Coralli molli: riproduzione e habitat di questi animali fragili

13 giugno, 2020
I coralli sono colonie di piccoli polipi uniti tra di loro. Quelli molli sono privi di uno scheletro, e con i loro tentacoli formano ambienti ospitali per molti animali marini.
 

I coralli molli sono un gruppo di cnidari caratterizzati dall’assenza di uno scheletro interno di carbonato di calcio. Formano colorate barriere coralline, soprattutto in acque tropicali.

Questi invertebrati marini appartengono all’ordine degli Alcionacei che, a loro volta, includono due gruppi: i veri coralli molli, o piume del mare, e le gorgonie, o ventagli del mare, con un asse interno proteico.

A differenza dei coralli duri, quelli molli presentano elementi scheletrici denominati sclerite. Queste spicole calcificate offrono appoggio e solidità, oltre a una consistenza spinosa che li aiuta a difendersi.

Gran parte di questi invertebrati, tranne alcune gorgonie, non sono fotosintetici e scarseggiano in quanto a zooxantelle endosimbiotiche. Al loro posto, si servono di otto o più tentacoli a forma di piuma destinati alla cattura dei nutrienti.

Colonie di coralli

I coralli molli sono colonie di piccoli polipi uniti tra loro, i quali possono adottare morfologie molto diverse. Alcuni possono presentare due tipi di polipi, gli autozoidi allungati e con tentacoli e gli sifonozoidi dal corpo corto che svolgono la funzione di far circolare l’acqua nella colonia. Queste colonie possono raggrupparsi formando colorate barriere coralline dalle tonalità rosse, violacee o gialle.

Nel Mare Caraibico si trovano soprattutto le gorgonie, mentre nell’Oceano Pacifico c’è maggiore ricchezza di coralli molli. Tuttavia, è bene ricordare che questi coralli sono presenti in tutti gli oceani. Un esempio è quello noto come dita dell’uomo morto, Alcyonium digitatum, tipico della costa norvegese.

 
Colonie di coralli cnidari

La maggior parte dei coralli molli si nutre di plancton o di piccole particelle sospese. Per nutrirsi, ogni polipo, attraverso un procedimento chiamato alimentazione filtrante, muove i suoi tentacoli formando delle correnti d’acqua. Ogni tentacolo dispone a sua volta di una specie di pungiglione che facilita la cattura.

Riproduzione e conservazione dei coralli molli

A livello riproduttivo risalta la versatilità di questi animali, che può avvenire sessualmente o meno. Nel primo caso, i polipi producono degli ovuli o sperma la cui fusione produce larve indipendenti. Dopo lo sviluppo, inizieranno la loro vita coloniale.

Alcuni coralli sono ermafroditi, di tipo simultaneo o proterandrici, ovvero generano gameti maschili e femminili, ma non insieme.

La riproduzione asessuata può avvenire tramite diversi meccanismi, quali:

  • La frammentazione: è molto frequente nei coralli molli e si produce in seguito a un fortuito strangolamento di una sezione. Questa tenderà ad avere otto o più polipi per formare una colonia dopo il suo fissaggio al substrato marino.
 
  • La gemmazione: avviene a partire da una protuberanza o escrescenza del corallo madre che darà vita a un polipo. Questo disporrà di tentacoli e strutture vitali necessarie per nuotare ed essere indipendente.
  • La divisione: può essere longitudinale o trasversale in base al punto di divisione del polipo. Può verificarsi anche in seguito a scissione del disco basale, una specie di ventosa che permette il fissaggio della colonia.
alcyonacea di colore fucsia

I coralli molli, alla parti degli altri, fungono da rifugio a pesci, cavallucci marini e altre specie di piccole dimensioni. Tuttavia, possono essere mangiati da animali più grandi, motivo per cui alcuni esemplari rilasciano dei composti chimici come arma di difesa. Alcune delle suddette sostanze contengono proprietà che vengono sfruttate dall’industria farmaceutica.

Attualmente la principale minaccia per questi coralli è la perdita del loro habitat. Questi organismi vengono spesso presi di mira da molti turisti, cosa che contribuisce alla loro progressiva degradazione. Bisogna anche tenere conto delle pratiche illegali volte alla loro vendita nel mercato nero.

 

La legislazione e la condotta umana saranno dunque i fattori che determineranno il mantenimento di colorati fondali marini in un futuro a corto e medio termine.

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