Cardiomiopatia dilatativa nei furetti

La cardiomiopatia dilatativa è una condizione che si manifesta principalmente nei furetti più anziani. Presenta una vasta gamma di segni clinici molto aspecifici.
Cardiomiopatia dilatativa nei furetti

Ultimo aggiornamento: 05 novembre, 2021

La cardiomiopatia dilatativa è la condizione cardiaca che più comunemente viene diagnosticata nei furetti adulti. Questa malattia è caratterizzata dalla progressiva perdita della contrattilità cardiaca, che si traduce in una serie di segni clinici abbastanza generici, come apatia, perdita di appetito e letargia. Può venire confusa con gli effetti dell’età, ma si tratta in realtà di una condizione patologica.

La cardiomiopatia dilatativa è solo una delle condizioni comuni che possono manifestare i furetti, ma ce ne sono molte altre. È necessario andare immediatamente dal veterinario non appena nell’animale si osservano una serie di sintomi specifici, quindi proseguite con la lettura. Ecco come rilevare un’eventuale insufficienza cardiaca nel vostro animale domestico prima che sia troppo tardi.

Cos’è la cardiomiopatia dilatativa?

Il termine cardiomiopatia dilatativa viene usato nei vertebrati per descrivere una specifica malattia del muscolo cardiaco. Questa condizione comporta uno stiramento e una riduzione della forza del miocardio (tessuto muscolare cardiaco), a causa della quale è più difficile per questo organo far circolare il sangue in tutto il corpo. Di conseguenza, alcuni tessuti smettono di ricevere la quantità di nutrienti e O₂ di cui hanno bisogno.

La cardiomiopatia dilatativa (DCM) è la patologia cardiaca e circolatoria più comune nei furetti adulti, insieme alle valvulopatie acquisite e ad alcuni tipi di aritmie. Si ritiene tuttavia che in questi mustelidi la miocardite, le malattie infettive del cuore, l’endocardite e le neoplasie del cuore abbiano una bassa incidenza.

Questa condizione è più comune nei furetti adulti di età superiore ai 4 anni (soprattutto se si tiene conto che la loro aspettativa di vita media è compresa tra 5 e 10 anni). D’altra parte, non vi è una tendenza maggiore a seconda del sesso dell’esemplare: maschi e femmine sono entrambi inclini a soffrire di cardiomiopatia.

Nel tempo, l’indebolimento del cuore può portare a un’improvvisa insufficienza cardiaca. Può portare anche a gravi problemi vascolari, aritmie (battiti cardiaci irregolari) e trombosi. È necessario avere una diagnosi precoce, poiché questa condizione viene considerata un’emergenza medica.

Quando i muscoli del cuore si indeboliscono, il cuore si dilata e smette di pompare il sangue con la forza necessaria.

Un furetto che dorme.

Cause della cardiomiopatia dilatativa nei furetti

Le cause della cardiomiopatia dilatativa in questa specie sono sconosciute. Nei gatti domestici è stato rilevato che l’indebolimento del muscolo cardiaco ha a che fare con una mancanza di amminoacidi nella dieta (in particolare di taurina), ma non sembra che per i furetti funzioni allo stesso modo. In ogni caso, non è da escludere che anche nel loro caso la causa abbia a che fare con la dieta.

Questa condizione è molto più comune nei furetti anziani, quindi la causa scatenante è spesso attribuita all’età.

Sintomi

La maggior parte dei furetti di età inferiore ai 2 anni non mostra segni di cardiomiopatia dilatativa. In ogni caso, si verifica un indebolimento lento e costante nel tempo del cuore, che provoca nell’animale la comparsa di una serie di segni aspecifici. Tra questi, segnaliamo quanto segue:

  • Tachicardie sinusali: normalmente i battiti al minuto in questa specie sono compresi tra 180 e 250, ma in una situazione di CMD possono aumentare oltre i 250.
  • Respirazione più veloce del normale e difficoltà respiratorie.
  • Gengive bluastre: i tessuti diventano bluastri o cianotici a causa della mancanza di ossigeno dovuta allo scompenso cardiaco.
  • Perdita di appetito e anoressia.
  • Apatia generalizzata.
  • Accumulo di liquidi nel torace e nell’addome (gonfiore).

Sfortunatamente, questi sintomi di solito non compaiono fino a quando il cuore non è già gravemente danneggiato. Pertanto, è difficile a questo punto che l’animale possa ricevere un trattamento efficace.

Diagnosi

Una volta in clinica, il veterinario sottoporrà il furetto a un’analisi fisica generale. Ciò include l’ascolto del ritmo cardiaco e dei suoni anomali nel respiro con uno stetoscopio. In ogni caso, questo  esame superficiale non consentirà di giungere a una diagnosi differenziale.

Le radiografie del torace sono molto utili per rilevare condizioni come questa, in quanto consentono di valutare le dimensioni del cuore e l’eventuale danno che ha subito nel tempo. D’altra parte, l’ecocardiografia permette di osservare in tempo reale il modo in cui il miocardio pompa il sangue, cosa che indica lo stato generale del cuore.

Sfortunatamente, non tutti i veterinari hanno accesso a questi tipi di test diagnostici, in quanto sono piuttosto costosi.

Trattamento della cardiomiopatia dilatativa nei furetti

Questa condizione viene considerata un’emergenza medica, quindi il furetto dovrebbe ricevere un trattamento adeguato in base alle sue esigenze non appena viene formulata la diagnosi. L’approccio clinico ha 2 scopi specifici: far sì che il cuore dell’animale riesca a distribuire meglio il sangue in tutto il corpo e ridurre la quantità di liquido che si è accumulato nel torace e nell’addome.

Per ridurre i liquidi accumulati, il veterinario prescriverà farmaci diuretici in modo da facilitare la minzione. Digossina ed enalapril sono invece utili per migliorare la circolazione, in quanto aumentano la capacità di contrazione del cuore e diminuiscono la resistenza offerta dai vasi sanguigni.

Le dosi standard sono 0,005-0,01 milligrammi di digossina per chilo dell’animale ogni 12-24 ore e 0,25-0,5 milligrammi di enalapril per chilo nello stesso intervallo di tempo. Alcuni furetti hanno reazioni avverse a quest’ultimo farmaco, quindi è necessario monitorarli.

Furetto solo dal veterinario.

Prognosi e cure a casa

La prognosi della cardiomiopatia dilatativa è riservata, poiché la maggior parte dei furetti inizia a mostrare segni quando il danno cardiaco è già irreversibile. In ogni caso, è possibile assicurargli una qualità di vita accettabile attraverso delle modifiche alla dieta e la somministrazione dei farmaci prescritti.

Ad esempio, si consiglia di somministrare al furetto affetto da questa patologia una dieta a basso contenuto di sodio, che ridurrà la sua ritenzione idrica. È inoltre opportuno fornirgli una dieta povera di grassi (soprattutto se l’animale è obeso), poiché avrà una certa riluttanza a muoversi e a bruciare calorie. Se seguite le istruzioni del medico, renderete piacevole il tempo che rimane da vivere al vostro animale domestico.

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