Cos’è la vescica natatoria dei pesci?

· 16 settembre 2018
La vescica natatoria nei pesci permette di stivare ossigeno. Questa sacca è collegata all'apparato digerente.

La vescica natatoria dei pesci è fondamentale per la loro vita in acqua. Si tratta di un organo indispensabile che permette loro di muoversi, evitando di sprofondare negli abissi. In questo articolo vi spiegheremo tutto riguardo alla vescica natatoria dei pesci, importante elemento dell’anatomia degli esseri viventi acquatici.

Cos’è e come funziona la vescica natatoria dei pesci?

È l’organo di galleggiamento di tutti i pesci ossei e si presenta come una specie di “sacca”. E’ costituita da due pareti flessibili, situate sotto la colonna vertebrale. Consente di controllare la galleggiabilità nell’acqua, in modo che l’animale non debba compiere uno sforzo muscolare maggiore quando deve muoversi.

Questo tipo di “serbatoio”, situato nella cavità addominale, permette loro di nuotare senza affondare oltre la profondità a cui si trovano. Serve anche a produrre suoni come se fosse una cassa di risonanza e, in caso di emergenza, può svolgere anche una funzione respiratoria.

La struttura dipende dalle differenti specie e dall’habitat in cui vive l’animale acquatico. Esistono persino vesciche natatorie più grandi o divise a metà. Le carpe, per esempio, hanno bisogno di più galleggiamento a causa del peso dei loro corpi.

Solo alcune specie non hanno una vescica natatoria. E’ il caso dei benthos, ovvero organismi che vivono a stretto contatto con il fondo o su un substrato solido. Anche predatori come gli squali ne sono sprovvisti e, pertanto, devono spostarsi continuamente per non affondare.

La vescica natatoria nei pesci permette di stivare ossigeno. Questa sacca è collegata all’apparato digerente. Aprendo la bocca, il pesce immagazzina aria che viene spinta in questo spazio, in modo da essere usato per aumentare o diminuire la spinta di galleggiamento.

Banco di pesci in mare

È molto curioso il fatto che il pesce riempia questo organo secondo le sue attività o habitat. Così, per esempio, gli esseri acquatici che vivono vicino alla superficie immagazzinano solo il 15% della loro capacità, mentre quelli che abitano nelle profondità possono sfiorare il 90%. Questo perché la percentuale di ossigeno deve essere maggiore mano mano che si scende di profondità.

Due tipi di “riempimento” della vescica natatoria

In base al tipo di vescica natatoria, è possibili dividere i pesci ossei in due grandi gruppi. Questa differenziazione è figlia di come raccolgono e stivano l’ossigeno:

  • Pesci fisostomi: la vescica natatoria è collegata all’esofago attraverso un condotto, quindi portano la testa in superficie per inspirarla ed espellerla (un esempio è dato dalla Carpa koi).
  • Pesci fisoclisti: usano una ghiandola che consente loro di aggiungere aria prendendola dal sangue e altri capillari che la ricoprono. Possono rimanere a determinate profondità e provvedere costantemente all’ossigeno di cui hanno bisogno.

Oltre ai pesci, anche le meduse sono provviste di vescica natatoria e la utilizzano allo stesso modo, perché permette loro di galleggiare senza sforzo. Per riuscirci, però, devono anche usare la spinta dell’acqua.

Malattia della vescica natatoria nei pesci

Se possedete un acquario, una delle principali patologie o infezioni che potrebbe interessare i vostri pesciolini è la cosiddetta infiammazione della vescica natatoria, che in molti casi è rilevabile semplicemente a occhio nudo.

Malattia della vescica natatoria nei pesci

I sintomi principali rivelano problemi nel mantenersi a galla (il pesce rimane in superficie per lungo tempo, rivolto verso l’alto), mancanza di controllo del corpo, rigonfiamento nell’area ventrale, incapacità di defecare e inappetenza.

Ci sono diverse ragioni che possono innescare l’insorgere di questa malattia, tra cui problemi ai reni, virus, batteri, problemi genetici, stress o cibo di scarsa qualità.

Non appena viene rilevato il gonfiore, è importante che l’animale venga controllato da un veterinario, specializzato che può realizzare una manovra tipica, usando la punta di un ago. Quindi è essenziale che il pesce venga separato dagli altri per evitare il contagio, nel caso in cui il problema sia di origine batterica e per evitare la diffusione di una situazione di stress.