Caratteristiche e curiosità dell’avvoltoio barbuto

· 4 Maggio 2019
Il gipeto è un rapace che spesso genera ammirazione, ma anche paura. Scopriamo insieme perché.

Il gipeto o avvoltoio barbuto appartiene alla specie Gypaetus barbatus. Si tratta di uno dei rapaci più noti tra quelli che abitano l’Europa, specie le regioni montuose al di sopra dei 1000 metri. In questo articolo, scopriremo le principali caratteristiche e curiosità dell’avvoltoio barbuto.

Sfortunatamente, a causa di diverse circostanze, il numero di esemplari si è ridotto drasticamente negli ultimi anni.

Allo stato attuale, l’unico gruppo di esemplari di questa specie sopravvive nella catena montuosa dei Pirenei. Vediamo insieme caratteristiche e curiosità dell’avvoltoio barbuto.

Caratteristiche e curiosità dell’avvoltoio barbuto

L’avvoltoio da sempre genera nelle persone un sentimento di rispetto misto a paura. Le sue ali spiegate raggiungono dai due ai tre metri di lunghezza e, insieme al suo forte becco ricurvo, alimentano le leggende intorno a questa specie.

Una caratteristica sorprendente di questa specie è il suo piumaggio molto folto, che subisce varie trasformazioni nel corso della vita dell’esemplare, dalla giovinezza fino all’età adulta. Durante la  crescita, il gipeto sperimenta infatti due diversi cicli di muta.

Il primo ciclo inizia durante il primo anno di età fino al quarto anno. Il secondo ciclo si verifica dal terzo al settimo anno, anche se può variare a seconda dell’esemplare.

Inoltre, questa specie presenta dimorfismo sessuale: si tratta delle differenze fisiche tra esemplari maschi e femmine.

Ad esempio, le femmine di questa specie sono di dimensioni e peso maggiori rispetto ai maschi. Ulteriori differenze riguardano le dimensioni del becco e la lunghezza della coda.

Habitat avvoltoio barbuto

Dieta e habitat dell’avvoltoio barbuto

Gli avvoltoi hanno spesso una cattiva reputazione a causa della loro alimentazione, dal momento che sono necrofagi. Tuttavia, la loro dieta si basa fondamentalmente sul consumo di componenti ossee per sopravvivere.

Questo tipo specifico di dieta è chiamato osteofago e, attualmente, questa è l’unica specie riconosciuta al mondo con questo tipo di dieta.

Per approfondire il tipo di prede catturate da questi grandi uccelli, gli scienziati devono fare delle osservazioni dirette per raccogliere dati obiettivi che quantifichino la dieta di questa specie.

Gli studi Margalida (2016) hanno constatato che le prede dell’avvoltoio barbuto appartengono per lo più ai gruppi animali ovini o caprini e al gruppo Cunicula (conigli). Al contrario, non sono stati rilevati un gran numero di prede appartenenti ai gruppi animali bovini, equini o suini.

Normalmente, gli esemplari adulti sono in grado di ingerire ossa con una dimensione massima di 250 mm di lunghezza e 35 mm di larghezza. Una caratteristica dell’avvoltoio barbuto è che per ingerire ossa più grandi si serve degli spacca-ossa.

Gli spacca-ossa sono superfici rocciose contro cui i gipeti gettano le ossa per distruggerle. Quindi, una volta rotte, possono ingerirle. Gli spacca-ossa di solito si trovano nelle aree vicino ai nidi, con forte pendenza ed esposte al vento.

Di solito gli esemplari adulti si occupano di raccogliere le ossa, prepararle e ridurle in pezzi creando gli ossari e i nidi.

Coppia di avvoltoi

L’area di distribuzione del gipeto è rappresentata dalle aree disabitate dagli umani e dove non sono presenti infrastrutture derivate dall’azione umana. Principalmente, gli avvoltoi barbuti vivono in alta montagna.

Curiosità

Una pratica osservata negli esemplari giovani è il cleptoparassitismo. Il cleptoparassitismo consiste nell’istigare e disturbare gli altri uccelli per appropriarsi della loro preda.

Gli animali cleptoparassiti rubano, di nascosto o in modo aggressivo, il cibo che gli altri sono riusciti a procacciarsi o a recuperare in altro modo. Questo comportamento è stato osservato nei gipeti quando disturbano gli altri uccelli, come ad esempio l’aquila reale.

Inoltre, il gipeto è un esempio caratteristico di animale monogamo. Tuttavia, nei Pirenei sono stati osservati dei casi di trio e promiscuità. Si ritiene che sia dovuto alla saturazione dell’habitat, che impedisce l’insediamento di uccelli in età riproduttiva.

Il progetto Life + 2013-2018 si è concentrato nel recupero e nella conservazione di questo rapace nei Parchi Nazionali di Picos de Europa, Ordesa e Monte Perdido, appartenente alla rete Natura 2000.

Oltre a questo progetto, ci sono altri programmi eseguiti e gestiti dalla Fondazione per la conservazione del gipeto (FCQ) condotti in entrambi i parchi da più di 21 anni. L’obiettivo principale è ridurre il livello di rischio di questo uccello da preda, che si trova nel catalogo delle specie minacciate e a rischio di estinzione.

Secondo gli editori di questo progetto, la sopravvivenza della popolazione spagnola dei gipeti è condizionata da tre fattori principali:

  • Il numero ridotto di esemplari.
  • Il rango ridotto di distribuzione (solo nei Pirenei).
  • La difficoltà di completare con successo la colonizzazione di nuovi territori.

Se avete trovato questo articolo interessante, vi consigliamo di leggere anche l’articolo: Gipeto: caratteristiche, comportamento e habitat.

  • Margalida, A., Suert, E. P. De, Amigos, S. De, & Csic, M. (2016). Quebrantahuesos – Gypaetus barbatus ( Linnaeus , 1758 ).
  • Quebrantahuesos, F. P. L. C. Del. (2006). El Quebrantahuesos: apuntes sobre su biología. Ecosistemas, 15(2), 89–100. https://doi.org/10.7818/RE.2014.15-2.00
  • Gil, Juan Antonio; Pérez López-López, C. & P. (n.d.). ( Gypaetus barbatus ) REPRODUCTORES EN EL PIRINEO CENTRAL ( ARAGÓN-ESPAÑA ). Anuario Ornitológico de Aragón, viii, 1–16.