Curiosità sul nandù o struzzo americano

3 Ottobre 2019
Una delle curiosità sul nandù è che viene spesso confuso con lo struzzo per via della loro enorme somiglianza; la teoria dell'evoluzione di Darwin suggerisce infatti che entrambi gli animali derivano dalla stessa specie. 

Uno degli uccelli più grandi del pianeta, ma poco conosciuto. Tuttavia, le curiosità sul nandù sono molte, aspetto che la rende una specie degna di studio.

Curiosità sul nandù

Il menù di Darwin

Una delle curiosità del nandù è la sua forte relazione con il padre dell’evoluzione, o per essere più precisi della selezione naturale. Charles Darwin basò alcune delle sue conclusioni proprio su questo magnifico uccello.

Il nandù di Darwin è una specie precisa, conosciuta come nandù del nord. Il motivo dietro questo nome è che lo stesso Darwin ottenne le prime uova che dimostravano l’esistenza di questa nuova specie.

Lo scienziato britannico aveva l’abitudine di provare tutti gli animali che scopriva nei suoi viaggi. Provò diverse specie di tartaruga e altre come il nandù, le cui ossa mandò a Londra insieme ad altri resti dell’esemplare cacciato, in seguito a cui la Società Zoologica di Londra decise di chiamare la specie in suo onore.

Il becco del nandù

Il nandù è un padre esemplare

Una delle curiosità sul nandù riguarda la sua etologia. Parliamo di una specie nella quale i maschi covano le uova delle femmine, in gruppi nei quali fino a una dozzina di femmine possono accoppiarsi con lo stesso maschio.

Talvolta, però, non le depongono nel nido, motivo per cui il maschio si occupa di portarvele. Gli esemplari maschi diventano particolarmente aggressivi durante il periodo di allevamento, e le loro zampe sono molto pericolose per via della muscolatura altamente sviluppata.

Curiosità sul nandù… o sullo struzzo?

Quando una persona che non ha familiarità con queste specie si avvicina allo struzzo, all’emù e al nandù, molte volte non è in grado di distinguerli. Lo stesso Darwin all’inizio dei suoi viaggi chiamava questi animali come struzzi nani.

Mentre lo struzzo vive in Africa, l’emù vive in Australia e il nandù nell’America del Sud. Tra loro ci sono numerose differenze, dalla taglia al piumaggio, e persino il fatto che il nandù ha tre dita, invece lo struzzo ne ha solo due.

La somiglianza tra questi uccelli non è tuttavia passata inosservata a Darwin. Come era possibile che esistessero animali così simili in due continenti separati da migliaia di chilometri?

Quelle osservazioni innocenti servirono a Darwin come ulteriori prove a difesa della sua teoria evolutiva. Quei due animali potevano essere parenti che possedevano un antenato comune, a partire dal quale si erano evoluti. Due animali così simili e diversi al contempo potevano derivano da un antenato comune attraverso diversi cambiamenti nel corso delle generazioni.

Rhea americana

Invasore della Germania

Uno dei fatti più curiosi del nandù è che è diventato una specie esotica invasiva in alcuni paesi, come la Germania. Questa situazione è la conseguenza del fatto che in Europa gli struzzi e i loro parenti sono stati sfruttati nelle fattorie per la loro carne e uova, divenute piuttosto popolari qualche anno fa.

Questi animali al giorno d’oggi popolano una regione tedesca, per l’esattezza i pressi della città di Lübeck. Si stima che la popolazione abbia superato i 200 esemplari e che gli agricoltori locali abbiano iniziato a lamentarsi del loro impatto.

Curiosità sul nandù: il suo rapporto con l’uomo

Darwin non è stato l’unico a essersi relazionato con il nandù, infatti gli esseri umani convivono con questa specie dell’America del Sud già da millenni. Non a caso, la costellazione della Croce del Sud era per molti indigeni una impronta di questo animale.

Il rapporto tra l’uomo e il nandù si deve principalmente al consumo della carne di questo uccello, con un profilo molto salutare. L’uso della pelle per i capi d’abbigliamento o delle piume per gli spolverini è piuttosto frequente, insieme al consumo delle sue uova, usate anche per arredamento. Alla pari di altri animali selvatici, il nandù ha plasmato le nostre vita, che ci piaccia o no.

«Rhea». Paleobiology Database (en inglés). Consultado el 1 de Octubre de 2018.