L'echidna: uno dei mammiferi più strani del mondo

L'echidna è uno di quegli animali che sembra essere strutturato a pezzi. Tuttavia, lo studio di questa specie è davvero prezioso per svelare i segreti dell'evoluzione.
L'echidna: uno dei mammiferi più strani del mondo

Ultimo aggiornamento: 11 settembre, 2022

Sicuramente avrete sentito parlare delle caratteristiche particolari dell’ornitorinco, l’animale velenoso che depone le uova e allatta. Ebbene, se finora pensavate che fosse l’animale più strano sulla faccia della Terra, aspettate di sentire parlare dell’echidna. Molti confondono il suo aspetto con quello di un riccio per via degli aculei che gli crescono sul dorso, ma in realtà è molto lontano dagli Erinaceini.

Quali segreti nasconde questo animale? La risposta è: tantissimi, e vi lasceranno a bocca aperta. Conosceremo un po’ meglio questo Tachiglosside, che viene chiamato anche “formichiere spinoso”, perché nulla della sua biologia è lasciato al caso.

Scopriamo i Tachiglossidi

Monotremi: echidna

Le echidne sono gli unici membri della loro famiglia tassonomica (Tachyglossidae). Si tratta di mammiferi che abitano le isole del continente australiano, come la Nuova Guinea, Salawatu o la Tasmania. Attualmente sono riconosciuti 2 generi:

  • Tachyglossus: echidna istrice o dal becco corto, unico membro di questo genere (Tachyglossus aculeatus).
  • Zaglossus: echidna dal becco lungo o della Nuova Guinea. In questo gruppo abbiamo l’echidna dal becco lungo di Sir David (Zaglossus attenboroughi), l’echidna dal becco lungo orientale ( Zaglossus bartoni) e l’echidna dal becco lungo occidentale (Zaglossus bruijni).

Le echidne sono animali che non superano i 45 centimetri di lunghezza e sono ricoperti da una fitta pelliccia. Sul dorso presentano lunghi aculei che li proteggono dai predatori. Il loro peso in genere va dai 2 ai 7 chilogrammi, a seconda della specie e del sesso (i maschi sono più grandi delle femmine).

La loro dieta comprende principalmente insetti come lombrichi, termiti e formiche. Per questo motivo, la loro mascella non è molto sviluppata, è priva di denti e assomiglia a quella di un formichiere.

Curiosità sull’echidna

In casi come quello dell’echidna, il modo migliore per approfondire la sua biologia è parlare delle curiosità che la contraddistinguono. Nei prossimi paragrafi vi mostriamo le caratteristiche più sorprendenti di questo animale.

Hanno una lingua lunga 20 centimetri

Dal momento che ha bisogno di far uscire gli insetti da piccole cavità, come quelle di formicai e termitai, la sua lingua è lunga in modo da consentirle di catturare più insetti contemporaneamente. Oltre ad essere lunga, è appiccicosa, il che fa in modo che la sua preda vi aderisca più facilmente.

Dal momento che le echidne sono prive di denti, per poter masticare gli insetti utilizzano delle formazioni cornee situate sul palato.

Sono grandi scavatrici

Usano tutte e 4 le zampe per scavare gallerie e buche dove nascondersi. In genere usano anche le loro unghie lunghe per dissotterrare prede come ad esempio i vermi. Il secondo dito degli arti posteriori è più lungo del resto e viene utilizzato dall’echidna per grattarsi e pulirsi.

Marsupiali, ovipari e mammiferi

La riproduzione dell’echidna è un vero e proprio insieme di curiosità e stranezze. La femmina depone solo un uovo all’anno, che fa rotolare fino a raggiungere il marsupio. Lì avviene l’incubazione e, quando nasce la piccola echidna, usa i suoi minuscoli artigli per aggrapparsi al pelo della madre all’interno del marsupio.

Le femmine sono prive di capezzoli, quindi i piccoli si nutriranno del latte secreto dalla pelle della madre per mezzo di ghiandole specifiche.

A circa 53 giorni, quando gli aculei della piccola echidna iniziano a crescere, la madre scava una tana e la lascia lì. La nutrirà ogni 5-10 giorni fino a quando, a 7 mesi, sarà in grado di cavarsela da sola.

Il pene dell’echidna maschio

Un’altra caratteristica sorprendente delle echidne è l’anatomia del pene del maschio. Caratteristica più vicina ai rettili che ai mammiferi, questo organo ha 4 uscite invece di una. Non tutti i glandi sono funzionali allo stesso tempo, ma solo metà di essi fecondano la femmina al momento dell’accoppiamento.

Sono dotate di speroni, ma non secernono veleno

Come gli ornitorinchi, i Tachiglossidi hanno degli speroni dietro l’articolazione del ginocchio. Tuttavia, a differenza dei primi, non secernono veleno. Ad oggi, la funzione di questa caratteristica della loro anatomia è sconosciuta.

Lo strano rituale di accoppiamento dell’echidna

Anche in quest’ambito, il comportamento di questo animale risulta curioso. Il corteggiamento del maschio è a dir poco strano e consiste nei seguenti passaggi:

  • I maschi formano una fila dietro la femmina: dietro ad una di queste sono stati osservati fino a 10 esemplari. Questo comportamento può andare avanti per settimane.
  • Se la femmina è disposta, secernerà feromoni sessuali per segnalare ai suoi corteggiatori che può accoppiarsi. Altrimenti, si ritrarrà in una palla di aculei.
  • La femmina giace a terra ed i maschi le scavano intorno: formano una specie di trincea in cui lottano fino a quando uno di loro riesce a posizionarsi dietro la femmina.
  • Il maschio vincitore accarezza la femmina con i suoi aculei finché non è pronta per l’accoppiamento.

L’elettroricezione

Echidna: uova

Anche se questo senso risulta più utile agli animali marini (l’acqua è un conduttore di elettricità migliore rispetto all’aria), l’echidna ne fa buon uso. L’echidna dal becco lungo è dotata di 2.000 elettrorecettori sul becco, mentre l’echidna dal becco corto ne ha solo 400.

L’echidna dal becco corto è in grado di usare questo senso solo nei giorni di pioggia, durante i quali individua i lombrichi nel terreno umido.

Come potete vedere, l’echidna è un animale molto particolare. Considerato da alcuni un animale vicino ai fossili viventi (per le sue somiglianze con i rettili), costituisce un insieme di particolarità in grado di sorprendere chiunque. Se questo animale vi ha sorpreso, vi invitiamo a continuare a informarvi su di lui, perché sicuramente c’è ancora tanto da scoprire.

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