5 malattie tipiche degli uccelli in gabbia

Gli animali non sono nati per vivere in cattività, rinchiusi e tenuti dietro delle sbarre, privati della loro libertà. Sebbene molte persone allevino uccelli ormai abituati a stare in una gabbia per tutta la vita, è anche vero che i loro organismi si ribellano contro questa situazione innaturale. Se a ciò si aggiunge la mancanza di cure adeguate, è normale che possano soffrire di diverse patologie, sia fisiche che mentali. A tal ragione, abbiamo dedicato un articolo alle 5 malattie tipiche degli uccelli che vivono in gabbia.

Quali malattie colpiscono gli uccelli in gabbia?

Se avete dei volati domestici in casa, per il loro bene è giusto che conosciate a quali possibili malattie possono andare incontro. Alcune problematiche possono essere innescate da situazione climatiche, altre sono dovute a cure scarse o inadeguate. Inoltre, anche la solitudine o lo stress possono influenzare negativamente lo stato di salute dei vostri amici pennuti. Vediamo quali sono le patologie che, più spesso, interessano gli uccelli in gabbia:

1. Falsa muta

Molte volte, gli uccelli vengono portati in luoghi molto lontani dal loro habitat naturale e, per questo motivo, vengono esposti a cambiamenti climatici repentini. Purtroppo, però, i loro organismi continuano a “pensare” di trovarsi ancora nel loro ecosistema originale e si comportano di conseguenza.

Quando l’uccello vive in una zona più calda, o se in una casa il riscaldamento è eccessivo, questo animale cambierà le piume più volte del normale. Come mai? E’ un sistema naturale per regolare la temperatura corporea.

Uccello in gabbia bagnato

Il problema è che questa falsa muta rappresenta una grande usura fisica per l’uccello. Il suo ciclo naturale viene alterato e potrebbe persino portarlo alla morte. Per evitare ciò, vi consigliamo di metterlo in un luogo fresco dove ci siano sole e ombra naturali.

2. Psittacosi

Chiamata anche ornitosi, è una malattia infettiva altamente contagiosa che colpisce gli uccelli ed è causata da un batterio, la chlamydia psittaci. Qualsiasi uccello può portare l’agente infettivo tra le sue piume, sui suoi tessuti e nelle feci.

L’ornitosi è più frequente nei tacchini, nelle anatre e nei piccioni, anche se colpisce anche i canarini – in cui non è mortale – e può essere trasmessa alle persone (zoonosi) e ad altri animali domestici. I sintomi della malattia sono: pancia sporgente, mancanza di appetito, feci verdastre e problemi respiratori.

3. Stress

È una delle malattie tipiche dei volatili tenuti in gabbia, più frequente in quegli esemplari che non sono nati in cattività. Il fatto di passare dal muoversi liberamente allo stare in un piccolo ambiente, spesso condiviso con molti altri uccelli, è senza dubbio traumatico per l’animale.

Uno dei modi per capire se un uccello è stressato è analizzarne il comportamento: inizierà a graffiare, beccare e autolesionarsi come “via di fuga” per ridurre la sua ansia accumulata.

4. Cisti follicolari

Si tratta di protuberanze che appaiono in qualsiasi parte del corpo dell’animale, sebbene siano più comuni sotto le ali. Richiedono l’intervento di un veterinario per essere rimosse chirurgicamente.

Le cisti appaiono quando le piume, invece di nascere verso l’esterno, per qualche motivo, si ritraggono. Questo è comune in quegli uccelli dal piumaggio denso come il pappagallo o il canarino.

5. Parassiti

Anche se non è un problema molto comune negli uccelli in cattività, quando un nuovo volatile arriva a casa ed entra nella gabbia, può già presentare parassiti interni o esterni. È possibile che infetti i suoi ‘compagni’ di gabbia.

Gruppo di pappagalli adulti della specie ara gialli e blu

Nel caso di parassiti esterni, questi vivono sulla pelle o tra le piume. Al contrario, quelli interni amano stabilirsi nell’intestino, nel sangue o sotto la pelle. I principali sintomi della proliferazione di questi possono essere: anoressia, letargia, diarrea, distensione addominale, perdita di peso, presenza di vermi nelle feci e debolezza nelle ali.

Al fine di determinare se il vostro uccello è colpito da un attacco di parassiti, è necessario prendere un campione delle feci e portarlo al veterinario. Un’altra opzione è sottoporre il vostro amico pennuto all’analisi del sangue. Una volta confermata la diagnosi, il professionista vi indicherà il trattamento più appropriato.

Categorie: Salute Tags:
Guarda anche