La tigre della Tasmania e la sua misteriosa estinzione

23 agosto, 2020
La tigre della Tasmania è un animale estinto con una morfologia e un comportamento simile alla iena e al suo parente più prossimo, il diavolo della Tasmania.

La tigre della Tasmania è conosciuta anche con nomi diversi come lupo marsupiale o lupo della Tasmania. Fu un mammifero marsupiale che abitò la terra fino al XX secolo.

Questo curioso animale era originario dell’Australia, della Tasmania e della Nuova Guinea ed era l’ultimo membro vivente del genere Thylacinus. Le prime testimonianze fossili di questa specie risalgono all’Olocene, mentre i suoi parenti sono apparsi addiruttura durante il periodo precedente, il Miocene.

L’estinzione della tigre della Tasmania iniziò in Australia. Tuttavia la specie fu in grado di sopravvivere insieme al diavolo della Tasmania, che è il suo parente vivente più prossimo.

Questo animale estinto era un super predatore, proprio come i lupi placentari, ma essendo un marsupiale non aveva alcuna relazione filogenetica con i canidi.

Tuttavia, grazie a processi evolutivi convergenti, presentava un aspetto e taluni adattamenti tassonomici simili ai lupi. Cioè, questi due animali si sono evoluti in maniera indipendente, ma avendo entrambi gli stessi stili di vita e di caccia, hanno sviluppato degli adattamenti morfologici molto simili tra loro. Scopriamo insieme le caratteristiche della tigre della Tasmania.

Caratteristiche della tigre della Tasmania

Morfologia

Nonostante si sia estinta, la tigre della Tasmania rappresenta uno dei pochi casi in cui è stato possibile realizzare una registrazione morfologica prima della sua scomparsa. Questo perché è sopravvissuta durante l’epoca moderna.

  • Era un animale con una coda rigida simile a quella dei canguri, con una sorta di cresta sulla punta negli esemplari giovani.
  • Le misure degli adulti variavano tra i 100 e i 180 centimetri di lunghezza, 60 cm di altezza e pesavano tra i 20 e i 30 chili.
  • La sua pelliccia era corta, spessa e liscia, di colore marrone e giallo, con 13-21 strisce distribuite tra la schiena, il busto e la coda, più marcate nei giovani.
  • Aveva orecchie arrotondate e dritte, di circa 8 centimetri.
  • La tigre della Tasmania era caratterizzata da un certo dimorfismo sessuale, con le femmine che presentavano un marsupio con 4 seni. Questo dimorfismo sessuale era presente anche nelle dimensioni.
  • Le sue mascelle erano potenti, con un ampio angolo di apertura giustificato dalla sua natura di predatore.
  • Le zampe posteriori avevano 4 dita, invece di 5 come quelle anteriori, ed erano retrattili.

Talvolta la tigre della Tasmania viene paragonata alla iena per la sua postura e il comportamento in generale.

Disegno che raffigura una tigre della Tasmania in bianco e nero.


Comportamento

Per quanto riguarda il comportamento della tigre della Tasmania, non abbiamo molte informazioni a disposizione, perché è stata osservata solo in cattività e durante il giorno, dato piuttosto ironico dato che si trattava di un animale notturno.

Pertanto, i dati sul suo comportamento in natura sono scarsi e aneddotici, e sono sempre stati estrapolati dall’osservazione del comportamento del diavolo della Tasmania.

Questa tigre si aggirava in un raggio compreso tra i 40 e gli 80 chilometri nel suo habitat naturale, ma non era territoriale. Cacciava durante al tramonto e di notte. Durante il giorno si rifugiava nelle grotte o nei tronchi degli alberi, nei boschi o sulle colline.

I primi osservatori di questo animale hanno descritto il comportamento della tigre della Tasmania come:

  • Timido in presenza degli esseri umani, anche se alcuni esemplari si sono mostrati più propensi ad avvicinarsi. Gli aborigeni australiani hanno affermato di averne visto alcune nuotare di tanto in tanto.
  • Quando stava per cacciare, pare che la tigre della Tasmania emettesse una serie di latrati gutturali, probabilmente per comunicare con gli altri membri del gruppo. Faceva anche dei grugniti e sibilava quando era nervosa, e talvolta sbadigliava in senso di minaccia.

Per cacciare si serviva della vista e dell’olfatto. Infatti, gli scienziati che hanno studiato i resti fossili, hanno notato che questi due sensi erano molto sviluppati.

La stagione riproduttiva durava tutto l’anno, ma il periodo principale era tra la primavera e l’estate. I piccoli venivano trattenuti nel marsupio della madre fino a 3 mesi dopo la nascita. Una volta cresciuti, rimanevano nella grotta mentre la madre usciva a cacciare, fino a diventare abbastanza grandi da farlo da soli.

Gli studi realizzati in cattività hanno scoperto che la tigre della Tasmania era goffa quando camminava, pesino incapace di correre. D’altra parte, pare che fosse capace di saltare su due zampe come un canguro.

Rappresentazione a colori di una tigre della Tasmania.


Di cosa si nutriva la tigre della Tasmania?

La tigre della Tasmania era carnivora. Il suo stomaco era caratterizzato da un ampio strato di muscoli capaci di contrarsi, probabilmente un adattamento per poter accumulare grandi quantità di cibo per lunghi periodi di tempo.

Le sue prede erano canguri, wallaby, wombidae, uccelli e ratti canguri.

L’estinzione della tigre della Tasmania

La tigre della Tasmania si estinse circa 80 anni fa: l’ultimo esemplare morì in cattività nel 1936. La caccia di questo animale in Australia ha favorito la sua estinzione. Tuttavia, recenti studi scientifici hanno dimostrato che la tigre della Tasmania era destinata all’estinzione, come dimostrato dai dati sul  suo DNA.

Potrebbe risultare scioccante, ma è stato scoperto che la diversità genetica delle popolazioni di questo animale mostrava un modello di drastico declino anche prima dell’inizio della sua caccia.

Questa diminuzione della variabilità genetica a lungo termine, in natura traduce in una maggiore vulnerabilità ai cambiamenti dell’ambiente, che a sua volta provoca l’estinzione.

Estudios científicos, PLOS ONE. Recogido a 24 de Abril en https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0168993

Estudios científicos recientes, Nature, Ecology & Evolution. Recogido a 24 de Abril en https://www.nature.com/articles/s41559-017-0417-y