Piccioni, una piaga per le grandi città

6 Febbraio 2018

Si può certamente dire che, nelle principali città del mondo, assieme al numero dei propri abitanti aumentano anche i problemi. Smog, inquinamento ambientale ed acustico, traffico incontrollato, accumulo di rifiuti… A tutto questo bisogna aggiungere la presenza eccessiva di determinati animali che,  come i piccioni, rappresentano un pericolo per la salute pubblica. In città come Roma, Milano, Venezia (e non solo) è un classico veder svolazzare questi uccelli sopra musei e monumenti e, spesso, riescono a entrare persino dentro chiese e stazioni ferroviarie.

Piccioni, una piaga con le ali

Se, da un lato, le bianche colombe sono usate come simbolo della pace, i piccioni comuni (Columba livia) sono ormai considerati come veri e propri “ratti con le ali“. L’immagine tenera dei pensionati che gettano molliche ai piccioni in piazza, o i bambini che si divertono a rincorrerli, è ormai un ricordo. Oggi esiste un più forte sentimento di fastidio e paura per la sovrappopolazione di questi uccelli e per i molti svantaggi che essi generano. E non parliamo solo dei “regalini” che cadono dal cielo, bombardando la vostra macchina appena lavata.

L’esigenza di mantenere sotto controllo le colonie di piccioni nelle grandi città, ha contribuito alla diffusione di disinfestazioni che, prima, si occupavano solo di topi, scarafaggi ed altri insetti. Purtroppo, però, i metodi che offrono ai cittadini non sono del tutto etici e, a volte, nemmeno così efficaci come si pensi.

diverse colombe volano e si appoggiano ad una gabbia

In ogni caso, è giusto pensare che questi uccelli continueranno a crescere di numero man mano che le città diventino sempre più grandi. Per questo motivo, il controllo della popolazione di piccioni è un problema che riguarda e deve essere affrontato dalle autorità dei grandi centri urbani.

I piccioni sono una piaga difficile da gestire in alcune grandi città. Occorre elaborare dei piani di intervento che, però, rispettino e tutelino i diritti di questi animali.

Perché i piccioni causano disagi nelle città?

Anche se si tratta di un argomento noto a tutti, pochi sono consapevoli dei rischi reali derivanti dalla sovrappopolazione di piccioni. Vediamo i maggiori disagi che creano:

  • Epidemie: sono portatori di un gran numero di malattie, possono trasmetterle ai bambini o alle persone immunodepresse.
  • Ambiente: danneggiano la vegetazione di giardini, piazze e parchi.
  • Escrementi: rovinano e corrodono facciate di edifici, infrastrutture cittadine, mezzi di trasporto… Ognuno di questi animali “produce” in media 15 kg di escrementi all’anno.
  • Nidi: i piccioni nidificano praticamente ovunque, anche in edifici che fanno parte del patrimonio architettonico, pregiudicando opere d’arte e decorazioni millenarie.
  • Sicurezza stradale: le loro feci possono rendere l’asfalto sdrucciolevole, inoltre camminano e svolazzano nel traffico cittadino.
  • Impianti: possono intasare le prese d’aria e gli scarichi, rompere le antenne dei palazzi e disattivare gli allarmi.

La grande adattabilità di questi uccelli

Ma come mai i piccioni preferiscono vivere in città? Nel corso dei secoli, poco a poco hanno lasciato ambienti più rurali per spostarsi nei centri abitati. La ragione è semplice: una maggiore disponibilità di cibo.

Resti di cibo, la spazzatura lasciata per molto tempo in strada, la sensibilità di anziani e giovani nel offrire loro molliche e pane… Questi uccelli hanno ben presto imparato che nelle città potevano alimentarsi senza pericoli, trovando inoltre molti posti adatti a nascondersi e nidificare.

Ciò che più sorprende è la loro elevata adattabilità. Non hanno avuto problemi ad adattarsi al rumore e al trambusto di una metropoli. Hanno scelto di adattarsi agli umani e alle loro città perché qui trovano tutto ciò di cui hanno bisogno.

un piccione bianco sulla mano del padrone

Piccioni, una piaga difficile da controllare

L’altro problema è relativo all’odio che è andato accrescendosi nel tempo. Un sentimento di antipatia che nasconde anche una certa fobia per i volatili, ma sicuramente generato dalla sensazione di disgusto e ripugnanza verso un animale considerato sporco.

Il sociologo Colin Jerolmack ritiene che questo accanimento contro i piccioni derivi dal secolare problema dell’essere umano di detestare tutto ciò che non riesce a controllare. E i piccioni sembrano vincere questa battaglia, in questo senso. Soffrono pochi predatori, salvo corvi e gabbiani, ma soprattutto si riproducono ad un ritmo sfrenato.

Dopo anni di immobilità, finalmente gli amministratori delle grandi città stanno iniziando a mettere in pratica degli interventi atti a ridurre il numero dei piccioni. Dal divieto di dare cibo agli uccelli, fino alla somministrazione di mangimi sterilizzanti. Il tempo dirà se umani e piccioni possono raggiungere una coesistenza armoniosa in questo pianeta bello ma, purtroppo, assai malconcio.

Fonte dell’immagine principale: José Carlos Cortizo Pérez