Gli insetti vanno in letargo?

Gli insetti non vanno in letargo allo stesso modo in cui lo fa un orso, ma sono in grado di rallentare i loro processi metabolici quando arriva il freddo. Scoprite di più sull'argomento.
Gli insetti vanno in letargo?

Ultimo aggiornamento: 11 novembre, 2021

Quando in Europa arrivano le basse temperature e si verificano picchi di freddo (sotto i 0°C), molti di noi si chiedono cosa succede a quegli esseri viventi più semplici a livello evolutivo. Siamo in grado di immaginarci un orso che dorme all’interno della sua grotta o un uccello accoccolato su un ramo per preservare il calore, ma non si può dire lo stesso per gli insetti: vanno in letargo?

Sebbene questi invertebrati non raggiungano uno stato di dormienza drastico come il letargo, adottano delle tecniche specifiche del loro gruppo per sopravvivere negli ambienti più inclementi. Se vi interessa saperne di più, continuate a leggere.

Insetti e temperatura

Si dice spesso che gli invertebrati in genere sono animali ectotermi, Ciò significa che non generano abbastanza calore interno a livello metabolico per mantenere la costante propria temperatura, quindi hanno bisogno dell’ambiente esterno per riscaldarsi. Lo stesso vale in certa misura per pesci, anfibi e rettili.

Nonostante questa generalizzazione, va notato che negli ultimi decenni sono stati rilevati molti episodi di termoregolazione negli insetti. Ad esempio, alcuni coleotteri stercorari (Coleoptera) sono in grado di aumentare la velocità con cui spingono la pallottola di escrementi quando la loro temperatura toracica si alza: in questo modo, preservano il calore interno e sono più attivi.

Qualcosa di simile avviene con varie specie di falene, che durante il volo dirigono parte della loro emolinfa dal torace all’addome per dissipare il calore in eccesso accumulato dal movimento muscolare. Pertanto, la regione addominale funziona come una sorta di radiatore che consente all’insetto di evitare la morte per colpo di calore.

Questi esempi ci mostrano che molti insetti sono ectotermi, ma altri mostrano anche una certa eterotermia, ossia si termoregolano in modo tempestivo. In ogni caso, quando le temperature scendono a limiti inclementi la loro vita dipende dall’ambiente circostante.

Alcuni insetti sono in grado di produrre o dissipare calore a piacimento in momenti specifici, ma non si tratta di processi che permangono per tutto il ciclo della loro vita.

Una falena.

Gli insetti vanno in letargo durante i periodi più freddi?

Gli insetti non vanno in un letargo propriamente detto, poiché questo processo avviene solo negli animali endotermi o a sangue caldo (come orsi e gatti). La riduzione del tasso metabolico degli invertebrati è nota come diapausa, mentre lo stesso fenomeno negli anfibi e nei rettili è chiamato brumazione.

La diapausa è un periodo di letargia o dormienza che consiste nell’interruzione spontanea dello sviluppo di alcuni invertebrati, e che è caratterizzato da una notevole diminuzione dell’attività metabolica. È tipico degli insetti e degli aracnidi, anche se è proprio anche di alcuni molluschi e crostacei quando arriva il freddo.

Negli insetti, a modulare il processo della diapausa sono vari ormoni: l’ormone giovanile (JH), l’ormone della diapausa (DH) e l’ormone protoracicotropico (PTTH) sono i più importanti. Quest’ultimo composto ormonale è responsabile della stimolazione della secrezione di ecdisteroidi, coinvolti nella muta e nella crescita. La diapausa è dovuta alla mancata sintesi di PTTH.

Al di là della sua neuroendocrinologia, va notato che ci sono 2 tipi di diapausa:

  1. Diapausa obbligatoria: gli insetti che presentano questa modalità attraversano un periodo di diapausa indipendentemente dalle condizioni ambientali. Di solito è associata agli invertebrati che compiono una generazione all’anno.
  2. Diapausa facoltativa: gli insetti che la presentano riducono il proprio metabolismo solo di fronte a determinati stimoli. Di solito è associata a invertebrati che presentano 2 o più generazioni all’anno.

La diapausa negli insetti adulti è anche associata alla mancanza dell’ormone giovanile (JH), mentre nelle larve è associata alla sua presenza.

Fasi della diapausa negli insetti

Vari fattori ambientali inducono l’inizio della diapausa negli invertebrati. L’abbassamento delle temperature è il fattore più evidente, ma lo inducono anche la riduzione della luce giornaliera (fotoperiodo) e altri eventi. Di seguito le fasi in cui si sviluppa il processo:

  1. Induzione: l’induzione della diapausa avviene in un momento predeterminato riconducibile ai geni della specie. Questa fase si verifica molto prima che compaiano i fattori ambientali scatenanti.
  2. Preparazione: non tutti gli insetti attraversano questa fase. Durante questi periodi, gli invertebrati mangiano in abbondanza per accumulare proteine, carboidrati e lipidi nel corpo.
  3. Apertura: il periodo di inizio è dettato da un fotoperiodo ridotto, cioè meno ore di luce al giorno. Implica molti cambiamenti comportamentali, come le migrazioni o la ricerca di luoghi sicuri dove restare a lungo termine.
  4. Mantenimento: è la fase più lunga e conosciuta dell’intero processo. Gli insetti mantengono un basso tasso metabolico e non si nutrono, si muovono o si riproducono.
  5. Quiescenza post-diapausa: negli insetti con diapausa obbligatoria, la cessazione avviene spontaneamente. D’altra parte, quelli che presentano diapausa facoltativa vengono svegliati da determinati stimoli (come il contatto con l’acqua o una temperatura più alta).

La durata della diapausa è variabile a seconda della specie di insetto e della zona in cui vive. In ogni caso, nelle zone a clima temperato questo processo coincide solitamente con i mesi invernali più freddi (da ottobre-novembre a febbraio-marzo).

Tutti gli insetti vanno in diapausa?

Nessun insetto va in un letargo propriamente detto, ma nemmeno tutti vanno in diapausa. Ad esempio, la farfalla monarca (Danaus plexippus), endemica del Nord America, in autunno migra verso sud. Altri lepidotteri che utilizzano strategie simili sono la sfinge colibrì (Macroglossum stellatarum), l’atalanta (Vanessa atalanta) e la vanessa del cardo (Vanessa cardui).

D’altra parte, alcuni insetti adulti durante l’autunno muoiono direttamente e lasciano che le loro uova si sviluppino affinché possano schiudersi quando le temperature inizieranno a salire. L’esempio perfetto di questa strategia è quello della comune mantide religiosa (Praying mantis), poiché la femmina di questa specie raramente supera un anno di vita.

Non tutti gli insetti ricorrono alla diapausa. Quando arriva il freddo, alcuni di loro migrano e altri muoiono.

Una mantide religiosa in posizione di difesa.

Gli insetti non vanno in letargo, ma possono entrare in un periodo di diapausa per sopravvivere se il loro ciclo di vita lo richiede. Questo processo può essere obbligatorio o facoltativo e dipende in una certa misura dalle condizioni ambientali, in particolare dal fotoperiodo.

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