Orso polare: caratteristiche, comportamento e habitat

· 30 marzo 2018

Il superpredatore dell’Artico è uno dei mammiferi terrestri più grandi del mondo, ed è caratterizzato da un manto completamente bianco che gli permette di mimetizzarsi con l’ambiente circostante. In questo articolo vi diremo tutto quello che c’è da sapere sull’orso polare.

Orso polare: caratteristiche e habitat

Insieme al Kodiak, è una delle specie più grandi del pianeta, oltre ad essere considerato un carnivoro predatore che si trova al di sopra di tutta la catena alimentare, tranne che all’uomo.

Il suo nome scientifico è Ursus Maritimus (orso marittimo) per il fatto che è un eccellente nuotatore che passa gran parte della sua vita sommerso sotto le acque congelate del mar glaciale Artico, in cui vive da circa 12.000 anni, secondo i fossili ritrovati.

Le popolazioni più numerose di orso polare si trovano in Canada, (il 60% degli esemplari) in Alaska, in Groenlandia, in Siberia e sull’Isola di Wrangel. Si crede che questa specie derivi dall’orso bruno e che abbia cambiato il colore del suo pelo per via dell’habitat, così come si sono ridotte le dimensioni delle orecchie e della coda per poter mantenere il calore in un luogo così freddo.

Orso polare in mezzo alla neve

Per quanto riguarda la sua fisionomia, presenta alcune differenze rispetto agli altri orsi: le sue zampe sono più sviluppate per poter camminare sulla neve, sul ghiaccio e per nuotare per lunghe distanze. Il muso è più allungato, il manto è più folto e presenta uno strato di grasso aggiuntivo. Anche se non sembra, la pelle dell’orso polare è nera per poter assorbire i raggi del sole ed evitare la perdita del calore corporeo in inverno.

In media, i maschi adulti possono misurare 2,6 metri e pesare circa 500 kg, mentre le femmine sono alte 2 metri e pesano 250 kg, sebbene prima di partorire accumulino più grasso, raggiungendo lo stesso peso dei maschi.

Orso polare: comportamento e alimentazione

L’orso polare è l’Ursus più carnivoro di tutti, per il fatto che nel luogo in cui vive non crescono le piante, solo qualcuna durante il periodo estivo. Le sue prede preferite sono i cuccioli di foca e di beluga, ma può nutrirsi anche di trichechi e di uccelli marini, come gli Uria.

Un orso adulto può mangiare fino a 30 kg di cibo al giorno e non beve acqua, poiché è acida e salata nel mar glaciale Artico, quindi per idratarsi usa il sangue delle sue prede.

La tecnica di caccia è la seguente: fa dei buchi tra i blocchi di ghiaccio e quando l’animale marino sale in superficie per respirare, lo cattura. Nel caso di animali terrestri, gira discretamente intorno alle colonie e ai nidi.

Nonostante sia abbastanza solitario, ha alcuni “amici”, come le volpi e i lupi, che approfittano della ferocia dell’orso e della sua bravura nella caccia per mangiare le carogne che lascia sul suo cammino.

L’orso polare non va in letargo, ad eccezione delle femmine incinte, e mantiene le sue abitudini nonostante il freddo estremo e l’oscurità della regione. Per quanto riguarda la riproduzione, è l’unico momento in cui gli esemplari della specie si riuniscono e si comportano in maniera amichevole.

Tra aprile e maggio si accoppiano. Tuttavia, le femmine “conservano” gli ovuli fecondati. Questa capacità è nota come implantazione differita, affinché gli ovuli si sviluppino a partire da settembre e, nel frattempo, le madri immagazzinano tutto il grasso possibile.

famiglia di orsi polari

Le madri cercano dei rifugi in inverno, e danno alla luce fino a due cuccioli in un luogo che loro stesse scavano nel ghiaccio. Durante la gravidanza e la nascita, le femmine si nutrono del grasso accumulato; recuperano i kg persi durante l’estate.

Appena nati, i piccoli sono ciechi, non hanno i denti e pesano 700 grammi, e inoltre non sanno badare a se stessi fino ai 5 mesi di età. A partire da questo momento, la madre gli insegna a localizzare il cibo, a cacciare e a sapersi difendere dai maschi adulti, poiché nei periodi in cui scarseggia il cibo, potrebbero nutrirsi di loro.

Dopo essere stati per due anni con la madre, i cuccioli si allontanano, e a circa 4 anni di età maturano sessualmente.