Il pesce tigre: titano africano d'acqua dolce

Il pesce tigre è una specie d'acqua dolce tipica dell'Africa meridionale. Per i sudafricani, questo animale possiede un alto valore ecologico, economico e sociale.
Il pesce tigre: titano africano d'acqua dolce

Ultimo aggiornamento: 07 settembre, 2020

“Pesce tigre” è il nome che si utilizza per riferirsi, in generale, a una specie di pesci di acqua dolce del genere Hydrocynus. A causa della sua ferocia, il pesce tigre è considerato l’equivalente africano del piraña sudamericano.

Le specie del genere Hydrocynus sono caratterizzate da grandi denti affilati, corpi muscolosi e strisce tipiche da “tigre”, dalle quali ricevono il loro nome. Spesso, questi predatori cacciano in branchi composti da numerosi individui.

Le specie di pesce tigre africano

Il genere di pesci Hydrocynus appartiene all’ordine dei caraciformi ed è endemico dell’Africa. Fino a ora sono note sei specie esistenti: H. brevis, H. forskahlii, H. somonorum, H. tanzaniae, H. goliath e H. vittatus.

Il pesce adulto di ogni specie presenta dimensioni differenti. La specie più piccola, H. tanzaniae, possiede dimensioni massime di circa 25 centimetri, mentre per la più grande, H. goliath, sono stati osservati soggetti di 133 centimetri.

D’altra parte, la specie più diffusa è H. vittatus, che abita l’intera Africa e tutti i suoi principali sistemi fluviali. Esistono altre specie di pesce tigre che prosperano nel continente africano: Hidrocynus brevis (Sudan), Hydrocynus forskahlii (Africa del nord) e Hydrocynus tanzaniae (Tanzania).

Gli abitanti dei dintorni del bacino del fiume Congo, unico luogo in cui vive la specie di pesce tigre di maggiori dimensioni, H. goliath, chiamano il gigante M’Benga, che significa “il pesce pericoloso” in un dialetto swahili.

Per garantire la sopravvivenza del pesce tigre, le autorità incoraggiano la pesca di cattura e liberazione.

Come si riconosce un pesce tigre?

Indubbiamente, il pesce tigre africano rappresenta il gruppo di specie maggiormente carismatico tra quelli che vivono negli ecosistemi di acqua dolce. Si tratta di pesci dalle squame grandi e dalle pinne che presentano zone di colore giallo e rosso sangue, con bordi neri e protuberanze caudali profonde e di notevoli dimensioni.

Tra i suoi tratti più caratteristici troviamo i denti grandi, protuberanti e acuminati. Inoltre, tutte le specie possiedono denti di riserva incassati in cavità che si trovano all’interno delle ossa mascellari.

Inoltre, il pesce tigre possiede strisce laterali scure che percorrono il suo corpo dalla testa alla coda. Ogni specie presenta caratteristiche peculiari. Nelle righe che seguono vi descriviamo le caratteristiche che contraddistinguono le due specie più importanti.

1. La specie maggiormente diffusa e numerosa è H. vittatus

Si tratta della specie più conosciuta tra quelle appartenenti a questo genere e della seconda per dimensioni. Il suo corpo è magro e allungato e presenta una pinna caudale profondamente biforcuta.

Inoltre, le sue squame sono grandi, iridescenti e argentate e sembrano presentare una tonalità dorata. In questa specie, le linee scure laterali sono molto ben definite. Il numero di denti corrisponde, generalmente, a otto.

In merito alla sua diffusione, è possibile trovarne esemplari in tutta l’Africa, nei fiumi Congo, Zambesi e Okavango, nei sistemi fluviali costieri a sud del basso Zambesi e nel lago Tanganica.

2. Hydrocynus goliath o pesce tigre golia: la specie più grande del genere

Secondo le notizie disponibili, sono stati identificati esemplari di questa specie lunghi di più di 1,5 metri e con un peso compreso tra i 50 e i 70 chilogrammi. I suoi denti sono ben distanziati lungo la mandibola. In media, ognuno di essi può crescere fino a un pollice (2,54 cm) di lunghezza.

Per quanto riguarda la colorazione, negli esemplari giovani è spesso pallida. Anche negli adulti, le strisce del corpo sono molto sottili o inesistenti, e presentano una tonalità argentata. Inoltre, lo loro pinne sono color bronzo o marrone. Negli esemplari di grandi dimensioni, la pinna caudale inferiore, quando supera i 15 cm di lunghezza, è generalmente di colore rosso.

Oltre che per le sue magnifiche dimensioni, questa specie si distingue perché il profilo dorsale della testa è dritto. In base alle dimensioni, la dentizione presenta 12-20 denti nella mandibola superiore e 8-14 in quella inferiore. Questa specie feroce rappresenta uno dei pesci più ricercati in Africa, ed è endemica del bacino del fiume Congo.

I pesci tigre sono caratterizzati dai loro denti lunghi e affilati e dal fatto che la loro mandibola possiede una serie di denti di riserva, destinati a sostituire qualunque dente possa venire perduto o rotto.

Dieta

Il pesce tigre è un feroce predatore che non presenta particolari esigenze quando si tratta di nutrirsi: attacca qualunque oggetto in movimento che sia più piccolo di lui. Infatti, c’è chi ritiene che la sua attività possa essere responsabile del ritardo nella speciazione dei pesci di acqua dolce africani.

Accade spesso che i pesci tigre che hanno dimensioni simili caccino in banchi, mentre i più grandi cacciano da soli. Spesso è possibile vederli impegnati in attività frenetiche mentre si avventano su specie di pesci più piccoli. È stato anche dimostrato che sono cannibali.

In base alle analisi condotte sul contenuto dello stomaco, sappiamo che il pesce tigre preferisce prede le cui dimensioni siano inferiori o uguali al 40% delle sue, anche se in alcune occasioni è stato osservato avventarsi su prede più grandi.

Gli esemplari più grandi di pesce tigre cacciano da soli.

Stato di conservazione del pesce tigre

Il pesce tigre riveste un’enorme importanza ecologica ed economica per la regione. La conservazione del pesce tigre all’interno dei suoi habitat fluviali africani costituisce una priorità per numerose autorità marittime.

Attualmente, le autorità promuovono la pratica della pesca di cattura e liberazione, allo scopo di garantire la sopravvivenza futura delle popolazioni di pesce tigre.

Secondo alcuni esperti, i principali fattori che minacciano il pesce tigre sono: la degradazione dell’habitat, l’eccessivo sfruttamento dovuto alle attività di pesca e l’inquinamento ambientale.

La buona gestione di questo pesce dipende dalle conoscenze che riusciamo a ottenere in merito a queste specie. A questo scopo, è necessario superare le difficoltà che riguardano la raccolta di dati in luoghi remoti.

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