Microchip, obbligatorio ma … utile?

19 Luglio 2017

Avere un animale in casa, soprattutto se si tratta di un cucciolo, comporta una serie di spese economiche di cui non si può non tener conto. Eppure, a volte ci troviamo davanti a delle spese delle quali ci domandiamo l’effettiva necessità, come nel caso del microchip.

Il microchip è obbligatorio nella maggior parte delle nazioni, ma si tratta di uno strumento realmente utile? Serve a qualcosa? In questo articolo vi vogliamo spiegare come funziona un microchip e tutti i vantaggi che comporta.

Cos’è il microchip?

Il microchip è un dispositivo molto piccolo, delle dimensioni di un chicco di riso, che viene inserito nel collo dell’animale. Su di esso viene inciso un codice alfanumerico nel quale vengono conservati, in un apposito database, i dati del proprietario.cane col veterinario

Qualora l’animale dovesse perdersi, i dati del microchip potranno essere letti da uno specifico strumento in grado di decodificare i codici a barra, e poter così localizzare il proprietario del cane.

Quando il padrone denuncia la scomparsa del cane, si può accedere agli archivi dove l’animale è iscritto e si può avviare la ricerca nei canili, per conoscere i ritrovamenti di cani più recenti. Se uno di questi è proprio il cane scomparso, il dispositivo avviserà il sistema che conserva i dati, e sarà quindi in grado di riunire animale e padrone.

Purtroppo, esistono ladri di animali che sono dei veri professionisti nell’occultare i dati del chip, evitando così il recupero dell’animale. Questo succede specialmente per quanto riguarda gli animali di razza.

Quali sono i punti deboli del microchip?

Come tutta la tecnologia esistente, anche questo dispositivo ha dei punti deboli, in grado a volte di mandarlo in tilt. Ad essere precisi, il vero problema non è il chip in sé, quanto piuttosto il sistema che lo circonda. Le cause possono essere due:

  • Non esiste un registro nazionale. Per esempio, in molti paesi non esiste un registro nazionale degli animali. Se il vostro amico a quattro zampe si perde in una zona e viene ritrovato in un posto totalmente diverso, può capitare che in quest’ultimo nessuno sappia nulla né dell’animale né tanto meno dei dati che lo riguardano. Per migliorare questo problema è necessario unificare tutti i comuni, al fine di riuscire sempre a capire la provenienza di un animale andato perduto.
  • Ignoranza da parte dei proprietari. Sono pochi i padroni a conoscenza del numero da chiamare in caso di scomparsa, furto o smarrimento. In caso di furto è importante chiamare quanto prima, per non dare tempo ai malviventi di cancellare i dati. Questo numero di telefono viene sempre fornito, insieme alla targhetta, direttamente dal veterinario che installa il microchip nel vostro animale.

Come migliorare l’utilità del microchip

L’obiettivo di questo dispositivo, oltre a recuperare gli animali scomparsi, sta anche nell’evitare l’abbandono, anche se in questo caso ancora non si sono ottenuti i risultati sperati.

Per riuscire ad aumentare sempre di più l’efficacia del microchip a questo riguardo, almeno due cose risultano fondamentali:

  • Costante aggiornamento dei dati. Se il proprietario dell’animale cambia indirizzo o numero di telefono, è necessario che questi cambiamenti siano registrati per riuscire sempre a localizzare quanto prima il padrone. In caso di morte del proprietario, qualora il cane venisse ritrovato si procederà all’affidamento ad un familiare.
  • Avvisare della scomparsa. Se i padroni non rendono nota la scomparsa dell’animale, che sia per furto o smarrimento, difficilmente si riuscirà ad ottenerne il recupero.
cane microchip

Ad ogni modo, nonostante questi piccoli inconvenienti e le migliorie che si devono ancora fare a riguardo, in linea generale il microchip è molto utile ed è servito a recuperare tanti animali scomparsi. Solo in Spagna, per esempio, grazie al microchip sono stati recuperati nel 2011 13.400 animali scomparsi.

In aggiunta, è stata create da poco una rete europea che si occupa di censire tutti gli animali in possesso del dispositivo, con il vantaggio che se il vostro cane finisce dall’altra parte del continente, può comunque essere ritrovato. Ovviamente, dovete però segnalarne la scomparsa.