Quali sono le razze di gatti più intelligenti?

· 6 settembre 2018

Gli amanti dei gatti hanno preferenze molto chiare, quando si tratta di sceglierne uno. Le dimensioni e il colore degli occhi non sono gli unici elementi discriminanti, quando si decide di accogliere un nuovo gatto in casa. A quanto pare, ci sono razze di gatti più intelligenti di altri. E’ possibile affermare ciò? O è soltanto una diceria?

Modi per determinare l’intelligenza di un gatto

In generale, non sono stati effettuati molti studi per determinare la portata dell’intelligenza dei gatti, indipendentemente dalla loro razza. Nel 2009, una ricerca ha cercato di stabilire se questi felini domestici fossero in grado di contare gli oggetti.

Con gran sorpresa, si è scoperto che i gatti non erano particolarmente brillanti in quest’attività. I cani, al contrario, riescono a farlo molto meglio. Un altro studio voleva concentrarsi sulla capacità dei gatti di risolvere quesiti.

È stato osservato che, di fronte a una difficoltà, mentre i cani chiedevano aiuto al loro padrone, i gatti continuavano a provare in modo autonomo. Nonostante i vari dati registrati, però, nessuna di queste ricerca ha offerto risultati conclusivi.

Padrona gioca col gatto sulla poltrona

Quanto è intelligente il vostro gatto?

Tuttavia, grazie a questi tentativi, oggi siamo stati in grado di delimitare alcuni elementi chiave. Si tratta di punti di forza che permettono di capire il grado di intelligenza dei gatti. In base alla presenza o meno di questi, potrete determinare se il vostro amico a quattro zampe è più o meno intelligente:

  • Abilità sociali. Il livello di socializzazione dei gatti è diverso da quello dei cani. Mentre i cani sono estroversi e aperti alle persone, i gatti tendono a evitare il contatto umano. La dipendenza dell’essere umano mostrata dai cani non si apprezza nei felini domestici, dal momento che non hanno bisogno dell’uomo, per sopravvivere in natura. Ciò potrebbe significare che un gatto meno socievole è più intelligente, dal momento che dimostra di avere abbastanza risorse per badare a sé stesso.
  • Memoria. Gatti e cani usano la memoria per plasmare le loro abitudini quotidiane. Sanno a che ora gli darete da mangiare, dove e come. Sono i piccoli e inaspettati cambiamenti nelle loro abitudini che possono alterare maggiormente il modo in cui percepiscono ciò che li circonda. Osservate come reagiscono a questi cambiamenti e quanto tempo impiegano per incorporarli nella loro normale routine.
  • Capacità di apprendimento. I gatti, orgogliosi e indipendenti come sono, di solito non vogliono compiacere mai troppo i loro proprietari né imparare tutto ciò che gli viene insegnato. Ma se il vostro micio appare annoiato o non presta attenzione ai vostri tentativi di addestramento, non preoccupatevi. Una cosa è che mostri indifferenza, un’altra che abbia un quoziente intellettivo basso. Forse è arrivato il momento di cambiare approccio e cercare un modo differente di insegnargli i comandi.
Gattino nella cuccia

Quali sono le razze di gatti più intelligenti?

Analizzando l’elenco precedente, riguardo a socializzazione, memoria e capacità di apprendimento, è possibile dedurre il grado di intelligenza dei vostri animali domestici. Indipendentemente dalla loro razza. A prescindere da ciò, comunque, esistono alcune razze di gatti che gli esperti giudicano più intelligenti degli altri. Sono quattro in particolare, vediamole assieme:

  • Siamese.
  • Birmano.
  • Angora.
  • Abissino.

In molte occasioni, tuttavia, è il tipo di personalità che fa apparire in modo diverso, speciale, una certa razza. E che, inevitabilmente, porta a pensare che abbia un intelletto superiore alla media.

Come avete visto, i gatti spesso fanno orecchie da mercante a ciò che i loro proprietari dicono loro. O hanno una natura riservata che in realtà non permette di interpretare ciò che stanno davvero pensando.

Terminiamo con un’osservazione. Il pericolo di questi tipi di categorizzazioni è che cercano di classificare in modo oggettivo qualcosa che sarà sempre soggettivo e particolare. Senza tener conto di tutti i fattori che possono influenzare lo sviluppo cognitivo dell’animale, tanto in positivo che in negativo.