Marà o lepre patagonica: scopriamo tutte le caratteristiche

Nella Patagonia argentina vive un animale che sembra una lepre, però in realtà è un roditore di grandi dimensioni. Stiamo parlando del marà, una specie endemica, monogama ed erbivora che, come i cani, si mette seduta sulle due zampe posteriori, distendendo quelle anteriori.

Marà, una specie endemica della Patagonia

Distribuita in zone semiaride tra il centro e il sud dell’Argentina, la Dolichotis patagonum, conosciuta anche come lepre patagonica, sceglie dei terreni con grandi quantità di erba e di cespugli.

lepre patagonica

Fonte: Rodrigo David

Ecco le sue caratteristiche fisiche:

  • Lunghezza: tra i 60 e i 75 cm.
  • Peso: tra i 9 e i 16 kg.
  • Pelo: folto e di colore marrone grigiastro.
  • Testa: voluminosa, con occhi grandi, orecchie lunghe e un muso schiacciato e arrotondato. Il labbro superiore è spaccato.
  • Zampe: sottili. Quelle posteriori sono più lunghe di quelle anteriori. Presentano quattro dita corte nelle zampe anteriori e tre in quelle posteriori, e dei grandi polpastrelli.
  • Coda: piccola e nascosta dal pelo, e nella parte posteriore non presenta mantello.

Un roditore di grandi dimensioni e monogamo

Di abitudini diurne e gregarie, il marà vive in gruppi composti dai 3 fino a 50 esemplari. E’ un animale monogamo, che vive con un solo partner per tutta la vita. Questa caratteristica favorisce ancora di più la sua riproduzione già di successo.

Per conquistare le femmine, i maschi devono sforzarsi molto e corteggiarle per un tempo prolungato. Le femmine, invece, vanno in calore ogni 3 o 4 mesi, e partoriscono da 1 a 3 cuccioli dopo tre mesi di gestazione.

I piccoli appena nati stanno in una tana comune, costruito dal marà stesso, anche se possono usare quelle realizzate da altri animali, per esempio, dalla viscaccia. I cuccioli vengono accuditi dalle femmine del gruppo.

L’allattamento dura 11 settimane. Le mammelle di questo roditore sono posizionate lateralmente per poter alimentare i cuccioli stando seduto. In questo modo, può tenere sotto controllo la situazione. Ad 8 mesi, il marà può già riprodursi.

Alcune particolarità della lepre patagonica

Se si sente seguito, il marà corre molto velocemente – circa a 60 km/h- e compie dei salti, è per questo che molti lo considerano una lepre. Con un solo movimento può avanzare di circa due metri. Si aiuta con le unghie delle zampe posteriori per darsi la spinta.

In realtà, questo grande roditore è associato anche al porcellino d’india, chiamato anche cavia domestica, poiché le due specie appartengono alla famiglia Caviidae.

Inoltre, questo animale svolge un ruolo fondamentale per il funzionamento degli ecosistemi patagonici. Essendo un erbivoro molto attivo, risulta vitale per la distribuzione dei semi a lunga distanza, attraverso le sue feci.

marà sdraiato in mezzo al prato

Fonte: Rachid H

La lepre patagonica beve pochissima acquaSi idrata attraverso le radici delle piante, che sono fondamentali per la sua dieta.

Una specie in pericolo scelta come animale domestico

Il marà si trova nella categoria “Vulnerabili” della SAREM (Società Argentina per lo Studio dei Mammiferi). Oltre ai principali predatori (puma, uccelli rapaci e qualche specie di volpe), il suo maggior nemico è l’uomo. Ecco i motivi:

  • Estensione delle zone urbane, delle coltivazioni e dei pascoli.
  • Caccia furtiva.
  • Invasione del suo habitat da parte della lepre europea.

D’altro canto, questo roditore si adatta bene alla vita in cattività. Tempo fa era comune vederlo nei giardini zoologici, e si avvicinava senza timore alle persone. Per questo motivo, in molti casi viene adottato come animale domestico. In questa condizione, ha un’aspettativa di vita di più di 10 anni. 

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