I ratti che stanno radendo al suolo le Isole Chagos

5 Febbraio 2019
Non solo questa specie invasiva danneggia le scogliere, ma ha anche fatto in modo che alcuni animali marini scomparissero da alcuni arcipelaghi, come le Isole Chagos, per cibarsi delle cucciolate e delle uova.

L’Arcipelago delle Isole Chagos è un insieme di 55 isole dell’Oceano Pacifico, e si trova tra l’Africa, il Medio Oriente e l’Asia.

Nonostante la sua bellezza naturale e l’assenza di persone, la biodiversità di questa zona sta venendo distrutta dai ratti che hanno portato gli europei nel XVIII secolo.

L’Arcipelago delle Isole Chagos è noto per essere stato motivo di disputa tra le nazioni per secoli: le guerre napoleoniche e la Guerra Fredda sono solo alcuni degli eventi.

A metà del XX secolo sono stati espulsi dalla zona alcuni dei suoi ultimi abitanti per stabilirci una base militare.

Questi residenti, conosciuti come Chagossiani, sono stati gli schiavi portati per lavorare nelle piantagioni di cocco, e sono arrivati accompagnati da dei “clandestini”: i ratti, una delle specie invasive più dannose.

I ratti nelle Isole Chagos

Nonostante attualmente questo arcipelago sia un luogo protetto, è invaso dai ratti: di 55 isole, 37 sono popolate da questi piccoli mammiferi.

I topi non sono originari delle Isole Chagos. Nonostante ciò, si sono impossessati di alcune di queste.

specie di uccelli in acqua

Per questo, gli uccelli marini minacciati dal cambiamento climatico e dalla plastica, devono affrontare anche un altro problema: la presenza di una specie invasiva nel loro habitat.

Secondo dei ricercatori dell’Università di Lancaster, le differenze tra le isole sono brutali, e mentre in alcune la quantità di uccelli marini è enorme, in altre sono spariti. 

Senza dei predatori naturali, i ratti hanno invaso le isole e hanno iniziato a cibarsi delle uova e della prole di questi animali.

Le conseguenze dell’invasione dei ratti

Questa ricerca, che ha come obiettivo quello di analizzare la biodiversità in 12 di queste isole, ha avuto dei risultati impressionanti: le isole in cui ci sono i ratti presentano 750 uccelli in meno rispetto a quelle che non sono state colonizzate da questi roditori.

 Gli uccelli migratori hanno smesso di visitare questo arcipelago.

Si parla principalmente di animali come i pellicani, in grado di immergersi nell’acqua e di nuotare. 

Le fregate e le rondini di mare trovano in queste isole un ambiente molto favorevole per loro, ma purtroppo è fortemente minacciato.

Tuttavia, non solo gli uccelli sono a rischio.

Senza di loro, anche altri esseri viventi stanno morendo, poiché i nutrienti presenti nelle feci degli uccelli sono molto importanti per le barriere coralline.

pesci nella barriera corallina

Anche se sembra incredibile, le isole senza uccelli si stanno circondando di un terreno marino nel quale la vita sta scomparendo a causa dei ratti.

Intorno alle isole invase da questi roditori, si trovano la metà dei pesci rispetto a quelle in cui non ce ne sono.

Secondo l’equipe di Nicholas Graham, l’autore principale dello studio, le deposizioni del Ciclo dell’azoto sono 250 volte minori nelle isole con i ratti, e si tratta di uno dei principali cicli che danno vita al nostro pianeta e che sembra stia scomparendo nell’Arcipelago delle Isole Chagos.

Possibili soluzioni all’invasione dei ratti nelle Isole Chagos

Questo è un esempio in più di come l’estinzione della fauna non è un semplice motivo di tristezza, ma anche di preoccupazione per il possibile collasso di interi ecosistemi dai quali gli esseri umani e molte altre specie dipendono.

Al giorno d’oggi tutta l’attività umana, sia vitale che economica, racchiude questi flussi di nutrienti e di energia, quindi si tratta di un’ulteriore prova di come la perdita di alcune specie renderà molto difficile la vita alle persone.

Gli autori dello studio propongono la derattizzazione delle isole per preservare la ricchezza della flora e della fauna

Questo processo finora è stato realizzato solo in una delle isole, ma i ricercatori stanno cercando di promuoverlo anche nel resto.