Tagliare la coda ai cani è finalmente illegale

· 3 settembre 2017

Dopo anni di ritardo dalla convenzione europea del 1987, tagliare la coda ai cani è finalmente illegale anche in Italia. Per la maggior parte delle persone non ci sono dubbi sul fatto che i cani debbano mantenere le loro orecchie e le loro code naturali.

Molti sostengono che questa pratica sia assolutamente inutile. Inoltre, può provocare dei danni collaterali negli animali. E si tratta anche di un’azione molto crudele.

Tagliare la coda al vostro cane o amputarla, il primo dei tanti dilemmi

I difensori dei diritti degli animali affermano che ci sia un problema nel termine utilizzato. Non si tratta di “tagliare” parte dell’orecchio, della coda, etc, ma di “amputare”. E’ questo il termine corretto.

Per illustrare il loro punto di vista, queste persone utilizzano un esempio grafico: il pelo dei cani viene tagliato per una questione d’igiene e, in molti casi, anche per bellezza. Tuttavia, ciò non provoca loro alcun dolore, anche perché crescerà di nuovo.

Nel caso delle orecchie e della coda, non si tratta semplicemente di ridurre le dimensioni degli organi in questione. Oltre alla pelle, vengono recisi la cartilagine, i vasi sanguigni e molti tessuti, che non ricresceranno più. Per questo affermano che si tratta di un’amputazione. Ma finalmente, è stata riconosciuta come una pratica tremendamente dolorosa e traumatica.

Origini della “tradizione” di tagliare la coda ai cani

Alcuni studi sull’argomento indicano che la prima prova scritta sul perché di questa controversa tradizione risalga all’antica Roma. Viene attribuita a Lucio Giunio Moderato, meglio conosciuto come “Columella”, scrittore e agronomo romano che ha vissuto tra gli anni 4 a.C. e 70 d.C.

Secondo Columella, molto noto durante l’antico impero romano, la coda dei cani doveva essere tagliata a morsi, per evitare che venissero infettati dalla rabbia.

Evoluzione nella storia

  • Evitare che i ratti mordessero la coda dei TerrierPer molto tempo, questa razza è stata usata per sterminare i roditori. Alcune leggende raccontano che i topi si difendevano attaccando la coda dei cani, ragione per la quale era necessario amputarla. Non è mai stato documentato alcun caso di cani con la coda ferita a causa di un morso.
  • Evitare che i cani da pastore rimanessero incastrati con la coda in mezzo alle sterpaglie.
  • Facilitare gli animali durante la caccia o durante il recupero delle prede.
  • Ridurre le probabilità che, in una eventuale lotta tra cani, questi si possano provocare delle ferite mortali.
  • La causa più comune ai giorni d’oggi: per ragioni estetiche. Alcuni allevatori sostengono che un esemplare con la coda completa, non potrà mai vincere un concorso di bellezza canino.

Normativa della Comunità Europea

La convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia è stata approvata nel lontano 1987 a Strasburgo. 

Nel 2011, l’Italia ha recepito la normativa europea. Tuttavia, gli ostacoli da superare sono stati parecchi. Alcuni tradizionalisti volevano mantenere la pratica del taglio della coda per i cani usati per andare a caccia.

Le altre pratiche non permesse dalla legge

La convezione per la protezione degli animali da compagnia contempla altre proibizioni, ad esempio:

  • Non  è permesso alcun tipo di intervento chirurgico sugli animali per fini non curativi.
  • E’ espressamente proibito il taglio della coda e delle orecchie, la recisione delle corde vocali e l’esportazione delle unghie nei gatti.

Inoltre, i proprietari devono occuparsi responsabilmente della salute e del benessere dei propri animali. Viene limitata anche la presenza dei cani e dei gatti nelle pubblicità o negli spettacoli pubblici.