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Simbiosi negli animali: di cosa si tratta?

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Questa relazione è positiva per entrambe le specie, come ad esempio quando gli uccelli si cibano dei parassiti che si trovano nel corpo di un mammifero
Simbiosi negli animali: di cosa si tratta?
Ultimo aggiornamento: 27 aprile, 2018

Per coesistere su questo pianeta, è fondamentale stringere relazioni e vincoli; ciò non riguarda solo noi esseri umani. La simbiosi negli animali è la convivenza pacifica tra esemplari di diverse specie, grazie alla quale uno o entrambe le parti ne traggono beneficio. È estremamente interessante!  

Tipi di simbiosi negli animali

Le relazioni simbiotiche possono essere positive per entrambi le parti coinvolte oppure esserlo solo per una, e risultare nocive per l’altra; un esempio è la relazione tra zanzare e persone. In qualsiasi caso, bisogna parlare di un processo evolutivo nel quale le specie hanno imparato a relazionarsi e aiutarsi tra loro.

La simbiosi negli animali può svilupparsi in diverse situazioni e ognuna di queste relazioni presenta determinate caratteristiche. In questo modo, possiamo parlare di simbiosi a seconda del luogo fisico condiviso, della durata dello scambio, della ricettività e della trasmissione delle parti coinvolte, etc. I tre principali tipi di simbiosi negli animali sono:

1. Parassitismo

La relazione in questo caso è positiva solo per una delle due parti, poiché l’altra considera tale convivenza come fastidiosa o persino nociva per la salute.

All’interno del parassitismo troviamo la relazione tra pidocchi e persone, pulci e gatti o zecche e cani. Nessun parassita può vivere senza il suo “ospite” dato che si alimenta del suo sangue e ha bisogno di alloggiare tra la sua pelle e il suo pelo.

2. Commensalismo

Questa interazione è data da un individuo che ottiene un beneficio e un altro che non viene né danneggiato né aiutato. Il commensalismo è molto comune negli ambienti marini quando, ad esempio, una remora comune aderisce al ventre di uno squalo per essere trasportata.

3. Mutualismo

In questa relazione entrambe le parti traggono mutuo beneficio. Anche se può sembrare strano, questo tipo di simbiosi è molto comune in natura e non solo tra gli animali, ma anche tra animali e piante.

Nel primo caso possiamo citare le anemone di mare e i pesci pagliaccio; coabitano per proteggersi tra loro da qualsiasi predatore marino.

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Senza dubbio l’esempio migliore di mutualismo tra un animale e una pianta è quella delle api e dei fiori. L’insetto estrae il polline e lo trasporta attaccato alle sue zampe, durante il viaggio, però, alcune particelle cadono e consentono l’impollinazione di altri fiori lontani.

Ulteriori esempi di simbiosi negli animali

Oltre ai casi già citati, per ritrarre meglio questi tre tipi di simbiosi negli animali, dovete sapere che esistono decine di strette relazioni tra gli esseri viventi. Possiamo esporne alcune:

1. Granchio e anemone

Tra i due animali si forma un’efficace e interessante associazione: i tentacoli urticanti dell’anemone proteggono il granchio dai predatori. Al contempo, i movimenti del crostaceo permettono alla pianta di spostarsi da un luogo all’altro.

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2. Gamberi e pesci

I crostacei si alimentano dei parassiti presenti nelle squame dei pesci. In cambio di questa “pulizia”, dispongono di un efficace scudo ed evitano di essere divorati dai predatori.

3. Iene e avvoltoi

I saprofagi come la iena e l’avvoltoio sono animali che si alimentano dei resti di esseri viventi già divorati da grandi predatori, come leoni o tigri. La simbiosi in questo caso è data dal “permesso” che questi animali si concedono a vicenda di mangiare gli avanzi senza attaccarsi.

4. Mosche e mammiferi

Alcuni insetti cercano la pelle dei mammiferi per depositare le loro uova e, così, garantire esse l’ambiente idoneo per il loro sviluppo. Quando le uova della mosca tse-tse si schiudono, si trasformano in parassitoidi che si alimentano dei tessuti del loro ospite.

5. Formiche e afididi

In questo caso si parla di mutualismo puro, poiché entrambe le specie ne traggono beneficio. Le afididi secernono una specie di liquido denso ricco di idrati di carbonio per fissarsi meglio alle piante. Le formiche si nutrono di questo “nettare” quando si trovano fuori dal formicaio. È in questo modo che queste ultime difendono i loro compagni dall’attacco dei predatori, tra i quali gli uccelli.


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