Melatonina per cani: possibili effetti secondari

Tra gli impieghi meno conosciuti della melatonina, si segnalano il trattamento dell'alopecia e dell'ansia.
Melatonina per cani: possibili effetti secondari

Ultimo aggiornamento: 03 marzo, 2021

La melatonina è un ormone naturale prodotto dalla ghiandola pineale a partire dall’amminoacido triptofano. Il suo coinvolgimento nella regolazione dei ritmi circadiani l’ha resa uno degli integratori orali di uso più frequente in esseri umani e animali domestici.

Anche se nella maggior parte dei casi viene considerata un mezzo per conciliare il sonno, la melatonina gode di altre proprietà altrettanto importanti. Tuttavia, questa polivalenza funzionale, insieme alla sua origine non sintetica e alla sua facile acquisizione, non devono incoraggiarne un uso eccessivo.

Applicazioni più comuni della melatonina nei cani

  • Disturbi del sonno. Anche se la melatonina non è l’unica sostanza coinvolta nella regolazione del normale schema del sonno, esistono evidenze che indicano che un suo deficit tende a causare insonnia, soprattutto durante la vecchiaia. Per questa ragione, la melatonina può essere di grande aiuto per i cani anziani o anche per quelli che, a causa della presenza di problemi alla vista, non sono in grado di distinguere le ore di luce da quelle di buio.
  • Alopecia. Alcuni studi scientifici hanno verificato la relazione esistente tra questo ormone e il rinnovamento del pelo. La melatonina funziona a livello sia cellulare, negli stessi follicoli piliferi, che centrale, nella regolazione dell’ormone che stimola i melanociti o la prolattina. Questo rapporto nella regolazione della muta è dovuto al fatto che in molti mammiferi è associata al fotoperiodo: un esempio evidente di questo fenomeno è rappresentato dalla caduta del pelo nei visoni, durante le stagioni che presentano un numero di ore di luce più alto.
  • Ansia. Come accade agli esseri umani, lo stress e l’angoscia sono problemi comuni anche negli animali domestici, soprattutto quando questi ultimi si trovano a casa da soli. Avvalendosi delle proprietà sedative di questo ormone, i veterinari possono consigliarne l’uso in situazioni di nervosismo o di fobia, come quelle provocate dalla presenza di temporali.
Cane impaurito che si nasconde.

  • Malattia di Cushing. Generalmente associata alla presenza di tumori benigni nella ghiandola pituitaria, causa uno scompiglio ormonale che porta a un aumento dei livelli di cortisolo. Tra i sintomi che provoca si segnalano la perdita di pelo, la mancanza di appetito e l’insonnia. Per questo motivo, nel contesto di un quadro di gravità lieve, la melatonina rappresenta un’alternativa all’uso di farmaci più aggressivi.

Dosaggio e possibili effetti secondari

Stabilire una dose adeguata di melatonina è fondamentale per evitare la comparsa di disturbi associati all’uso di questa sostanza. A questo scopo, il veterinario prenderà in considerazione le dimensioni del cane e la malattia che deve essere trattata. Inoltre, anche se generalmente viene somministrata per via orale, è possibile che siano consigliate delle alternative, come gli impianti sottocutanei che rilasciano l’ormone in maniera progressiva.

Nel caso, invece, in cui la melatonina sia assunta come integratore, è possibile che venga ingerita insieme al cibo, per evitare che possa essere rigurgitata, mentre il numero di assunzioni dipenderà sia dalla prescrizione che dall’efficacia.

Per quanto riguarda gli impianti, normalmente la loro applicazione tende a essere ripetuta più volte all’anno, occasioni nelle quali è necessario recarsi dal veterinario. Ciononostante, alcuni padroni finiscono per imparare a iniettarli da soli.

Cane che riceve una pillola di melatonina.

Le statistiche indicano che gli effetti secondari associati alla somministrazione di melatonina sono inferiori, quando la via scelta è quella orale. Ciononostante, esiste una serie di possibili reazioni secondarie che vanno al di là della sonnolenza diurna.

Alcune delle reazioni riferite dai padroni consistono in: confusione, prurito, malessere gastrico, disturbi al battito cardiaco, alterazioni nella fertilità e piccoli ascessi (nel caso in cui si tratti di impianti).

Nonostante la presenza di questi effetti negativi, generalmente la responsabilità è attribuibile ai padroni, che tendono a somministrare dosaggi eccessivi. Nell’eventualità in cui si presenti una situazione come questa, è necessario rivolgersi al veterinario, anche se la maggior parte dei problemi che ne derivano sono di natura gastrica.

Come regola generale, valida sia per gli animali domestici che per gli esseri umani, bisogna essere consapevoli che ogni medicinale o integratore deve essere somministrato nelle dosi adeguate. L’origine naturale di una sostanza non la rende esente da un possibile rigetto, che dipenderà dalle condizioni di ogni singolo soggetto.

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