Rio delle Amazzoni, il fiume più vivo della Terra

· 23 ottobre 2018
Si stima che circa il 60% di tutte le specie del pianeta viva proprio nella foresta pluviale amazzonica e che il 30% di queste specie sia ancora sconosciuto alla comunità scientifica.

La regione dell’Amazzonia possiede una delle più ricche biodiversità del nostro pianeta. Il Rio delle Amazzoni, il più grande fiume conosciuto, è la base di uno degli ecosistemi più diversificati. E’ la casa di milioni di specie di animali e piante, molte ancora da scoprire. Oggi parleremo della biodiversità del Rio delle Amazzoni. 

Geografia e climatologia dell’Amazzonia

Il Rio delle Amazzoni si è originato circa 10 milioni di anni fa. L’evoluzione della flora e della fauna della regione amazzonica, tuttavia, va fatto risalire a prima. Quando il movimento delle placche tettoniche originò la catena montuosa delle Ande, ben 20 milioni di anni fa.

Ciò è confermato da uno studio realizzato dal gruppo internazionale del Consiglio superiore per la ricerca Scientifica (CSIC). Si è lavorato per formulare nuove teorie utili a spiegare la complessità e l’origine della ricchezza biologica dell’Amazzonia.

Ricordiamo che, con il termine Amazzonia, viene definita una vasta regione che comprende la parte centrale e settentrionale del Sud America e include la foresta tropicale del bacino amazzonico. La sua estensione è di 7 milioni di chilometri quadrati.

Rio delle amazzoni con alcune ninfee

L’Amazzonia si trova nella cosiddetta zona di convergenza intertropicale, una regione in cui gli alisei dell’emisfero settentrionale convergono con quelli dell’emisfero australe.

La particolare posizione e l’azione della Natura sono responsabili del clima tropicale dell’Amazzonia. Non a caso, è caratterizzato da abbondanti piogge, umidità e alte temperature. Inoltre, il terreno è molto fertile e ideale perché abbondi la vita.

Conoscete la biodiversità del Rio delle Amazzoni

Si stima che circa il 60% di tutte le specie del pianeta viva proprio nella foresta pluviale amazzonica e che il 30% di queste specie sia ancora sconosciuto alla comunità scientifica.

Tra i milioni di creature viventi che si possono trovare in questa regione, ci possono essere fino a 2.500 tipi di pesci, 3.500 tipi di alberi e 300 specie di rettili, tra cui serpenti e lucertole.

Secondo il coordinatore delle Organizzazioni Indigene del bacino amazzonico (COICA, il suo acronimo in inglese), circa il 9% della popolazione umana del Rio delle Amazzoni è ancora composto da popolazioni indigene. Ancora oggi, sono presenti circa 350 gruppi etnici diversi.

Pappagalli amazzonici

Tuttavia, la ricchezza dell’Amazzonia comincia a essere danneggiata dalle attività umane. A metà del secolo scorso, l’Amazzonia ha perso il 17% della copertura di alberi.

Lo sfruttamento economico che causa questa perdita di vegetazione colpisce sia la flora che la fauna della regione, e rischia di destabilizzare le dinamiche di ciò che molti chiamano il “polmone della Terra”.

Il polmone verde fatica a funzionare

L’importanza della vita che circonda e accompagna il Rio delle Amazzoni risiede nella sua capacità di regolare sia la temperatura che l’umidità, due elementi strettamente legati ai cicli dell’acqua. Parliamo dell’insieme dei fenomeni di flusso e circolazione dell’acqua all’interno dell’idrosfera.

L’Amazzonia svolge un ruolo fondamentale per la salute del pianeta, dato che è in grado di assorbire anidride carbonica e i gas responsabili dell’effetto serra. Questa enorme foresta è una delle ancore di salvezza per il futuro dell’umanità.

Purtroppo però, negli ultimi anni sta diminuendo la capacità di questa foresta di assorbire anidride carbonica. L’aumento di CO2 nell’atmosfera fa sì che gli alberi crescano più rapidamente. Ma, allo stesso momento, si sta accorciando la loro vita.

Si calcola che, dagli Anni ’80, la mortalità degli alberi è aumentata del 33%, una tendenza che limita l’azione rigeneratrice del “polmone della Terra”.

Con la conseguenza condanna per l’uomo e le forme di vita del pianeta, se non si realizzeranno presto cambiamenti drastici a livello di emissioni nocive.