6 guardiani uccisi per difendere i gorilla

6 guardiani uccisi per difendere i gorilla

Ultimo aggiornamento: 10 maggio, 2018

Esistono ancora delle persone buone che lottano per proteggere i diritti degli animali selvatici. Purtroppo, però, spesso pagano a caro prezzo il loro coraggio. In questo articolo vi parleremo del Parco Nazionale Virunga. Qui, nella più antica area protetta in Africa, sono stati sei i guardiani uccisi, mentre difendevano i gorilla.

I guardiani uccisi cercavano di proteggere i gorilla

La notizia di cronaca ha visto come protagonisti cinque ranger e un autista, che sono stati uccisi in un’imboscata mentre lavoravano per proteggere i gorilla di montagna. I leggendari primati che vivono nelle impenetrabili foreste del Congo, dell’Uganda e del Ruanda. Questi animali sono stati protagonisti di molti studi e perfino film. Sono una delle specie selvagge più interessanti e remote, ancora esistenti al mondo.

Le guardie del parco Virunga furono istituite a protezione degli animali della riserva. E fu grazie allo sforzo e alla tenacia di Dian Fossey che le pattuglie contro i bracconieri iniziarono ad essere veramente efficaci. Gli scontri sono frequenti, con vittime da entrambe le parti.

Virunga: un parco pericoloso per chi difende gli animali

Non è la prima volta che si verificano crimini di questo tipo. Negli ultimi 20 anni più di 170 guardie forestali e altri attivisti e volontari sono morti. Probabilmente il caso più noto è quello della primatologa Dian Fossey, che è stata trovato morta nel suo centro, con evidenti ferite procurate da un machete.

Nell’agosto del 2017, altre cinque guardie vennero uccise dalle milizie, questa volta per via di un’imboscata premeditata e diretta esclusivamente ai lavoratori di questo parco naturale, dedicato a proteggere i gorilla e altre specie animali del parco.

Queste guardie sono pienamente consapevoli dei terribili pericoli connessi alla loro professione, ma nonostante ciò si impegnano per la causa e sono pronti a tutto pur di proteggere i gorilla e il paradiso naturale che li ospita. Il parco ha un enorme impatto sulla ricchezza e sul futuro dell’area, motivo per cui sono considerati autentici eroi dalla gente del posto.

una riserva africana destinata ai gorilla con due guardiani

Questa enorme consapevolezza è sorta grazie al lavoro di Dian Fossey. Molte delle guardie che attualmente lavorano nel parco, sono figli di bracconieri e cacciatori che cacciavano gorilla, scimpanzé e altri animali, per venderli sul mercato nero. Ora, le nuove generazioni non esitano a combattere per difendere il loro tesoro nazionale.

I pericoli del Virunga: bracconieri, guerre e coltan

Sebbene il bracconaggio sia una delle cause principali del problema, dobbiamo ricordare che il parco del Virunga, con i suoi vulcani dormienti, è vicinissimo a una delle guerre più sanguinose che l’umanità abbia mai conosciuto.

I conflitti che, dalla fine degli anni ’90 ad oggi, stanno avendo luogo in Congo, hanno causato 8 milioni di morti, mettendo a rischio l’ecosistema dell’Africa Centrale. Purtroppo, sono strettamente correlati al controllo delle miniere di coltan, un minerale prezioso che viene impiegato nella produzione di computer e smartphone.

Il bracconaggio è sempre più controllato in quest’area naturale e, nel caso dei gorilla e di altri primati, è stato ridotto praticamente a zero. Sfortunatamente, è ancora un modo per ottenere cibo da parte dei guerriglieri, obbligati a combattere in condizioni estreme.

un gorilla che urla con la bocca aperta visto dal basso

Il portavoce del parco Virunga, Joel Malembe, ha riferito che l’incidente dei 6 guardiani uccisi è avvenuto tra Ishasha e Lulimba, vicino al confine con l’Uganda. Si sospetta che i membri delle milizie irregolari Mai Mai siano stati gli autori dell’attacco.

Queste morti sono la punta dell’iceberg del conflitto di una guerra che sembra non voglia terminare mai e che allontana molteplici vie di finanziamento per il parco naturale. Inoltre, lo sfruttamento del petrolio è un altro dei pericoli che minacciano queste foreste, al punto che le compagnie occidentali hanno esercitato pressioni per iniziare a trivellare in diverse aree del parco, con l’obiettivo di sfruttarle economicamente.

Nessuno conosce i nomi dei sei guardiani uccisi per difendere i gorilla. Il loro sacrificio deve essere ricordato e onorato, affinché serva da esempio. Hanno dato la vita per proteggere gli ultimi esemplari di gorilla di montagna, mentre in Congo continuano a divampare le fiamme di un conflitto di cui, in Occidente, si sente parlare poco o nulla.

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