Come funziona la vista del serpente?

Rimarrete sorpresi nello scoprire le caratteristiche uniche della vista del serpente. Senza dubbio, questo argomento vi consentirà di comprendere al meglio il mondo di questi affascinanti animali.
Come funziona la vista del serpente?

Ultimo aggiornamento: 10 gennaio, 2022

La vista del serpente è diversa da tutte le altre. Tuttavia, dal momento che esistono diverse migliaia di specie di serpenti al mondo, risulta impossibile generalizzare. Gli occhi dei serpenti non sono in realtà molto diversi dagli occhi della maggior parte dei vertebrati terrestri.

La maggior parte degli scienziati ritiene che i serpenti abbiano dovuto “reinventare l’uso degli occhi” in qualche modo. Questa teoria è associata al fatto che questi animali hanno origini sotterranee o sottomarine. Alcuni serpenti sono dotati infatti di una percezione amplificata. Di seguito spiegheremo alcuni degli adattamenti sensoriali più curiosi dei serpenti attuali.

La struttura degli occhi del serpente

La vista del serpente è dotata di un meccanismo di messa a fuoco dell’immagine che è in grado di spostare l’obiettivo avanti e indietro. Questo distingue i serpenti dalla maggior parte degli animali che mettono a fuoco modificando la curvatura del cristallino.

D’altra parte, il serpente non ha le palpebre. Al loro posto, presenta una squama oculare trasparente, che funziona come una specie di lente a contatto. È interessante notare che questa squama si rinnova ogni volta che il serpente cambia la pelle.

A seconda delle sue abitudini di vita, la vista del serpente presenterà adattamenti diversi. Ad esempio, i serpenti scavatori più primitivi hanno degli occhi abbastanza semplici. Pertanto, sono dotati solo di bastoncelli, che consentono loro di distinguere la luce dall’oscurità.

La maggior parte dei serpenti diurni presenta delle pupille rotonde, dei coni (che permettono loro di distinguere dettagli e colori) e bastoncelli (sensibili in condizioni di scarsa illuminazione).

La visione dei serpenti.

Il sesto senso associato alla vista dei serpenti

Vipere, pitoni, boa, serpenti a sonagli e altri membri del sottordine dei serpenti hanno un “sesto senso “, di cui altri mammiferi e anche altri rettili non sono dotati.

Questi serpenti sono dotati di fosse speciali o “fossette termorecettive”. Mentre le vipere ne hanno solo una coppia situata su entrambi i lati del muso, i pitonidi hanno più fossette labiali, che si trovano sul labbro superiore, inferiore o su entrambi. Pur avendo un minor numero di fossette, quelle dei serpenti sono più sensibili di quelle dei pitoni.

Fossetta loreale

Questo fossetta è suddivisa in due camere. Naturalmente, la camera interna riflette la temperatura interna del serpente stesso. Va ricordato che i serpenti sono animali a sangue freddo o poichilotermi, ciò significa che la loro temperatura corporea dipende dalla temperatura dell’ambiente. Per quanto riguarda la camera esterna, ha una membrana sensibile alle variazioni di temperatura nell’ambiente.

Questa fossa funziona perché il serpente è in grado di rilevare la differenza di temperatura tra le due camere. L’aria nella camera si espande quando la temperatura aumenta, attivando il nervo trigemino. Il nervo trigemino raggiunge il cervello attraverso il tetto ottico, facendo sì che l’immagine rilevata dagli occhi si sovrapponga all’immagine a infrarossi captata dalle fossette.

Pertanto, i serpenti rilevano sia la luce visibile (come facciamo noi) che la radiazione infrarossa in un modo che non possiamo nemmeno immaginare. Gli esperti stimano che questo sofisticato sistema possa rilevare variazioni di temperatura fino a 0,002 gradi Celsius.

La visione del serpente.

Altri dati sulla straordinaria vista del serpente

I ricercatori, dopo decenni, sono riusciti a trovare una spiegazione chimica a questa straordinaria capacità di rilevare la radiazione infrarossa.

I serpenti sono in grado di rilevare gli infrarossi attraverso una proteina nota come TRPA1: le fibre nervose sensoriali delle fossette sono ricche di questa proteina.

Sorprendentemente, anche noi umani possediamo una nostra versione di questa stessa proteina. Nel nostro corpo, la TRPA1 funziona principalmente come rilevatore di irritanti chimici e agenti infiammatori.

Questi studi sui serpenti hanno dimostrato che la membrana dell’organo delle fossette funge da antenna passiva che percepisce il calore radiante. La proteina TRPA1, essendo un canale sensibile al calore incorporato nelle fibre nervose, traduce il segnale di energia termica in un impulso nervoso.

Un protobothrops tokarensis.

Vantaggi della straordinaria vista del serpente

È importante notare che la radiazione infrarossa, o radiazione IR, è un tipo di radiazione elettromagnetica, con una lunghezza d’onda maggiore della luce visibile. La radiazione IR viene emessa da qualsiasi corpo la cui temperatura sia maggiore di 0 gradi Kelvin, ovvero -273,15 gradi Celsius.

Pertanto, la vista del serpente, quando rileva l’infrarosso, è in grado di percepire la sua preda attraverso una “visione termica”. Indubbiamente, questa capacità gli consente di rilevare la presenza di prede a sangue caldo in tre dimensioni, aiutando il serpente a prendere la mira con precisione durante l’attacco.

Inoltre, la sovrapposizione di immagini termiche e visive all’interno del cervello del serpente gli consente di seguire gli animali con grande precisione e velocità. Questo sistema è tremendamente sensibile: le vipere sono in grado di rilevare le prede attraverso questo sistema a distanze che arrivano fino a un metro.

Ma non finisce qui: la straordinaria vista del serpente, infatti, risulta utile anche per contrastare altri predatori ed animali termoregolatori come loro.

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