A cosa serve il microchip negli animali domestici?

1 Gennaio 2018

L’impianto di un microchip nei nostri animali domestici è diventato lo strumento più efficace per controllarli. In caso di smarrimento, abbandono o furto, se qualcuno lo portasse alla protezione animali o dal veterinario, sarebbe immediatamente identificato.

Che cos’è il microchip?

Il famoso microchip è un sistema elettronico di identificazione degli animali. Questo è formato, in genere, da due parti: una è il microchip in sé, l’altra è la capsula che lo contiene. Questa capsula è di un vetro liscio e biocompatibile (non provoca allergie) ed è piccola come un chicco di riso.

Come si impianta il microchip?

impianto di microchip in Husky

L’impianto deve essere effettuato dal veterinario. L’esperto introduce la capsula nel corpo dell’animale, all’altezza della nuca, e tramite uno strumento apposito lo inietta all’interno oltre lo strato di pelle.

Su ogni chip viene registrato un codice di numeri unici, una sorta di Carta d’Identità dell’animale.

Il chip si impianta una sola volta nella vita dell’animale e resta nel suo corpo per sempre. Le informazioni relative al cane o al gatto restano registrate nella banca dati dell’Anagrafe canina del comune di riferimento. Vi sono registrate le informazioni relative ad ogni chip: nome del padrone, indirizzo e uno o due contatti telefonici.

Il chip si può impiantare a partire dal primo mese e mezzo o due mesi di vita del cane. A partire da questa età, si può impiantare in qualsiasi momento nella vita dell’animale.

La correttezza dei dati riportati

È fondamentale che i dati forniti al veterinario siano corretti. Infatti, saranno quelle le informazioni che resteranno registrate nella banca dati e che saranno usate in caso di perdita dell’animale.

Se dovesse verificarsi un cambiamento di proprietario o di domicilio, bisognerà contattare subito il veterinario, che ci farà firmare i documenti corrispondenti, in modo che i cambiamenti figurino anche sulla banca dati. Legalmente, il proprietario è quello che figura nella banca dati, per cui, è anche il responsabile di qualsiasi danno causato dall’animale.

Logicamente, alla morte dell’animale, dovremo comunicarlo tramite un documento firmato dal veterinario.

L’utilità del microchip

Impiantare il chip nei nostri animali ha diversi vantaggi:

  • Primo, implica un riconoscimento legale della proprietà sul nostro animale. I dati del microchip non possono essere falsificati.
  • Se l’animale si perde, sia i veterinari che la protezione animali e le autorità, potranno accedere ai nostri dati tramite un lettore apposito.
  • L’identificazione tramite chip aiuta a combattere l’abbandono, questo anche perché la legge punisce con sanzioni severe coloro che abbandonano o maltrattano gli animali. In questo modo, si può certificare l’identità del proprietario, e responsabile legale, dell’animale maltrattato o abbandonato.

In caso di smarrimento o di furto…

gatto arancione dal veterinario

L’azione più efficace al momento di ritrovare un cane o un altro animale domestico che si è perso è avvisare subito la Polizia locale, la Protezione animali, il Comune, i rifugi per animali e i canili, nel caso in cui sia stato adottato.

Nella lettera indirizzata a questi organismi ed entità, indicheremo il numero del chip e il nome dell’animale, i nostri dati personali e, se li conosciamo, la data e il luogo in cui il nostro animale si è perso o è stato rubato.

Legge a riguardo

In Italia, la legge obbliga a identificare i cani tramite questo sistema, mentre per i gatti è facoltativo, ed è un mezzo indispensabile per il riconoscimento in caso di abbandono, perdita, furto, ecc. In alcune comunità si identifica l’animale tramite il tatuaggio oltre che con il chip, tuttavia il sistema elettronico è sempre più diffuso.