Il tetano nei cavalli

· 21 luglio 2018
Questa malattia, sebbene poco frequente e facile da prevenire, provoca diverse morti tra gli equini.

Anche se tale malattia colpisce diverse specie, il tetano nei cavalli è particolarmente preoccupante a causa della sensibilità di questa specie alle tossine che genera questa malattia.

Oggi parleremo del tetano nei cavalli.

Tetano nei cavalli: cos’è?

Il tetano è una malattia prodotta dal Clostridium tetani, un batterio particolarmente resistente le cui spore si mantengono fino a 30 anni. Questo batterio e le sue tossine sono particolarmente pericolosi quando la loro attività penetra sotto la pelle e attraversa i tessuti. Per questo le persone prestano particolare attenzione agli oggetti appuntiti in metallo.

Questo batterio, che causa il tetano nei cavalli e in altre specie, può trovarsi non solo in oggetti arrugginiti ma anche nel suolo e nella terra, specialmente dove sono presenti materie organiche.

Compare anche in modo naturale nel tratto gastrointestinale di molte specie come l’essere umano o i cavalli, anche se lì non è pericoloso.

Tetano: quali specie colpisce?

Il tetano non è una malattia che colpisce solo i cavalli: tutte le specie di mammiferi rischiano di soffrirne. Tuttavia il tetano nei cavalli è molto più pericoloso che in altre specie, in quanto gli equini sono molto più suscettibili.

Ciò l’ha resa una delle principali malattie del cavallo che, sebbene poco frequente e semplice da prevenire, causa centinaia di vittime anche tra altri equini, come asini e muli

Vaccino per il tetano nei cavalli

Sebbene si tratti di una malattia più frequente nei climi caldi e durante i mesi più afosi, la sua ricorrenza in climi e periodi più freddi non risulta particolarmente ridotta, pertanto il tetano nei cavalli è un rischio tutto l’anno.

Come si ammalano i cavalli?

Le spore di questo batterio penetrano solitamente in ferite profonde e contaminate, pertanto, esattamente come negli esseri umani, il tetano nei cavalli compare in seguito a ferite causate da oggetti appuntiti e sporchi, come ad esempio chiodi e fil di ferro.

Il tetano nei cavalli viene trasmesso a velocità diverse a seconda della natura della ferita. Può presentarsi dopo pochi giorni dalla ferita o fino a tre settimane dopo.

Tale malattia può anche essere causata da interventi veterinari maldestri, come castrazioni o iniezioni con materiali non sterilizzati, o anche a causa di problemi o complicazioni durante il parto.

Il tetano nei cavalli si sviluppa dunque nelle ferite in cui sussistono le condizioni ideali affinché le spore germoglino e formino batteri. Questi, a loro volta, producono due esotossine: la tetanolisina e la tetanospasmina.

Quali sono i sintomi del tetano nei cavalli?

Queste tossine hanno un’importante missione nella sintomatologia del tetano nei cavalli e in altre specie. La tetanospasmina è un agente tossico conosciuto come neurotossina che danneggia i nervi periferici, cosa che porta a contrazioni muscolari incontrollabili.

Zampa di cavallo

Il tetano nei cavalli porta gli animali ad aumentare la loro risposta a stimoli esterni, come luce o rumori. Le contrazioni già menzionate, invece, portano l’animale ad essere più rigido e a consumare più energia mentre si disidrata.

La paralisi laringea può produrre rigurgiti, mentre in altri casi può sfociare in una colica, una delle principali malattie del cavallo.

Il cavallo cade, non riuscendosi più a rialzare e finendo per morire di asfissia a causa della paralisi dei muscoli che partecipano alla respirazione.

Si può curare il tetano nei cavalli?

Il tetano nei cavalli si può prevenire abbastanza facilmente tramite vaccinazione. Se non si è sicuri del fatto che il cavallo sia stato vaccinato o meno, è importantissimo applicare il vaccino il prima possibile.

Il vaccino del tetano richiede una seconda dose di rafforzamento un mese dopo l’applicazione della prima dose e un’altra dopo sei mesi. Successivamente si può realizzare con una periodicità annuale. Bisogna vaccinare anche le giumente gestanti un mese prima del parto.

Nel caso in cui questa malattia si verifichi in un animale non vaccinato, il trattamento potrebbe non essere efficace. In molti casi, infatti, il vaccino non fa effetto in tempo e l’animale muore. Pertanto la prevenzione rimane il trattamento più efficace.