Conosciamo il gipeto o avvoltoio barbuto

· 13 agosto 2018
Questo rapace, popolarmente conosciuto come  avvoltoio barbuto, lascia cadere dall’alto i resti ossei degli animali troppo grandi per essere mangiati.

 Il gipeto, più conosciuto come avvoltoio barbuto, è un uccello rapace dall’aspetto piuttosto tenebroso. Sapete qual è una delle sue usanze preferite? Quella di rompere ossa e carapaci facendoli cadere contro le rocce.

Scopriamo di più sul gipeto nel seguente articolo.  

Habitat del gipeto

Questo volatile è solito vivere nelle zone montagnose e scoscese piene di dirupi e scarpate. Durante il periodo di nidificazione lo si può anche trovare all’interno di caverne. Può condividere la sua “casa” con stambecchi e camosci.

Nel continente europeo è a rischio di estinzione e ne sopravvive soltanto qualche piccola comunità nei Pirenei e nelle Alpi, dove si è reintrodotto. Il suo territorio si estende altrimenti lungo l’Africa del Nord, la Rift Valley, il Sudafrica e dall’Anatolia (Turchia) fino all’Himalaya e ai monti Tian Shan, in Cina.

Caratteristiche dell’avvoltoio barbuto

Questo rapace possiede un’apertura alare che può raggiungere i tre metri, mentre il suo peso oscilla tra i 5 e i 7 chili. A differenza di altri rapaci, il gipeto ha la testa piena di piume, la sua coda è larga e a forma di rombo e le ali strette e lunghe.

Il colore del piumaggio varia a seconda dell’età dell’esemplare. Quando ha meno di un anno il ventre è rossiccio chiaro, mentre il resto del corpo marrone, con le estremità nere. Fino ai tre anni il collo rimane scuro, mentre alcune aree vanno a poco a poco schiarendosi, come la coda.

Gipeto in primo piano

Tra i tre e i sei anni le ali diventano grigie e il corpo giallognolo. Infine, una volta superati i sei anni, sia il corpo che la testa e il collo diventano bianco-giallastri. Si presenta una striscia di piume nere sul collo mentre ali e coda diventano grigie.

Alimentazione del gipeto

L’avvoltoio barbuto è l’unico rapace che si alimenta esclusivamente di ossa: introduce la testa e il corpo all’interno dei cadaveri degli animali e scansa le parti molli e le viscere. Per questo sono sempre gli ultimi a “servirsi” tra tutti i predatori.

Quando le parti ossee sono troppo grandi e misurano più di 20 centimetri, il gipeto non può mangiarle intere. In questi casi le afferra con gli artigli, si alza in volo il più in alto possibile e le lascia cadere con forza affinché si rompano all’impatto contro le rocce. Fa lo stesso anche con i carapaci vuoti delle tartarughe.

Il 75% della dieta del gipeto è composta da ossa e da resti di topi e lucertole, che cattura in pieno volo.

Abitudini e riproduzione dell’avvoltoio barbuto

Solitamente questo rapace non emette alcun suono, salvo quando si trova sotto minaccia e lancia una specie di sibilo. Per comunicare con i suoi congeneri utilizza occhi, piume e testa: se è arrabbiato, per esempio, gli si infiamma la carotide e gli si rizza il piumaggio.

Gipeto in volo

Questi esemplari possono convivere in gruppi di centinaia di coppie in una stessa area, e una volta che trovano il proprio compagno/a, lo mantengono per tutta la vita. Costruiscono insieme un nido nei pressi di una caverna e lo ristrutturano ogni anno.

Trattandosi di un volatile sedentario, il gipeto non si allontana mai troppo dal suo territorio, che misura intorno ai 30 km2. Può abbandonarlo temporaneamente per andare alla ricerca di cibo, ma ritorna sempre nello stesso luogo dopo aver saziato il suo appetito.

Il periodo dell’accoppiamento inizia a settembre e la deposizione inizia a dicembre. Entrambi i genitori fanno a turno per covare le uova nei seguenti 60 giorni. Soltanto il più forte dei pulcini sopravvive, e ha il compito di uccidere il fratellino più debole. Questo comportamento si presenta anche in altre specie di rapaci, come le aquile.

Dopo quattro mesi di “svezzamento”, il pulcino sopravvissuto intraprende il suo primo volo, ma continua ad essere alimentato dai genitori fino ai 10 mesi, quando abbandona finalmente il nido.