Gli uccelli provano dolore come i mammiferi?

Se gli uccelli provano dolore o no è una domanda che molte persone si pongono. In genere, gli uccelli non mostrano di provare dolore, almeno per come noi ci aspettiamo che si debba mostrare il dolore. In questo articolo vi diremo qual è il comportamento degli uccelli quando soffrono e come aiutarli.
Gli uccelli provano dolore come i mammiferi?

Ultimo aggiornamento: 19 febbraio, 2021

In passato, si è sempre creduto che gli uccelli non avessero la capacità di provare dolore perché non erano in grado di esprimerlo. Oggi è noto che qualsiasi essere vivente con un sistema nervoso centrale sviluppato può provare dolore anche se non lo mostra in modo evidente. Pertanto, gli uccelli provano dolore come qualsiasi altro animale.

Perché gli uccelli provano dolore?

La nocicezione funziona negli uccelli in modo simile a quello dei mammiferi. Gli studi dimostrano che ciò che è noto come nidopallium – qualcosa di simile alla nostra corteccia prefrontale – è negli uccelli la struttura cerebrale associata ai processi cerebrali che premettono si sentire dolore. Quando quest’area di tessuto cerebrale si attiva a causa di uno stimolo, gli uccelli provano dolore.

Anatomia del cervello di un uccello.
Fonte: https://featheredape.com

Gli uccelli provano dolore: i tipi di dolore

Nel caso degli uccelli, i tipi di dolore possono essere:

  • Dolore acuto. Dovuto a comportamenti di volo o di difesa, aumento della pressione sanguigna o dei battiti cardiaci. Si può manifestare attraverso vocalizzazioni (che noi interpretiamo come “urla”) o respirazione accelerata.
  • Dolore cronico. Si può manifestare con la perdita di appetito, letargia, posture atipiche e soprattutto mancanza di pulizia del piumaggio.

Medicina analgesica e anestetica

L’analgesia è l’insensibilità al dolore (dovuta a lesioni o provocata da analgesici), mentre l’anestesia è la rimozione di ogni sensibilità al dolore. Entrambe, per motivi etici, si utilizzano in quelle situazioni in cui c’è sofferenza fisica.

Tuttavia, non si utilizzano solo come strumenti contro il dolore. Si usano anche per contrastare lo stress che può essere causa di patologie o, a volte, di mortalità. A maggior ragione se si tratta di un uccello selvatico che non è abituato al contatto con gli umani.

Esami come i raggi X, i test oftalmici o la semplice manipolazione possono essere molto stressanti per gli uccelli. Pertanto, l’uso dell’anestesia durante l’esame di un uccello può aiutare a ridurre lo stress dell’animale e le sue conseguenze.

Come procedere in clinica

Prima di utilizzare dei farmaci analgesici o anestetici, bisogna assicurarsi delle condizioni fisiche dell’animale. In seguito, bisogna trovare la causa del dolore e cercare di eliminarla.

Dopo aver visitato l’uccello, si sceglierà il mix di farmaci più appropriato. Bisogna tenere presente che non tutti gli uccelli rispondono ai farmaci allo stesso modo.

Uccelli e anestesia

Quando si effettua un’anestesia, ci sono delle differenze importanti tra uccelli e mammiferi che devono essere prese in considerazione. Ad esempio:

  • La trachea degli uccelli è costituita da anelli chiusi, cosa che limita la sua capacità di espansione. Pertanto, l’anestesia endotracheale non è la più consigliata perché potrebbe causare sanguinamento o la rottura degli anelli tracheali.
  • Gli uccelli non hanno l’epiglottide, ciò può causare delle aspirazioni indesiderate durante la rimozione del tubo. Tuttavia, l’anestesia endotracheale si utilizza nella maggior parte degli interventi chirurgici effettuati in anestesia generale.
  • In alcune cliniche veterinarie si preferisce l’uso di maschere adatte alle dimensioni dell’uccello per l’anestesia per inalazione. Sebbene l’uso di gas anestetici non sia altrettanto efficacie, in questa maniera si evitano i problemi derivanti dall’intubazione.
  • I polmoni degli uccelli sono collegati a delle sacche d’aria distribuite nella loro cavità celomatica.
Sistema respiratorio degli uccelli.
Fonte: https://aves.paradais-sphynx.com
  • Alcune sacche d’aria sono collegate con le ossa pneumatiche: omero, femore, ecc. Questo è un aspetto che si deve tenere in considerazione durante gli interventi chirurgici effettuati sugli uccelli.

La frattura di un osso pneumatico produce dei danni all’epitelio respiratorio e la possibilità che una parte dei gas anestetici vada persa.

Fasi dell’anestesia e comportamento dell’uccello

Se possibile, il monitoraggio dell’anestesia deve essere più rigoroso negli uccelli che nei mammiferi. In questo senso, è molto utile sapere quanto segue:

  • Induzione. Devono essere presenti tutti i segni vitali. L’uccello si sta per addormentare e la sua respirazione varierà a seconda dello stato di eccitazione prima dell’intervento. A poco a poco, si rilasserà senza opporre resistenza.
  • Fase dell’anestesia lieve. I riflessi si attenuano, non ci sono movimenti volontari e l’uccello non risponde più ai cambiamenti di posizione. Tuttavia, potrebbe mostrare dolore in caso di spiumatura delle piume. La respirazione è veloce, ma profonda. È la fase dell’anestesia in cui si possono effettuare degli interventi indolore di minore importanza.
  • Anestesia media. I riflessi scompaiono quasi del tutto ed il rilassamento muscolare è totale. I respiri sono lenti e regolari. È la fase dell’anestesia in cui si può procedere con l’operazione chirurgica.
  • Anestesia profonda. Nessun riflesso. La respirazione è appena accennata e a volte intermittente. Le pupille si dilatano. Si consiglia solo per interventi di emergenza o di estrema gravità.

Terminati l’intervento e l’anestesia, bisogna monitorare le condizioni dell’uccello fino a quando i suoi riflessi ed i suoi segni vitali non torneranno alla normalità. Inoltre, bisogna mantenere l’analgesia se è presente qualsiasi segno di dolore. Perché ora lo sappiamo, anche gli uccelli provano dolore.

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