Uno zoo progetta di reinserire i felini minacciati in Russia

9 Aprile 2019
Uno zoo scozzese intende realizzare un programma di conservazione per il felino più vulnerabile, il leopardo dell'Amur, di cui sono rimasti solo circa 100 esemplari.

Gli zoo sono spesso al centro delle polemiche. Per alcuni sono fondamentali per la conservazione delle specie, mentre per altri sono solo una fonte di sofferenza per gli animali che ospitano.

Indipendentemente da ciò che si pensi degli zoo, è chiaro che se esistono, devono cercare di salvare le specie dall’estinzione.

Pertanto, è una grande notizia sapere che uno zoo scozzese vuole reintrodurre nel loro habitat naturale i felini in serio pericolo di estinzione.

Proteggere i felini in pericolo: il leopardo dell’Amur

Il felino più minacciato al mondo è il leopardo dell’Amur. Mentre ci sono più di 500 linci iberiche, il leopardo dell’Amur raggiunge a malapena i 100 esemplari.

Ecco perché la nascita in cattività di un cucciolo di leopardo di Amur in uno zoo in Scozia è un fatto sorprendente, ma non solo, rappresenta una grande speranza quando il centro afferma di aver sviluppato un piano per reintrodurre questo cucciolo nel suo habitat naturale.

Il leopardo di Amur è un leopardo simile a quelli che vediamo in Africa, ma con una pelliccia più folta e un peso maggiore. Il suo bel mantello ne ha fatto una delle specie più minacciate dalla caccia, così come la lince europea.

Leopardo dell'amur

In che modo uno zoo reintroduce gli animali nel loro habitat?

Normalmente, gli zoo allevano gli animali in recinti in cui i turisti possono vederli. Tuttavia, la presenza di questi leopardi dell’Amur non sarà molto redditizia, poiché i visitatori non saranno in grado di vederli.

L’installazione, che permetterà di reintrodurre felini come questi, è stata isolata dal contatto umano in modo tale che questo animale non si abitui alla presenza degli uomini e venga in seguito liberato in Russia.

Una partnership tra le Zoological Society scozzese e londinese, insieme con le autorità di conservazione della Russia, permetterà di realizzare questo progetto che prevede di reintrodurre questa specie felina nella regione di Vladivostok, nel nord-est della Russia.

Reintrodurre i felini in pericolo: un caso complicato

Lo stesso zoo fungerà da centro di riproduzione in queste strutture isolate, che sono state costruite durante l’ultimo anno grazie al grande investimento fatto dal centro insieme a diverse donazioni esterne.

Inizialmente, la gravidanza era stata confermata dal comportamento della madre, che è diventata più sfuggente nel corso dei mesi.

È importante sottolineare che gli operatori sanitari e il personale dello zoo interferiscono a malapena nell’installazione, per evitare che gli animali si abituino al contatto umano. Per questo motivo è stata confermata solo una nascita, anche se potrebbe trattarsi di una cucciolata.

Leopardo sdraiato

Il cucciolo verrà toccato solo quando avrà tre mesi, dopodiché verrà controllato il suo stato di salute e il sesso dell’animale. Speriamo vivamente che questo cucciolo riesca a correre su per le colline dove gli ultimi della sua specie vivono allo stato brado.

Gli zoo e la reintroduzione delle specie

Anche se la reintroduzione delle specie da parte degli zoo è qualcosa di pionieristico, e sebbene la maggior parte dei giardini zoologici non svolgono direttamente queste attività, è anche vero che per fortuna alcune specie sono state salvate da questi centri.

Un esempio di uno di questi programmi è il caso della grande scimmia leonina, che ha cominciato a crescere in semi-libertà negli Stati Uniti per essere rilasciata nella giungla. Altri casi sono quello del bisonte europeo e del condor andino.

Queste specie non sarebbero potute essere salvate senza dei programmi di conservazione in natura: entrambi gli strumenti hanno permesso a questi animali selvatici di ritornare nel loro habitat naturale. Adesso bisogna augurarsi che nessuno cerchi di farli sparire di nuovo.

Oggi la società si aspetta sempre più che tutti i giardini zoologici del pianeta comincino a realizzare questo tipo di sforzi di conservazione attiva, e coloro che non sono in grado, che almeno dedichino una parte dei loro profitti per collaborare a queste iniziative. Sfortunatamente, ci sono ancora molti zoo in cattive condizioni.