Cosa mangiano i polpi?

L'alimentazione del polpo è sorprendente come qualsiasi altro suo aspetto. Scoprite di più a riguardo in questo articolo.
Cosa mangiano i polpi?

Ultimo aggiornamento: 04 ottobre, 2021

Questi cefalopodi sono famosi per molte qualità: i loro 8 cervelli, i loro 3 cuori e la loro incredibile intelligenza sono solo alcune di esse. L’alimentazione dei polpi è un altro argomento da conoscere, non solo per quel che mangiano, ma anche per le loro incredibili tecniche di caccia.

Se vi siete mai chiesti cosa mangiano i polpi, ecco tutte le risposte. Questi predatori oceanici sono tra i più abili e astuti che potete trovare, quindi vi consigliamo di proseguire con la lettura.

Cosa sono i polpi?

Prima di esplorare le scelte alimentari di questi animali è necessario inquadrarle da un punto di vista tassonomico. Con il termine “polpo” si intendono tutti gli invertebrati appartenenti all’ordine Octopoda, a sua volta compreso nella classe dei cefalopodi e nel phylum dei molluschi. Ci sono circa 300 specie che soddisfano questo requisito.

Come altri cefalopodi, tutti i polpi presentano simmetria bilaterale (il corpo è diviso in un unico piano sagittale) e, inoltre, hanno 8 braccia indipendenti (da cui la designazione del loro ordine). I tessuti di questi invertebrati sono altamente malleabili, il che consente loro di entrare in luoghi nascosti e inaccessibili a prima vista.

Inoltre, i polpi sono noti per la loro capacità di cambiare colore.

Alimentazione del polpo

La dieta del polpo è strettamente carnivora, quindi si nutre solo di altri animali. I tipi di prede che compongono la dieta di questi cefalopodi saranno diversi a seconda della specie e dell’habitat, ma si possono riscontrare 2 tendenze diverse:

  • Polpi piscivori: le specie che cacciano i pesci per cibarsene si muovono solitamente in acque superficiali (pelagiche). Sono polpi con una grande capacità di nuotare e muoversi in acqua.
  • Polpi che si nutrono di crostacei: quei cefalopodi che si nutrono principalmente di crostacei abitano in genere aree bentoniche, cioè appartenenti ai fondali marini. Sono specialisti nel mimetismo e tendono a nascondersi negli anfratti delle rocce (o sotto la sabbia).
Cosa mangiano i polpi?

Digiuno delle femmine

Le femmine di polpo sono le madri più sacrificate del mondo animale. Alcune di loro, come quelle del polpo gigante (Enteroctopus dofleini), possono rimanere senza cibo durante i 10 mesi in cui proteggono e si prendono cura delle loro uova.

Quando le uova si schiudono, la femmina è così esausta che finisce per morire la maggior parte delle volte. I piccoli, incapaci di cacciare alla nascita e senza le cure dei genitori, si nutrono solitamente di plancton sulla superficie dell’acqua fino a raggiungere la grandezza giusta per cacciare le loro prede.

Cosa mangiano i polpi di altre specie?

L’alimentazione dei polpi, come si diceva all’inizio, dipende dalle risorse disponibili nel loro habitat e dalla specie. Continuando con la classificazione precedente, ecco alcuni esempi delle prede di cui si cibano i polpi:

  • Polpi di acque libere e pelagiche: si nutrono principalmente di crostacei, gasteropodi, bivalvi, pesci e occasionalmente altri cefalopodi più piccoli.
  • Polpi di specie bentoniche: questi polpi si muovono solitamente lungo le rocce del fondale e cercano cibo tra i suoi anfratti.

Come cacciano i polpi?

L’arma migliore del polpo nella caccia, oltre alla sua grande intelligenza, è la sua capacità mimetica. Grazie ai cromatofori presenti nella pelle, questi invertebrati possono cambiare colore a piacimento e confondersi con la superficie su cui si muovono. Inoltre, alcuni imitano la trama della roccia dove si mimetizzano grazie alla grande flessibilità del loro corpo.

I polpi sono animali agili e preparati per la caccia. Ogni ventosa sui loro tentacoli può muoversi individualmente e gli arti non si aggrovigliano mai, grazie al fatto che ognuno ha il proprio nucleo neurale: un “cervello” autonomo, per così dire.

Quando questi invertebrati catturano la preda avvolgendola con i loro tentacoli, la portano rapidamente alla bocca (che presenta un becco corneo). Questa struttura è in grado di rompere i gusci dei molluschi che il polpo caccia con l’aiuto delle cefalotossine presenti nella sua saliva. Le tossine sono responsabili della dissoluzione del materiale duro della preda.

Alcune specie di polpi agitano uno dei loro tentacoli come esca per ingannare la loro preda mentre aspettano, mimetizzate.

Un’altra curiosa tecnica di caccia è quella dei polpi appartenenti al genere Stauroteuthis. Abitanti dei fondali, questi animali hanno dei fotofori nelle ventose che producono luce e grazie ad essi sono in grado di attirare la loro preda al buio.

Digestione dei polpi

I polpi hanno bisogno di un sistema digestivo specializzato per la digestione delle proteine animali, poiché questo macronutriente fornisce loro energia e la capacità di rigenerare e rinnovare i loro tessuti. La digestione dei polpi ha due diverse fasi che esaminiamo di seguito.

Fase extracellulare

In questa prima fase, il cibo viene elaborato attraverso l’intero tratto digestivo. Il becco e la radula sminuzzano il cibo che il polpo ha ottenuto grazie ai suoi potenti muscoli e alla già citata cefalotossina. D’altra parte, le ghiandole salivari secernono enzimi che avviano una predigestione del cibo.

Fase intracellulare

Il cibo predigerito raggiunge lo stomaco attraverso l’esofago. È nello stomaco, quindi, che la degradazione del cibo continua a separare i nutrienti da altre molecole non utili al polpo.

I polpi hanno un’altra cavità per la lavorazione del cibo: la ghiandola digestiva. Qui i nutrienti vengono assorbiti e la materia non digerita viene trasportata attraverso l’intestino per essere espulsa come pellet fecali.

Come potete vedere, l’alimentazione del polpo è più complessa di quanto si potrebbe pensare all’inizio. In generale, tutto ciò che viene studiato su questi animali è curioso e bizzarro. Dalla loro intelligenza alla loro capacità di cacciare, questi invertebrati hanno migliaia di caratteristiche sorprendenti ed è impossibile restare loro indifferenti.

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