La fauna dell’Himalaya

· 30 giugno 2018

È la catena montuosa più alta del mondo ma, sebbene il suo clima sia così avverso, molte specie di animali si sono adattate a vivere qui. In questo articolo vi diremo da quali esseri viventi è composta l’affascinante fauna dell’Himalaya. Che ci crediate o no, queste montagne ospitano quasi 400 specie selvatiche!

Com’è la fauna dell’Himalaya?

La maggior parte degli animali che vivono qui sono uccelli, ma gli esemplari più famosi appartengono alla classe dei mammiferi. Il momento migliore per vedere la fauna selvatica dell’Himalaya in presa diretta è in autunno, da settembre a novembre. In questo periodo gli animali migrano verso zone meno fredde, scendono di altitudine. Alcuni dei più caratteristici sono sicuramente questi cinque:

1. Goral

Questo bovide è presente in tutta la catena montuosa dell’Himalaya e la sua popolazione è in declino, a causa della caccia. Vive in aree alte fino a 4.000 metri e i maschi occupano territori marcati di circa 25 ettari. È molto agile, corre a grande velocità e si nutre di erba e foglie.

Il goral – potete vederlo nella foto che apre questo articolo – misura circa 130 centimetri e pesa circa 40 chili. Possiede una pelliccia grigia o beige, zampe marroni e una striscia scura sul dorso. Sia le femmine che i maschi hanno le corna ricurve all’indietro, di quasi 20 centimetri di lunghezza.

2. Leopardo delle nevi

Questo mammifero carnivoro vive in tutte le montagne dell’Asia centrale fino a 6.000 metri di altezza ma su di lui si sa ancora poco. La sua caratteristica principale è il cappotto grigio a macchie, molto spesso e folto. Ha una grande coda, che gli serve da coperta quando dorme.

Leopardo delle nevi seduto sulla neve himalayana

Il leopardo delle nevi caccia di giorno e ha forza sufficiente per catturare animali che triplicano le sue dimensioni. E’ in grado di realizzare salti molto lunghi e può camminare tra le rocce o attraverso la neve senza problemi, grazie alle sue zampe “imbottite”. È un animale solitario che, a differenza degli altri felini, non ruggisce.

3. Yak

Detto anche bue tibetano, questo bovide è un altro rappresentante tipico della fauna dell’Himalaya. Vive nelle steppe e nei deserti freddi situati tra i 4.000 e i 6.000 metri di altezza, selvatici o addomesticati. La parola “yak” in lingua tibetana significa “maschio”, e infatti le femmine sono conosciute come “nak”.

Yak tra animali dell'Himalaya

Sono noti per il loro pelo lungo, soprattutto sull’addome (può raggiungere il suolo), di colore nero o marrone. Ha lunghe corna – possono arrivare a misurare persino un metro – simili a quelle del toro. Gli esemplari maschi possono pesare circa 1.000 chili e vivere da soli. Le femmine, con i giovani, formano mandrie di 12 esemplari. Hanno la capacità di scalare le montagne innevate e amano bagnarsi nell’acqua.

4. Orso bruno himalayano

Il suo nome scientifico è Ursus arctos isabellinus, in onore della regina Elisabetta, e abita sia sulle pendici dell’Himalaya che su quelle del Karakorum. Dato che è molto difficile vederli, non si sa quanti esemplari abitino ancora in questa regione.

Orso bruno dell'Himalaya

L’orso bruno dell’Himalaya presenta un grande dimorfismo sessuale, poiché i maschi raggiungono i 220 centimetri di altezza e le femmine 180. Entrambi i sessi vanno in letargo da ottobre ad aprile in una tana o in una grotta. Si nutre di piante, radici, insetti e piccoli mammiferi, che cacciano dopo il tramonto.

5. Tar dell’Himalaya

La fauna dell’Himalaya è composta da diverse specie caprine, come nel caso del Tar, che può essere visto tra l’India e il Tibet. Può misurare circa 170 centimetri e pesare circa 180 chili. Possiede corna corte e ricurve all’indietro e i maschi hanno una specie di criniera, che li protegge durante l’inverno rigido.

Tar esemplare di fauna dell'Himalaya

Una delle caratteristiche più importanti del Tar dell’Himalaya è che può scalare rocce coperte di neve senza problemi per nutrirsi di erba o piante. I maschi vivono soli mentre le femmine rimangono con i loro piccoli finché non sono in grado di badare a sé stessi. Si riuniscono solo nella stagione riproduttiva e la gestazione – di un solo esemplare alla volta – dura sette mesi.