L’uomo che si prende cura dell’Isola dei cani

27 novembre 2017

La situazione mondiale di povertà e scarsità di cibo riguarda tutti, non soltanto le persone. Sebbene spesso parliamo delle vittime umane di questa crisi, la maggior parte delle volte ci dimentichiamo di citare un altro tipo di vittime: gli animali. Gli esemplari che abitano l’Isola dei cani in Pakistan, sono un chiaro esempio di questo fenomeno.

Se volete scoprire di più su questa faccenda e sul perché quest’isola si chiami così, continuate a leggere quest’articolo.

L’Isola dei cani e colui che se ne prende cura

La prima domanda che vi sarà passata per la mente sarà senz’altro a cosa sia dovuto questo nome. Ebbene, la risposta è semplice: quest’isola è abitata esclusivamente da cani.

Nessuno sa come vi siano arrivati, ma è senza dubbio provato che da anni ormai popolano l’isola. Nel luogo non si trovano cibo né acqua, motivo per cui gli animali morirebbero di fame e di sete se non fosse per alcune persone di buon cuore come Munner, il noto uomo che si prende cura dell’Isola dei cani.

Munner è un pescatore pakistano che svolge il suo lavoro nei pressi dell’Isola dei cani. Ogni volta che scende sull’isola, tutti i cani accorrono a riceverlo: già sanno che arriverà. Munner dà loro cibo e acqua.

Ma cosa spinge l’uomo a farlo? Lui stesso risponde:

“Mi prendo cura di questi cani perché non hanno nessun altro a proteggerli. Mi piace dare da mangiare ai cani perché so che Dio mi ricompenserà. Se io alimento loro, Dio alimenterà me. È dovere di tutti i mussulmani proteggere gli animali. Solo le persone prive di compassione non lo faranno”.

Come sono trattati i cani in Pakistan?

Vedere come Munner ed altri pescatori si comportano nei confronti di questi animali, può portarci a pensare che in Pakistan i cani e gli altri animali siano tenuti bene e rispettati. In realtà, la capitale finanziaria del paese, Karachi, è piena di cani abbandonati che popolano le strade.

Gli abitanti della città credono che questi animali siano sporchi e immondi, e che il governo faccia bene a promulgare campagne per l’avvelenamento dei cani nel tentativo di frenare la popolazione canina della città. Nel 2016 più di 700 cani sono morti proprio per questo motivo.

Altri casi di persone che si prendono cura degli animali

Come vediamo, non è questione del paese di provenienza di una persona bensì del suo buon cuore, come nel caso di Munner. Come lui, ci sono state altre persone disposte ad aiutare i cani più bisognosi.

Già vi abbiamo raccontato le loro storie, ma ve ne proponiamo di nuovo qualcuna:

  • Mustafa Ele, Istanbul. Dicono che Istanbul sia la città dei gatti, infatti sono presenti in qualsiasi angolo. Tuttavia, non tutti hanno un posto in cui rifugiarsi: Mustafa ha aperto la sua Mezquita ai gattini più bisognosi affinché possano trovare alloggio e del cibo.
  • Wan Yan. Questo signore proveniente dalla Cina si è spinto ancora oltre, spendendo infatti la sua fortuna milionaria per alimentare e trovare un rifugio ai cani abbandonati. Dopo essersi accorto di quanti animali popolassero le strade della sua città, ha deciso di fare qualcosa. E ci è decisamente riuscito!
  • Casa di riposo. Una signora ha adeguato la sua casa a mo’ di casa di riposo per animali anziani permettendo loro di vivere gli ultimi anni di vita felici e con dignità. Ha speso tutti il suo denaro in cibo, cure veterinarie e medicine. Un grande esempio per molti!
  • Albergo di New York. Anche gli abitanti della capitale del mondo hanno deciso di unirsi all’iniziativa della cura degli animali, iniziando a dare da mangiare non soltanto ai senzatetto, ma anche ai loro animali.

Queste storie, così come quella dell’Isola dei cani, ci danno la speranza di sapere che esistono ancora persone dal buon cuore e chissà, un giorno potremmo dire addio al fenomeno dell’abbandono. Speriamo che sia così! Prima o poi…

Fonte dell’immagine principale: https://elpais.com

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