramento positivo del cane sta iniziando a diventare sempre più popolare tra i proprietari e gli istruttori cinofili. Il merito del successo di questo sistema va dato allo psicologo russo Ivan Pavlov, vincitore del premio Nobel per la medicina nel 1904. In questo articolo vi parleremo della storia di Ivan Pavlov.

Ivan Pavlov, il padre dell’addestramento positivo del cane

Intorno al 1890, lo psicologo russo Ivan Pavlov si concentrò sullo studio della salivazione nei cani. Più in particolare, decise di approfondire le cause che innescavano questa risposta fisiologica nell’animale.

Lo studioso si rese conto che accadeva ogni volta che il suo cane lo vedeva entrare nella stanza, indipendentemente dal fatto che stesse portando del cibo in mano o meno.

Lo studio di Pavlov partiva dal presupposto che ci sono cose che un cane non ha bisogno di imparare, poiché rispondono a semplici riflessi istintivi. Gli animali, infatti, presentano un aumento della salivazione in prossimità di una preda o di cibo, a livello inconscio.

Immagine esperimento Pavlov
Il suo studio si concentra su esperimenti – oggi considerati crudeli – che ci hanno aiutato a comprendere le risposte inconsce che i cani sperimentano, dinanzi a determinati stimoli. In questo modo, siamo ora in grado di prevedere come risponderanno e applicare tecniche di addestramento più efficaci.

Il riflesso condizionato di Pavlov e le sue ripercussioni

Gli studi comportamentali chiamano “riflesso incondizionato” la risposta che un animale sperimenta di fronte a uno stimolo, senza che nessuna azione precedente lo abbia causato, né un precedente processo di apprendimento lo abbia portato a reagire in quel modo.

Pavlov dimostrò l’esistenza di questa risposta incondizionata mettendo una ciotola di cibo davanti al cane e misurando la quantità di secrezioni salivari prodotte. Il risultato gli permise di capire che la stessa risposta poteva essere prodotta creando nuove associazioni.

Ad esempio, nel caso del cibo, il cane iniziò ad associare l’assistente di laboratorio di Pavlov all’arrivo del pasto, producendo un inevitabile cambiamento nel suo comportamento.

L’assistente, inizialmente, era solo uno “stimolo neutro” ma poi il cane aveva associato a lui qualcosa di positivo. Pavlov fece lo stesso con un campanello, che suonò ogni volta che arrivava il cibo. Anche se a volte non arrivava nulla, la risposta salivare appariva ugualmente.

Esempio di applicazione del metodo di Ivan Pavlov
Fonte: Nkfu.com

In questo modo, scoprì il “riflesso condizionato”, cioè la capacità di creare una determinata risposta in un animale, che normalmente si verificherebbe inconsciamente, sulla base di un elemento o un’azione che ci interessa.

I vantaggi dell’addestramento positivo nei cani

La crescente popolarità dell’addestramento positiva del cane è dovuta al fatto che è un buon modo per insegnare all’animale a comportarsi correttamente, senza farlo sentire a disagio né punirlo.

In ogni caso, per ogni esemplare e proprietario ci sono diverse opzioni che possono essere perfettamente valide. L’allenamento negativo, chiamato notoriamente Alpha, è spesso usato per i cani di tipo dominante. Si basa su tecniche di dominio da parte del proprietario.

L’addestramento negativo si basa sul far sì che l’animale domestico identifichi ciò che sta facendo male, in modo che possa correggerlo. I proprietari possono usare dei giornali per spaventare l’animale, cinture speciali, tecniche di placcaggio (se il cane è molto aggressivo), ecc.

Se avete un cane di taglia media come animale domestico, l’addestramento positivo è la soluzione più efficace. Se, d’altra parte, il vostro amico a quattro zampe è di grandi dimensioni e dominante e state pensando di usarlo come guardiano, ci sono diverse opzioni che potrete valutare ma sempre con l’aiuto di un istruttore cinofilo qualificato.