Tutto quello che dovete sapere sull'opossum

L'opossum è uno dei mammiferi più antichi del mondo; degli scienziati hanno trovato dei fossili di questa specie risalenti a 65 milioni di anni fa, periodo in cui si sono estinti i dinosauri.
Tutto quello che dovete sapere sull'opossum

Ultimo aggiornamento: 16 gennaio, 2019

L’opossum è uno dei marsupiali più conosciuti al mondo. Solo nel continente americano esistono quasi 100 specie diverse di questo mammifero.

Il suo aspetto simile a quello di un ratto genera avversione in alcune persone. Tuttavia, questo simpatico animale non causa alcun rischio al contrario dei roditori.

Una delle sue principali caratteristiche è la docilità nei confronti degli umani. Alcune persone, infatti, lo scelgono come animale domestico.

Nonostante ciò, le cure di cui ha bisogno un opossum sorpassano le buone intenzioni di chi lo compra o lo cattura. In molti casi, viene rilasciato in un habitat che non gli appartiene, fattore che ne causa la morte.

Un altro motivo di decesso è la sua lentezza nel muoversi: viene investito dalle macchine molto spesso.

Muoiono così centinaia di femmine di opossum che portano nel loro marsupio dei cuccioli: questi rimangono orfani e hanno scarse probabilità di sopravvivere.

Caratteristiche e comportamento dell’opossum

I suoi piccoli e brillanti occhi sono perfettamente posizionati nella testa, e il suo muso è allungato. Il tono del pelo può variare tra il grigio, il marrone, il nero e il bianco.

La sua coda è sprovvista di manto e lo aiuta ad attaccarsi ai rami degli alberi.

Opossum su albero

Possiede delle dita opponibili, come i primati, senza appartenere a questa famiglia. 

Le sue dimensioni non superano i 40 cm di lunghezza – senza contare la coda – e può arrivare a pesare circa 5 kg. Può vivere fino a 8 anni.

Il comportamento di questo marsupiale risulta imprevedibile e, anche se è stato dimostrato che è inoffensivo, può avere delle alterazioni nervose e iperattive. 

In alcuni casi, se non si mantiene nelle condizioni adeguate, può diventare aggressivo.

L’opossum è conosciuto per il suo istinto di autoconservazione. Nel sentirsi minacciato, l’animale rallenta il suo ritmo cardiaco, cade al suolo irrigidendo il suo corpo e assumendo una smorfia che lo fa sembrare morto. Quando il pericolo è cessato, si rialza e continua la sua marcia con tranquillità.

Alimentazione e riproduzione

Essendo una specie onnivora, questo marsupiale non rifiuta il cibo che trova. La sua alimentazione include foglie, fiori, frutta, insetti, alcuni piccoli mammiferi, rettili ed uccelli.

Inoltre, essendosi spostato dal suo habitat naturale fino ad arrivare ai confini delle città e dei paesi, l’opossum si nutre anche di avanzi di cibo e di resti di altri animali. Ha dei denti molto affilati e una mandibola dalla forza straordinaria che gli permette di ingoiare voracemente le sue prede.

Questo mammifero raggiunge la maturità sessuale a 10 mesi di vita. Durante il periodo dell’accoppiamento, la femmina emana un forte odore, sgradevole per gli umani, che indica al maschio che è il momento migliore per la riproduzione.

L’apparato riproduttivo delle femmine si divide in due vagine, due uteri e due cervici uterine. Il maschio, invece, è provvisto di un pene con due punte.

Famiglia di opossum su tronco

Il periodo di gestazione è relativamente corto, poiché bastano solo 2 settimane per concepire una cucciolata che può arrivare fino a 16 piccoli. 

Alla nascita, i cuccioli di opossum si attaccano ai capezzoli della madre che si trovano dentro al marsupio e rimangono lì al riparo per 50 giorni circa.

Abbandonato il ventre materno, si collocano sulla schiena del genitore finché non si sviluppano da soli.

Cosa fare se trovate un cucciolo di opossum?

Nel caso in cui incontriate una cucciolata o un solo esemplare di questa specie, ci sono delle considerazioni da fare.

La prima cosa è tentare di salvare la vita all’animale usando il vostro corpo o i vostri vestiti.

Appoggiatelo sul petto o sulla pancia con delicatezza e copritelo con i vostri indumenti o con un pezzo di stoffa. In questo modo, lo terrete al caldo.

Quando sentite che ha raggiunto la sua temperatura abituale, lasciatelo avvolto nel tessuto e mettetelo in una piccola scatola di cartone o di plastica.

Parlate con la guardia forestale locale affinché se ne occupi. Qui è presente il personale specializzato per questo tipo di eventualità e agiranno con celerità e responsabilità.

Nel frattempo, è importante alimentare il piccolo, quindi potete somministrargli un siero di qualsiasi marca commerciale: eviterete così la disidratazione.

Con 2 millimetri di liquido ogni 50 grammi di peso del cucciolo, datogli ogni due ore, vedrete dei miglioramenti.

Potete anche prepararlo da soli con due cucchiai di zucchero e un pizzico di sale diluiti in un litro d’acqua.

Somministrateglielo con una siringa, che dovete lavare dopo ogni uso e tenerne una per ogni cucciolo.

Tuttavia, ci sono altri tipi di accortezze che solo gli specialisti possono fornirgli efficacemente. 

Se non potete contare sull’aiuto della guardia forestale, recatevi da un veterinario.

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