Le nutrie: luogo di origine e alimentazione

22 dicembre, 2020
Le nutrie sono dei roditori di grandi dimensioni e dal carattere pacifico: scoprite che cosa le rende così interessanti e dove è possibile trovarle al giorno d'oggi.

Le nutrie (Myocastor coypus) sono animali altamente socievoli. Preferiscono vivere in gruppi familiari con un numero di membri compreso tra 2 e 12. I gruppi sono composti da un maschio adulto e diverse femmine, con i rispettivi cuccioli.

Sono animali semi-acquatici. Ecco perché le loro capacità natatorie sono particolarmente sviluppate. In media, una nutria può rimanere sotto acqua per più di 10 minuti.

Le nutrie sono una specie dalle abitudini notturne. Durante la notte, questi animali si dedicano a nuotare, alimentarsi e strigliarsi. Proprio come gli altri roditori di grandi dimensioni, le nutrie trascorrono una discreta quantità di tempo a mettere in ordine il proprio aspetto.

La cura di sé e l’alimentazione vengono praticate su piattaforme specificamente create per questo scopo. Queste piattaforme vengono costruite in gruppo dalle nutrie, che a questo scopo utilizzano la vegetazione disponibile.

Tuttavia, i Myocastor coypus non vivono su queste piattaforme. Per riposarsi e rifugiarsi, le nutrie preferiscono utilizzare delle tane poste in prossimità dell’acqua.

Questi cunicoli possono essere costituiti da uno o più locali,collegati tra loro da un sistema di tunnel. Secondo numerosi esperti, molti di questi tunnel che mettono in comunicazione i locali presentano una lunghezza superiore ai 15 metri.

Nutria sull'acqua.

Luogo di origine delle nutrie

Le nutrie sono animali originari dell’America del Sud. Al giorno d’oggi, questa specie è presente soprattutto nel sud della Bolivia e del Brasile e nella Terra del Fuoco settentrionale.

Durante il XIX secolo, le nutrie vennero portate in Europa e in Asia a scopo di allevamento, proprio come nel caso di visoni ed ermellini. In questo modo, sarebbe stato possibile commercializzare su vasta scala le loro pellicce.

Tuttavia, le nutrie sono animali estremamente intelligenti. Riuscivano costantemente a fuggire dagli allevamenti. A causa di queste fughe di massa, esistono vaste comunità selvatiche che vivono in Europa, Asia e America del Nord.

Le nutrie, proprio come altri roditori di grandi dimensioni, preferiscono vivere in climi caldi ma freschi. Quindi, risiedono vicino a riserve di acqua dolce, come laghi e fiumi dalle correnti lente.

Preferiscono le coste dotate di vegetazione fitta e abbondante, ma non troppo alta. A causa della loro dieta erbivora, si trattengono nei pressi della vegetazione acquatica.

La loro dieta è principalmente composta da radici, fusti e foglie di vegetazione di medie dimensioni, come le felci. A volte si cibano di corteccia e preferiscono sempre la vegetazione acquatica.

Le nutrie seguono una dieta erbivora.

Riproduzione e comportamento

Le nutrie possiedono un sistema riproduttivo poligamico e altamente complesso. Quando si accoppiano, i partner si separano immediatamente dopo e la femmina passa sotto la protezione di un’altra famiglia.

Il periodo di gestazione delle nutrie è di circa 130 giorni. Dopo questa gestazione, le femmine danno alla luce un numero di cuccioli compreso tra tre e sei. Non possedendo un periodo fisso dedicato alla riproduzione, le nutrie possono accoppiarsi durante tutto l’anno.

Tra i cuccioli, una femmina raggiunge la maturità sessuale a tre mesi di età, mentre i maschi intorno ai cinque mesi. Trascorso questo tempo, sono considerati adulti.

Miyocastor coypus sono molto pacifici. Al giorno d’oggi la loro popolazione non è gravemente minacciata. In natura, le nutrie non sono dei predatori su larga scala e tendono a vivere in comunità piccole e pacifiche.

Purtroppo, dal momento che le loro comunità si spostano costantemente e si rifugiano in tane, in aggiunta al fatto che si tratta di animali notturni, i gruppi di ricerca non sono riusciti a determinare il numero approssimativo della loro popolazione.

Sappiamo che non si trovano in pericolo di estinzione, anche se la loro popolazione sta comunque diminuendo. Questa riduzione è dovuta, principalmente, alla deforestazione e all’inquinamento subiti dai loro habitat naturali.

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